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Pillole di Pediatria

STIPSI

 

a cura del Dott. Massimo Rivosecchi

Dipartimento di Chirurgia Pediatrica - Chirurgia di Palidoro

 

É un disturbo molto frequente, ne esistono due forme: organica e funzionale. Quali sono le differenze? Cosa fare?

 

Che cosa è la stipsi?

È importante chiarire subito che la stipsi, o stitichezza, è un sintomo e non una malattia in sé.

 

Si definisce stitico in un bambino d’età superiore ai due anni quando le evacuazioni sono:

§          difficili e richiedono uno sforzo (almeno nel 25% delle evacuazioni),

§          spesso sono dolorose, a volte incomplete (emissione anche giornaliera di piccole quantità di feci senza che il retto si svuoti completamente),

§          in genere le feci sono dure o caprine (almeno nel 25% delle evacuazioni),

§          a volte possono essere rare e molto voluminose, con una frequenza inferiore alle 3 evacuazioni a settimana.

 

 

Qual è la normale frequenza

delle evacuazioni?

Non esiste un numero preciso di evacuazioni giornaliere o settimanali che indichi esattamente se un soggetto è stitico oppure non lo è.

 

La frequenza varia in base all’età del bambino, è diversa da soggetto a soggetto e può variare a seconda dei periodi, delle situazioni emotive che il bambino sta vivendo ed anche in rapporto a fattori ambientali.

 

Secondo la Società Nord Americana di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione Pediatrica (NASPGHAN, 1999) la frequenza delle evacuazioni settimanali in età pediatrica può essere così riassunta:

 

0 – 3 mesi

allattamento materno

5 – 40 evac./sett.

 

0 – 3 mesi

allattamento artificiale

5 – 28 evac./sett.

 

6 – 12 mesi

5 – 28 evac./sett.

 

1 – 3 anni

4 – 21 evac./sett.

 

> 3 anni

3 – 14 evac./sett..

 

 

 

Quanto è frequente

il problema?

La stipsi è un disturbo molto frequente nei Paesi Industrializzati; interessa il 3-10% dei soggetti in età pediatrica, e tende ad aumentare con l’età fino a raggiungere il 20-40% dei soggetti sopra i 65 anni.

 

In età pediatrica è colpito prevalentemente il sesso maschile (M:F=6:1), ma il rapporto si inverte nelle epoche successive (M:F=2:1).

 

Essa rappresenta il 3% delle visite ambulatoriali di Pediatria ed il 25% delle consultazioni nei centri di gastroenterologia pediatrica.

 

 

A cosa è dovuta

la stipsi?

Esistono due forme di stipsi:

§          organica, cioè legata a malattie o malformazioni del nostro organismo,

§          funzionale e cioè non collegabile a vere e proprie alterazioni fisiche.

 

 

La forma organica

La forma organica è piuttosto rara (< 5%) e può essere causata da varie patologie che in genere si manifestano nelle prime epoche di vita del bambino e si accompagnano ad altri segni e sintomi che aiutano a fare una diagnosi precoce.

 

I segni di allarme per patologia organica sono:

§          scarso accrescimento

§          mancata o ritardata emissione del meconio (prime feci che normalmente il neonato emette nelle prime 24 ore di vita)

§          distensione addominale

§          anomalie a livello del piano cutaneo sacro-coccigeo

§          malformazioni anorettali

§          sangue occulto nelle feci

§          presenza di masse fecali alla palpazione dell’addome e retto vuoto all’esplorazione rettale

§          assenza del tono anale all’esplorazione rettale

§          riduzione del tono e/o della forza degli arti inferiori.

 

La stipsi può essere il sintomo di:

§          numerose malattie a carico dell’apparato digerente (malformazioni anorettali, morbo di Hirschsprung, stenosi e malrotazione del tratto gastrointestinale),

§          patologie neurologiche (spina bifida, traumi del midollo spinale, sindrome di Down),

§          malattie endocrine (ipotiroidismo, iperparatiroidismo, diabete mellito),

§          intolleranza alle proteine del latte vaccino,

§          malattia celiaca

§          fibrosi cistica,

§          anite/proctite da streptococco (in questi casi ci vuole il chirurgo),

§          assunzione di farmaci (ferro, antiacidi).

 

 

Quando interviene

il chirurgo?

Le cause di stipsi che più frequentemente richiedono l’intervento del chirurgo sono:

§          malformazioni anorettali

§          morbo di Hirschsprung

 

Esse possono esordire alla nascita o al massimo entro il primi mesi di vita, e spesso richiedono un intervento chirurgico d’urgenza.

 

 

La forma funzionale

Nella maggioranza dei casi (> 95%), invece, la stipsi

è funzionale, cioè causata da:

§          atteggiamento “ritentivo” del bambino indotto da varie cause

§          scorretta alimentazione

§          scarsa attività fisica.

 

Il medico attraverso un’attenta anamnesi ed un completo esame obiettivo del paziente può giungere alla diagnosi senza prescrivere esami del sangue o indagini strumentali.

 

Spesso il bambino stitico è in buone condizioni cliniche, ha un buon accrescimento staturo-ponderale e presenta una storia di dolori addominali ricorrenti.

 

Nel bambino più grandicello la stipsi può essere responsabile della comparsa di altri disturbi, quali:

§          l’encopresi (perdita involontaria di feci non formate, a spruzzo o a piccoli pezzi che sporcano le mutandine, che si verifica quando c’è una stasi fecale severa),

§          l’enuresi (perdita involontaria notturna di urina)

§          le infezioni ricorrenti delle vie urinarie (specie nelle bambine).

 

Età di comparsa della stipsi funzionale

 

§          Lattante: i genitori spesso si preoccupano del loro bambino di pochi mesi che cresce bene ma quando evacua si lamenta, piange, diventa tutto rosso in viso e solo dopo alcuni minuti riesce ad emettere le feci, che però sono di aspetto, consistenza e quantità adeguate per l’età.

I genitori devono essere tranquillizzati in quanto il problema risiede nell’incapacità del lattante a coordinare il rilasciamento degli sfinteri con la contrazione addominale a causa una immaturità del tutto normale per l’età.

 

A volte un cambiamento dell’alvo può comparire al passaggio dall’allattamento materno a quello artificiale o ancora più frequentemente con l’introduzione del latte vaccino. In altri casi si può verificare con l’inizio dello svezzamento non correttamente eseguito. In questi casi sono sufficienti alcuni consigli e corrette norme dietetiche.

 

§          Età prescolare-scolare: a volte può essere indotta da una inadeguata educazione al controllo degli sfinteri (troppo precoce o troppo rigida e coercitiva), altre volte da scorrette abitudini alimentari e da un errato stile di vita, oppure per un atteggiamento “ritentivo”.

 

In quest’ultimo caso il bambino trattiene le feci nonostante avverta lo stimolo a defecare, e ciò si verifica o a causa di pregresse evacuazioni dolorose dovute alla presenza di ragadi (fissurazione anali provocate dall’accidentale evacuazione di feci dure e di grosso volume) o per problemi psicologici.

 

Il bambino ha paura di rivivere l’esperienza dolorosa e cerca in ogni modo di trattenere le feci: incrocia le gambe, stringe i glutei, cammina sulla punta dei piedi, irrigidisce il corpo, a volte si accovaccia e si nasconde.

 

Il persistere di tale atteggiamento porta alla formazione di fecalomi (cioè grosse masse fecali, dure e disidratate).

 

Stipsi come segno di disagio

 

Non bisogna dimenticare che esistono varie situazioni emotive che possono causare un atteggiamento “ritentivo”; tra le più frequenti ricordiamo:

§          trasferimento in un'altra città - cambio di abitazione

§          lutto in famiglia

§          separazione - divorzio dei genitori

§          nascita di un fratellino/una sorellina

§          malattia - ricovero

§          inserimento in comunità

§          problemi scolastici

§          difficoltà ad usare i bagni della scuola

§          abuso sessuale.

 

 

Cosa fare?

