Abuso

Tutte le forme di maltrattamento fisico o emotivo. Può richiedere l'intervento concertato delle autorità giudiziarie, di pubblica sicurezza, dei servizi sociali e delle strutture sanitarie
Stampa Pagina

13 maggio 2020

CHE COS'È
Per definire il maltrattamento all'infanzia è utile riferirsi alla definizione del WHO (World Health Organization, 1999; 2002) condivisa a livello internazionale che comprende "tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o emotivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente, nonché sfruttamento sessuale o di altro genere, che provocano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell'ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere."
Si è consolidata una conoscenza scientifica sugli effetti del maltrattamento in età evolutiva, fino alle ricerche più recenti delle neuroscienze che ne evidenziano le dannose implicazioni a livello neurobiologico e le alterazioni sullo sviluppo cerebrale
Il maltrattamento, in particolare se cronico e continuativo, si caratterizza come un evento traumatico connesso ad un'esposizione prolungata a condizioni di stress e può provocare sentimenti di impotenza pregiudicando i legami di attaccamento e influendo sul senso di sicurezza fino ad influire sulla formazione della personalità.

QUALI SONO LE CAUSE
Le cause del maltrattamento risiedono prioritariamente nella posizione gravemente asimmetrica che caratterizza tutte le relazioni tra adulti e bambini e si configura come una relazione malata.
Il maltrattamento può manifestarsi attraverso un fatto isolato, grave, estremo, che sovrasta la capacità di resistenza del bambino o attraverso fatti ripetuti o condizioni prolungate (come nella trascuratezza) determinando un vero e proprio sviluppo traumatico.

Il maltrattamento può esprimersi in:

- Maltrattamento fisico;
- Maltrattamento psicologico;
- Violenza assistita ossia quando il bambino assiste ad atti di violenza su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative come ad esempio madre o fratelli;
- Abuso sessuale;
- Abuso on line;
- Patologie delle cure: incuria/trascuratezza grave, discuria ossia cure non appropriate rispetto alla condizione o all'età del bambino che può essere anche nel senso di un eccesso di cure, detta ipercura;
- Bullismo e cyber bullismo.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE

Disturbo post-traumatico da stress;
- Difficoltà emotivo-relazionale (depressione), stati ansiosi, attacchi di panico, disturbi del sonno, disturbi dell'alimentazione;
- Difficoltà comportamentali quali crisi di rabbia, aggressività, reazioni oppositive e  provocazioni, marcata irritabilità, pianto, reazioni di allarme eccessivo in tutte le situazioni;
- Problemi nello sviluppo (in particolare nelle competenze linguistiche o scarsa stimolazione di alcune funzioni cognitive come ad esempio la memoria;
- Difficoltà nel rendimento scolastico;
- Comportamento violento in ambito sociale (bullismo, delinquenza);
- Grave distorsione delle relazioni;
- Trasmissione intergenerazionale della violenza.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La valutazione delle conseguenze psicopatologiche del bambino maltrattato prevede una valutazione neuropsichiatrica e una valutazione psicologica e si pone come obiettivo quello di individuare lo stadio di sviluppo e delineare un profilo psicopatologico del bambino.
Gli strumenti diagnostici utilizzati sono test strutturati e standardizzati per la valutazione della Sindrome Post-Traumatica da Stress, per la valutazione dei sintomi psicopatologici, per la valutazione cognitiva, delle abilità scolastiche delle abilità neuropsicologiche del bambino. Sono previsti colloqui clinici ai genitori e ai bambini e adolescenti e una seduta familiare finalizzata alla valutazione delle relazioni familiari.
Per i bambini più piccoli sono previste sedute di osservazione di gioco.
Viene prevista inoltre la consulenza multispecialistica pediatrica, radiologica, ginecologica in caso di riscontro di lesioni o se esistono altre indicazioni cliniche.

COME SI INTERVIENE
Mettere in condizioni di sicurezza fisica e abbassare i livelli di stress psicologici e mentali è un compito che prevede intervento delle autorità giudiziarie, della pubblica sicurezza e dei servizi sociali e delle strutture sanitarie
Riguardo le competenze sanitarie il piano di cura deve essere stabilito da una équipe specializzata sulla base del profilo psicologico del bambino e delle risorse della famiglia.
Tra una serie di interventi indicati dalle linee guida internazionali:

- Interventi di psicoterapia individuale e con I genitori/figure adulte di riferimento e per ricostruire legami di fiducia;
- Intervento farmacologico sulla base del quadro e della gravità clinica.

QUAL È LA PROGNOSI
"Non c'è ferita che non si possa curare". La condizione di abuso non è una condanna per l'individuo, ma un fattore di rischio che si inserisce all'interno del suo percorso evolutivo che è fatto anche di fattori di protezione individuali (genetici, neurobiologici, cognitivi, emozionali) e delle risorse dell'ambiente che lo circonda.


a cura di: Paola De Rose, Flavia Cirillo
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza

In collaborazione con: