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La bronchiolite

a cura dei dottori R. Cutrera, A. Di Marco, M.G. Paglietti, A. Villani

    

 Unità Operativa di Pediatria Generale
Unità Operativa di Broncopneumologia
Dipartimento di Medicina Pediatrica

 
Interessa in particolare i bambini di età inferiore ai due anni. In taluni casi può rendersi necessario il ricovero, ma il più delle volte il problema si risolve spontaneamente e senza conseguenze.

 

Che cosa è la bronchiolite?
 

La bronchiolite è un’infezione virale acuta del sistema respiratorio che interessa le piccole vie aeree dei bambini di età inferiore a due anni.
La maggiore frequenza di ospedalizzazioni avviene infatti nei primi sei mesi di vita.

Quali sono le cause?

Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è il patogeno respiratorio che più frequentemente infetta i bambini nei primi tre anni di vita. É particolarmente frequente nel periodo invenale.
Un’elevata percentuale di queste infezioni (10-40%) colpisce le basse vie respiratorie (bronchiolite-polmonite), specialmente nei bambini di età compresa tra 1 e 6 mesi.

 

La trasmissione avviene primariamente per contatto diretto con secrezioni infette.
La fase di contagio dura tipicamente da 6 a 10 giorni.
La morbilità e la mortalità diventano significative nei pazienti affetti da malattie polmonari o cardiache

 

Altri virus (Influenza, Adenovirus, virus parainfluenzali) possono causare simili stati clinici.

Quali sono i fattori di rischio?

Fra i bambini che contraggono la bronchiolite si distinguono alcune categorie a rischio di sviluppare forme gravi e tali da richiedere il ricovero in ospedale.

 

 

Nato a termine sano Patologie croniche Nato pretermine
Età< 6 settimane Fibrosi cistica EG <32 settimane

Basso livello
socio-economico

Cardiopatie congenite Displasia broncopolmonare
Esposizione a fumo passivo Deficit immunitari Ventilazione meccanica in epoca neonatale
Familiarità per asma e atopia Dimissione in corso di stagione epidemica
 

Tabella 1

 

Quali sono i sintomi?

La prima fase della malattia è caratterizzata da rinorrea, tosse e febbre ed è indistinguibile da quella di altre infezioni virali delle prime vie aeree.

 

Progredendo la malattia diventano evidenti tachipnea, rientramenti intercostali, sibili e/o rantoli crepitanti.
Ciascuna fase impiega tre-quattro giorni per svilupparsi.

 

La presenza e l’entità della febbre sono variabili.

 

Possono inoltre essere presenti otite media, congiuntivite e faringite.

 

L’ipossiemia è spesso presente e generalmente è più grave rispetto allo stato generale del bambino.
La frequenza respiratoria è di solito >60 atti/min.
La disidratazione può far parte del quadro clinico nei lattanti a causa dello stress respiratorio e per la maggiore perdita idrica.

 

Il rischio di apnea è aumentato nei pazienti con storia di prematurità o di età inferiore a 6 settimane di vita: è pertanto indicato monitorizzare i parametri cardio-respiratori.

 
Come si fa la diagnosi?
 

La diagnosi di bronchiolite è sostanzialmente basata su riscontri clinici, supportata ove necessario da accertamenti laboratoristici e/o strumentali.

 

La prima misurazione da eseguire è quella dell’ossigenazione tramite saturimetro.
Una saturazione arteriosa <95% è stata identificata come un indicatore di gravità con necessità di ospedalizzazione.

 

Un’emogasanalisi arteriosa è raccomandata al fine di valutare l'equilibrio acido-base e la ventilazione polmonare.

 

Per individuare il virus responsabile sono disponibili dei test di laboratorio sull’aspirato nasofaringeo dei pazienti sospetti.

 

La radiografia del torace può essere utile ma non è essenziale nella diagnosi e valutazione della bronchiolite: spesso si riscontrano aree di addensamento e di assenza di aria in più zone dei polmoni.

 
Qual è il trattamento?

La bronchiolite è una malattia di solito che si risolve spontaneamente pertanto il suo decorso è modificato in minima parte dalle terapie.
Il trattamento è quindi essenzialmente di supporto, sebbene alcuni bambini possano trarre beneficio da terapie antivirali.

