Pillole di Pediatria
Pillole di
Pediatria
LA SPREMITURA DEL
LATTE MATERNO
a cura della Sig.a Immacolata Dall’Oglio e
del Dott. Guglielmo Salvatori
Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica
Terapia Intensiva Neonatale
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La spremitura
del latte
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Sono diversi i motivi che possono indurre una madre a spremere il
proprio latte.
A seconda di quali siano le motivazioni, cambia anche la modalità
ed il ritmo della spremitura.
La mamma può spremere il latte quando sopraggiunge la montata lattea e il seno teso
impedisce al bambino di attaccarsi in modo adeguato, o rimane ancora pieno
dopo la poppata, o insorge un ingorgo
mammario.
Anche un’interruzione
momentanea dell’allattamento, per esempio nel caso dell’assunzione di
farmaci controindicati durante la
lattazione richiede la regolare spremitura del latte per mantenerne la
produzione in attesa che
l’allattamento possa essere ripreso.
Quando la madre deve separarsi
dal bambino per esempio per motivi di lavoro, o di salute, spremere,
raccogliere e conservare il latte permette comunque di nutrire il bambino con
il latte materno.
Se il bambino non è in grado di poppare, perché ammalato, o perché troppo piccolo (pretermine), o perché
non riesce ad attaccarsi in modo efficace, la regolare spremitura del latte è
indispensabile per stimolare la secrezione lattea e mantenere l’allattamento
nel tempo.
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Come si inizia
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Innanzitutto vanno
lavate bene le mani.
È importante cercare di
rilassarsi e darsi un po’ di tempo, almeno per le prime volte.
Se c’è tensione,
fretta, paura di sentire dolore, timore di non riuscire, diventa tutto più
difficile ed il latte non fuoriesce anche se è disponibile nel seno.
Il bambino può aiutare molto la sua mamma
in questa attività: può essere tenuto in braccio o vicino, o può essere
pensato, o guardato in una foto, o sentito tramite un suo oggetto personale
che abbia il suo odore quando è lontano.
Un ambiente tranquillo, una poltrona o una sedia comoda, qualcosa di
caldo da bere, una doccia calda, o un impacco caldo sul seno contribuiscono a
rendere più facile la spremitura.
La mamma può chiudere
gli occhi e respirare profondamente,
prolungando soprattutto la fuoriuscita dell'aria (espirazione).
Per stimolare il
riflesso di eiezione (cioè quel riflesso che normalmente viene stimolato dal
neonato con i primi atti di suzione al seno, per favorire la fuoriuscita
attiva del latte dalla mammella) è molto utile massaggiare profondamente tutte le zone della mammelladalla periferia verso il centro,
solleticare l'areola ed arrotolare il capezzolo tra le dita fino a che non
esca naturalmente qualche goccia di latte.
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Il massaggio della schiena favorisce la fuoriuscita del latte
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Anche un massaggio
rilassante della schiena promuove il riflesso di eiezione del latte.
Si effettuano delle
profonde pressioni circolari, su entrambi i lati della colonna, spostando
lentamente le dita dal collo fino alla zona dorsale.
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La spremitura manuale, uno strumento sempre a disposizione
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È fondamentale che ogni madre apprenda come si effettua la
spremitura manuale.
Questo le garantisce una notevole autonomia e le permette di
spremere il latte in qualunque situazione anche imprevista: non costa nulla, è sempre disponibile e servono solo le mani (pulite!).
Con la
spremitura manuale la mamma può anche stimolare il bambino a poppare, può
mandargli direttamente il latte in bocca, può controllare se ha ancora latte.
È utile sperimentare la spremitura fin dal primo o secondo giorno
dopo il parto, quando il seno è ancora morbido, dopo quando diventa più pieno
e dolente, può essere più difficile.
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La spremitura manuale:
come si effettua
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Poggiare il pollice e le dita sui margini opposti dell’areola ed
effettuare una lieve pressione verso il torace.
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Comprimere tra le dita l’areola, mantenendole ben oltre il
capezzolo. Poi rilasciare le dita e ripetere dall’inizio tutta la manovra,
effettuando ritmicamente compressioni e rilasciamenti.
