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LO SVILUPPO MOTORIO E COGNITIVO
DALLA NASCITA A SEI MESI

a cura della Dott.ssa Maria Roberta Cilio

    

 Unità Operativa di Neurologia
Dipartimento di Neuroscienze

 

 

Nel primo anno di vita

 

Il primo anno di vita rappresenta un periodo di crescita in tutte le aree di sviluppo del bambino che non ha pari in altre età della vita.

 

È noto oggi, contrariamente al passato, che il cervello umano non è completamente sviluppato alla nascita.
Alla nascita, la natura fornisce al cervello del neonato la maggioranza delle cellule (neuroni e altre cellule cerebrali) di cui ha bisogno.

 

Nel corso del primo anno di vita la crescita cerebrale è notevolissima soprattutto grazie alla formazione di centinaia di miliardi di connessioni tra cellule (sinapsi) che sono la chiave dell’apprendimento e della memoria.
Tutte insieme, esse formano un complesso centro di controllo per la percezione del mondo circostante e per l’acquisizione di funzioni specifiche: non solo vedere, ascoltare , muoversi, sentire i sapori, ma anche pensare, percepire le sensazioni, e comportarsi in un determinato modo.

 

I genitori possono, e devono, influenzare tutte le aree dello sviluppo del loro bambino in innumerevoli modi ogni giorno. Molti genitori intuiscono  l’importanza che hanno nello sviluppo di un bambino le relazioni affettive stabili, appropriate all’età e le esperienze interessanti.
I genitori stessi si rendono presto conto dell’unicità dei loro bambini in termini di temperamento, preferenze, nel modo in cui preferiscono essere (manipolati), come fare a calmarli quando sono agitati, e cosa li fa ridere.

 
Dalla nascita a due mesi
 

La visione è una delle maggiori fonti d’informazione del neonato sul mondo esterno.

 

Il neonato nasce con circa 100 miliardi di cellule cerebrali. Le cellule cerebrali cresceranno in base ai segnali che riceveranno dalle altre cellule. Prima dei tre mesi i bambini vedono meglio quando guardano le cose o i volti "con la coda dell’occhio" (visione periferica). Notano più facilmente i movimenti e i contrasti (ad es. il chiaro/scuro).
Poi, gradualmente sviluppano la visione centrale e a partire dai tre mesi cominciano a guardarsi le mani e possono seguire con lo sguardo un oggetto in movimento circolare.

 

I neonati sentono una grande varietà di suoni e sono particolarmente sensibili al suono della voce umana e preferiscono la voce della mamma a quella di qualsiasi altra persona.

 

Da due a sei mesi

 

Tra i due e i sei mesi si osservano notevoli modificazioni in tutte le aree di sviluppo del bambino, inclusa quella cerebrale.

 

Si ritiene che le diverse parti del cervello del bambino maturino a differenti velocità. Di conseguenza, è facile osservare dei "picchi" di sviluppo improvvisi per esempio nell’area del controllo fisico, o del pensiero, o della comunicazione o della relazione con gli altri.

 

Diversi studi hanno dimostrato che la parte visiva del cervello del bambino è quella maggiormente attiva. Tra i due e i sei mesi i bambini sviluppano sempre maggiori capacità di visualizzare un oggetto o un volto nel dettaglio, di seguire un oggetto con lo sguardo e di mettere a fuoco. Dai quattro mesi la visione del bambino è simile a quella dell’adulto.

 

Durante questo periodo, inoltre, il bambino comincia a integrare ciò che vede con ciò che gusta, con ciò che sente e con le sensazioni che prova. Questa è la cosiddetta integrazione sensoriale.

 

È importante tener presente che lo sviluppo del singolo bambino in questo periodo può essere più o meno avanzato rispetto a un altro bambino della stessa età.

I bambini infatti si sviluppano alla loro propria velocità piuttosto che seguire uno schema temporale fisso. Ciò vuol dire che, da bambino a bambino, un nuovo comportamento può comparire in tempi diversi.

 

Su tali basi, gli esperti di sviluppo psicomotorio verificano la comparsa di determinate funzioni e abilità nell’arco di un determinato arco di tempo, e non in un preciso momento.

 

Dai tre mesi il cervello del bambino è in grado di distinguere diverse centinaia di parole del linguaggio parlato, molte di più di quante non siano presenti nella sua lingua madre. Il cervello si organizza poi intorno alle parole che ascolta più spesso e inizia a creare una mappa uditiva per poter organizzare il linguaggio in modo efficiente.

 

vedi tabella >>

 
Ultimo aggiornamento: 29/05/2008 Copyright Per contattarci scrivi a info@opbg.net