Visualizza gli rss

    
      
Registrati
Password dimenticata?

  
Iscriviti alla Newsletter
E-mail:    

 

 

Lo svezzamento

a cura della Dott.ssa Amalia Maria Ambruzzi

 

Dietologia Clinica
Dipartimento Medico Chirurgico di Epato-Gastroenterologia e Nutrizione

 
Il passaggio dal latte alla pappa rappresenta una tappa fondamentale per la crescita dei piccoli. Ecco come affrontarla senza difficoltà.

  

Cosa intendiamo per svezzamento?

 

Dopo la scelta del tipo di allattamento, lo svezzamento è il momento alimentare più importante del primo anno di vita.

 

Attualmente si tende a chiamare svezzamento quel periodo transitorio in cui il latte umano cessa di essere l’alimento esclusivo del lattante, in quanto non consente di soddisfare tutte le necessità del bambino a livello di energia, proteine, vitamine e sali minerali (ferro, zinco). Il latte pertanto va sostituito gradualmente con cibi semi-solidi diversi.

 
Quando iniziare lo svezzamento?
Esso non va iniziato prima del 6° mese compiuto, secondo le recenti indicazioni dell'OMS, in quanto il latte materno e, in mancanza di esso, il latte adattato, assicura un accrescimento ottimale del lattante nei primi 6 mesi di vita.

 

Quali regole seguire?

La norma più comune da osservare consiste nel cominciare ad introdurre gradualmente i vari alimenti, iniziando con piccole dosi, sia per saggiare la tolleranza, sia per abituare il piccolo ai nuovi gusti, seguendo mediamente:

  • un numero di 5 pasti,
  • con un apporto energetico di circa 100-110 Kcal/Kg di peso corporeo, rappresentato per il 10-12% da proteine, il 40 % da grassi e per il 48-50 % da carboidrati.

 

È importante inizialmente non fissare schemi troppo rigidi, per numero, quantità e orario della somministrazione dei pasti, purché vengano soddisfatti i veri bisogni energetici e nutritivi.

 
È bene proseguire l’allattamento materno durante lo svezzamento?
È fondamentale che il 50% dell’apporto nutrizionale totale continui ad essere coperto dal latte materno o, in mancanza di questo, da quello di proseguimento fino all’anno di vita.
 
Cosa fare se il bambino rifiuta il cibo?

Se il lattante rifiuta pasti sapidi si può procedere a una prima somministrazione di:

  • pappe dolci (farine lattee o creme di cereali) e biscotti senza glutine e uovo;
    passando successivamente al consolidato pasto di:
  • brodo vegetale, semolino, crema di riso o semolino di riso, olio extra vergine di oliva, liofilizzato od omogeneizzato di carne e omogeneizzato di frutta.
 
Sono consigliabili i preparati industriali?
È bene usare i preparati industriali destinati all'alimentazione della prima infanzia, perché garantiscono una maggiore qualità igienica e nutrizionale rispetto alle preparazioni domestiche.
 
Come prevenire le intolleranze alimentari?

Un corretto svezzamento assume un importante ruolo nel prevenire patologie quali le allergie, le intolleranze alimentari e le malattie cronico degenerative dell’adulto, o comunque ne attenua sicuramente il decorso.

 

Per la prevenzione dello sviluppo di allergie, la strategia consigliata è quella di evitare la somministrazione di latte vaccino fresco, prescrivendo, dopo il latte materno o quello adattato, il latte di proseguimento fino all'anno di vita.

 

È anche consigliabile introdurre gradualmente i nuovi alimenti, usando per primi quelli meno allergizzanti, rappresentati da cereali; preferibilmente, in ordine di tempo:
1. riso,
2. tapioca,
3. mais,
4. avena,
5. grano.

 

Altri cibi come carni, legumi, vegetali e frutta possono essere somministrati successivamente, introducendoli uno alla volta.

 

Va ritardata a giusta età, quando la mucosa intestinale ormai ha consolidato la sua barriera, la introduzione dei cibi più allergizzanti quali:

  • l'uovo,
  • il pesce,
  • alcune verdure
  • le arachidi (soprattutto).
     

La somministrazione andrà fatta comunque con un alimento per volta, che dovrà essere ben cotto e in quantità non troppo elevata, per saggiare la tolleranza del bambino.

 

Ai fini di un intervento preventivo della malattia aterosclerotica è essenziale evitare:

  • alimenti ad alta densità calorica,
  • l'eccesso di proteine di origine animale,
  • l'aggiunta di sale

 

È bene tenere presente che gli alimenti hanno già presente nella loro composizione il cloruro di sodio, non è necessario pertanto aggiungere sale che favorisce il gusto ai cibi troppo sapidi, nocivi alla salute.

Cosa bisogna evitare durante lo svezzamento?   Cosa bisogna tenere presente?

Devono essere scoraggiati, in particolare:

  • gli "assaggini" di alimenti controindicati per l'età del bambino,
  • la somministrazione di bevande zuccherate che, oltre a togliere l'appetito, possono provocare diarrea e carie dentale.

Anche in questa fase delicata di alimentazione, è utile cercare di seguire, recuperare e consolidare tradizioni e abitudini della dieta mediterranea.
Questo per evitare gli eccessi alimentari e le abitudini errate che, se instaurate precocemente, tendono a stabilirsi nelle età successive (tracking alimentare).

 

La dieta che assumiamo da adulti riflette infatti ciò che abbiamo mangiato da bambini, quindi per attuare corrette scelte alimentari nell'età adulta, il gusto va educato fin dalle prime epoche della vita.

 

E pertanto non si raccomanda mai abbastanza di non eccedere negli alimenti ad alta densità calorica, nelle proteine e grassi di origine animale, nell’eccesso di sale.

 
Ultimo aggiornamento: 24/10/2008 Copyright Per contattarci scrivi a info@opbg.net