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Spostare le dita lateralmente, per svuotare anche le altre zone
della mammella. Lentamente il latte comincerà a fuoriuscire.
Per la prima volta, può
essere utile sperimentare con il personale sanitario
o con un’altra mamma esperta l’esatta modalità della spremitura.
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Il tiralatte: diverse
tipologie per ogni situazione
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La spremitura del latte può essere effettuata anche con il
tiralatte, che in alcune situazioni può rivelarsi particolarmente
vantaggiosa.
Sono disponibili in commercio diverse tipologie di tiralatte,
manuali od elettrici.
Il personale sanitario può suggerire quale sia il più adatto a
seconda del motivo per il quale si procede alla spremitura del latte.
L’importante è che il tiralatte sia:
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efficace, cioè che effettivamente
eserciti il vuoto necessario alla fuoriuscita del latte (alcuni più
commerciali, non sono sufficientemente potenti),
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confortevole e facile da utilizzare,
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lavabile e sterilizzabile in ogni parte
che entra a contatto con il seno e il latte,
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duraturo nel tempo, specie quando si
prevede che la raccolta del latte dovrà protrarsi per diversi giorni.
Nel gruppo dei tiralatte manuali sono particolarmente comodi
quelli che si azionano con una mano sola (a leva per esempio), perché
permettono di proseguire il massaggio del seno con l’altra mano anche durante
la spremitura.
D’altro canto se la spremitura deve essere ripetuta diverse volte
nella giornata, il movimento ritmico della mano continuo e frequente, può
procurare dolore, stanchezza, con il risultato di non svuotare completamente
il seno.
Anche i tiralatte elettrici permettono di avere una mano libera,
nonché di guadagnare tempo prezioso (per esempio leggere o lavorare al
computer, per le madri più esperte), perché si azionano da soli.
È bene che il tiralatte elettrico sia di tipo automatico (cioè
che da e rilascia il vuoto automaticamente), in quanto simula la modalità di
suzione del neonato ed è meno traumatico per il seno.
È evidente quindi che se la mamma deve solo spremere un po’ di
latte prima della poppata, o svuotare un seno troppo pieno può utilizzare un
prodotto più semplice (per esempio manuale), ma che se deve effettuare la
raccolta in modo più sistematico e frequente, un tiralatte elettrico può
esserle particolarmente utile.
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Modalità,
durata,
ritmo della spremitura
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Durante la spremitura è bene che la mamma prosegua con il massaggio delicato del seno, insistendo in modo
particolare nei punti più pieni o dolenti (in genere nella zona inferiore del
seno, o in quella vicino all’ascella) in modo da contribuire all’attività del
tiralatte, aumentando la pressione sul seno.
Il tiralatte all’inizio va azionato con il minimo del vuoto, che
va aumentato gradualmente mano mano che fuoriesce il latte.
Se si usa il tiralatte manuale, all’inizio può essere utile
azionarlo in modo molto rapido ma delicato, così da facilitare la fuoriuscita
del latte. Anche alcuni tiralatte elettrici professionali sono dotati di
questa particolare funzione.
Non bisogna mai esercitare un vuoto
eccessivo perché causa l’irritazione o la lesione del tessuto del capezzolo e
dell’areola.
Sia nel caso della spremitura manuale o che si usi il tiralatte,
è utile che la mamma raccolga il latte per 5-6 minuti da una mammella, o
comunque finché c’è un buon flusso, per passare all’altra e ripeta questa
operazione per tempi più brevi per altre due volte (venti minuti circa in
totale).
Ciò permette di svuotare completamente il seno quando necessario.
Se la spremitura del latte deve sostituire completamente la suzione del neonato, deve essere
praticata con lo stesso ritmo delle poppate, pertanto 8 volte al dì almeno.
Se si tratta invece di alleggerire un seno troppo pieno prima
della poppata, andrà spremuto solo ogni volta sarà necessario. Se il seno è
ingorgato, la manovra dovrà essere effettuata frequentemente, fino a quando
non si è risolto il problema.
Nel caso di una separazione materna, la spremitura va praticata
prima e durante la separazione, a seconda della durata della stessa.
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Unità Operativa
di riferimento
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Ø
Unità Operativa Terapia Intensiva Neonatale
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Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2005
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