 

L’ossigenoterapia è di primaria importanza.
La saturazione dei lattanti ospedalizzati dovrebbe essere mantenuta >95%. L’ossigeno dovrebbe essere somministrato umidificato e riscaldato.
È indicato il trasferimento presso terapia intensiva se il valore della PaCO2 è <50mmHg.
L’infusione di liquidi è importante nel caso in cui il paziente sia clinicamente disidratato o non assuma per os un minimo di 80cc/Kg/die di liquidi.

 

L’alimentazione è spesso resa difficoltosa dalla polipnea: l’uso del sondino naso-gastrico è tuttavia sconsigliato in quanto aumenterebbe il lavoro respiratorio. Nei bambini ricoverati l’alimentazione parenterale rappresenta la soluzione migliore.

 

L’utilizzo della terapia broncodilatatrice in caso di bronchiolite è controverso.
La somministrazione di salbutamolo è da continuare in caso di risposta clinica positiva ad un trial terapeutico, con determinazione di una valutazione clinica (Tabella 2), prima e dopo la terapia con broncodilatatore.

 

In caso di mancato miglioramento della sintomatologia non vi è indicazione a continuare il trattamento. L’uso prolungato dei broncodilatatori, oltre ad una scarsa efficacia clinica, è stato associato a peggioramento dell’ipossiemia.

 

Nonostante questa sia una malattia infiammatoria acuta delle vie respiratorie, l’uso dei corticosteroidi per via aerosolica non determina un miglioramento clinico. Tuttavia l’uso di corticosteroidi per bocca, intramuscolo o endovena  nelle forme gravi si è dimostrato efficace nel determinare un rapido miglioramento della sintomatologia e nel ridurre la durata del ricovero.

 

Non è raccomandato l’uso routinario degli antibiotici, che può essere giustificato nei casi in cui si sospetti una infezione batterica concomitante o secondaria, nei bambini immunocompromessi e/o immunodepressi.
Non è raccomandato l’uso della terapia antivirale (ribavirina).

 

Circa il 3% dei bambini ricoverati per bronchiolite presenta un’insufficienza respiratoria acuta tale da richiedere il ricovero in terapia intensiva.

    

 

 

Sintomi

punti 0

punti 1

punti 2

Frequenza respiratoria <40/min 40-60/min >60/min
Rientramenti toracici inspiratori Nessuno Lievi,
diaframmatici
Profondi,
intercostali
Ascoltazione del torace Murmure vescicolare Sibili+
rantoli/ronchi
Sibili e/o rantoli
diffusi
Colore della cute Normale Pallore Cianosi
Condizioni generali Buone Discrete Gravi

Tabella 2

 

 

 

 

 

 

 

 

Glossario

Apnea Episodio di pausa respiratoria prolungata e/o pericolosa.
   
Emogasanalisi arteriosa Esame per valutare l’ossigenazione e la presenza di anidride carbonica nel sangue arterioso.
   
Ipossiemia Diminuzione dell’ossigenazione del sangue.
   
Ossigenazione tramite saturimetro Saturazione d’ossigeno (quantità di
ossigeno trasportata nel sangue). Viene misurata con una piccola pinza o un piccolo cerotto con sensore luminoso (rosso), posizionato su un dito.
   
Polipnea o Tachipnea Aumento della frequenza del respiro.
   
Rinorrea Scolo di secrezioni dal naso.
   
Terapia broncodilatatrice Farmaci che dilatano i muscoli dei bronchi e quindi migliorano la respirazione in caso di spasmo bronchale.
   
Trial terapeutico Prova dell’efficacia di un farmaco valutando i sintomi del paziente prima e dopo la somminastraione.
   
Virus respiratorio sinciziale É il virus responsabile della maggior parte dei casi di bronchiolite. É stagionale, causa delle epidemie nel periodo tra Novembre e Marzo. Si chiama così perche all’esame microscopico forma degli aggregati di cellule, detti sincizi.

 
Ultimo aggiornamento: 21/10/2008 Copyright Per contattarci scrivi a info@opbg.net