Non si deve agire di propria iniziativa seguendo i tanti rimedi proposti dai mass media e da amici, oppure acquistando gli innumerevoli prodotti per i disturbi dell’alvo esposti al supermercato o in farmacia, perché possono rivelarsi dannosi e fanno perdere del tempo utile per inquadrare e risolvere in modo appropriato il disturbo, e ciò può avvenire solo affidandosi alle cure del proprio medico o di un centro specialistico per una completa e corretta gestione del problema.

 

Rimozione dell’impatto/ingombro fecale

Dapprima bisogna eliminare la presenza di fecalomi mediante clismi evacuativi correttamente eseguiti oppure con oli o soluzioni osmotiche somministrati per bocca. In seguito bisogna seguire una terapia che faccia espellere ogni giorno feci morbide.

 

Educazione al “vasino”.

L’educazione al “vasino”, ed il conseguente abbandono del pannolino, può essere iniziata verso i 18 – 24 mesi nei luoghi e nei tempi più appropriati, ricordando che alcuni bambini possono raggiungere il controllo dell’alvo anche a 3 anni.

 

Non si deve esercitare alcuna pressione o imposizione, deve essere un’esperienza positiva che insegna al bambino che “fare la “popò” nel vasino è normale e naturale come mangiare e dormire.

Il bambino si deve sentire tranquillo e a proprio agio in un ambiente domestico (bagno, cameretta), concederli la giusta riservatezza, ma se lo richiede parlare con lui o leggere insieme un libro; lasciarlo seduto sul vasino non più di 10-15 minuti, ma non mettergli fretta; non rimproverarlo se “non ha fatto niente”, gratificarlo con abbracci e lodi se la “seduta” è andata a buon fine!

 

Programmare la “seduta” dopo i pasti principali per sfruttare il riflesso gastro-colico.

Il bambino deve assumere una posizione corretta sul vasino: piedi ben appoggiati per terra, gambe leggermente aperte e ginocchia più alte rispetto al sederino in modo da favorire l’azione del torchio addominale.

 

Se il bambino preferisce il water, utilizzare un riduttore per la tazza ed uno sgabello per far appoggiare i piedi.

 

Nelle età successive è importante che il bambino svuoti giornalmente l’intestino, preferibilmente al mattino dopo la colazione in modo che durante la giornata non trattenga le feci a causa dei vari impegni (scolastici, sportivi, ludici); in ogni caso, non si devono imporre orari, ma bisogna che sia il bambino stesso a trovare un proprio ritmo regolare.

 

Abitudini alimentari corrette

§          adeguato apporto giornaliero di liquidi

§          limitare i cibi raffinati a rapido assorbimento

§          favorire i cereali integrali (pane – pasta – riso)

§          adeguato apporto di legumi, frutta e verdura (preferibilmente di provenienza da agricoltura biologica in modo da poter ingerire anche la buccia) per fornire una giusta quantità giornaliera di fibre

§          evitare le bevande gassate

§          limitare tè e cioccolata.

 

Stile di vita

§          evitare i ritmi di vita frenetici/stressanti

§          praticare una regolare attività fisica (ludica – sportiva) per favorire i normali movimenti intestinali

§          passare meno tempo davanti alla televisione e/o al computer.

 

 

Bisogna fare accertamenti?

Nella maggioranza dei casi il medico è in grado di porre diagnosi di stipsi funzionale dopo una visita completa.

 

Qualora ci fossero dei casi dubbi, sarà il medico stesso ad indicare quali indagini eseguire, per esempio:

§          radiografia diretta dell’addome

§          clisma opaco

§          manometria anorettale

§          biopsia rettale

§          dosaggio degli ormoni tiroidei.

 

 

Quale terapia attuare?

La terapia deve essere prescritta dal medico che a seconda del caso sceglierà il farmaco o i farmaci più adatti:

§          lubrificanti (oli minerali)

§          lassativi osmotici (lattulosio, lattitolo, sorbitolo, idrossido di magnesio)

§          PEG (polietilenglicole)

§          stimolanti/irritanti (senna, bisacodile).

 

 

Unità Operativa

di riferimento

Ø        Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica di Palidoro

 

 
Ultimo aggiornamento: 30/12/2008 Copyright Per contattarci scrivi a info@opbg.net