Accoglienza, accompagnamento ed orientamento delle famiglie al loro primo accesso in Ospedale

Il ricovero è uno dei momenti più delicati che il bambino e la famiglia devono affrontare. Per renderlo il meno traumatico possibile, i volontari avviano una relazione di aiuto già prima dell'arrivo in Ospedale dove, sarà poi compito del personale sanitario costruire una relazione di fiducia e di collaborazione
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12 marzo 2019

CHE COS'E'
Il momento del ricovero di un bambino è senz'altro uno dei momenti più delicati che la famiglia deve affrontare. Lo è per il bambino che improvvisamente si ritrova in un ambiente sconosciuto, lontano da casa, lontano dai suoi amici e dai suoi giochi. Lo è per la famiglia che, in un ambiente nuovo e sconosciuto, deve cercare di creare intorno al bambino un clima tranquillo e sereno. Lo è anche per il personale sanitario, che da quel momento dovrà mettere in atto tutte le sue risorse e capacità per conoscere il paziente e garantirgli un'adeguata assistenza medica, fino al giorno in cui verrà dimesso.
La famiglia va aiutata in questo momento così determinante per la riuscita del percorso di cura. Sono essenziali a questo fine:

- I rapporti interpersonali che vengono a crearsi tra bambino, famiglia e personale sanitario;
- La qualità delle informazioni che vengono fornite;
- Il coinvolgimento della famiglia nell'indirizzo e nella realizzazione del percorso di cura;
- Il comfort ambientale.

E' quindi indispensabile che il personale sanitario sappia costruire fin dall'inizio una relazione di fiducia e di collaborazione con la famiglia, che sappia assicurare una comunicazione efficace e rispettosa e che sia così in grado di ridurre lo stress da ospedalizzazione. Al contempo, ovviamente, il personale deve poter fornire un'assistenza sanitaria che risponda ai migliori standard qualitativi della pediatria basata sulle prove di efficacia e sulle ricerche scientifiche cui l'Ospedale dedica una particolare attenzione.
Ma il personale sanitario non basta. I Volontari del nostro Ospedale hanno un ruolo attivo specificamente focalizzato sull'accoglienza e sull'acquisizione dei bisogni delle famiglie nella fase del primo accesso in Ospedale per il ricovero.

COME AVVIENE
Per rendere il meno traumatico possibile l'ingresso in ospedale del piccolo paziente, i Volontari avviano una relazione di aiuto già prima dell'arrivo in Ospedale. Infatti, la famiglia viene contattata telefonicamente e, oltre a dare un aiuto per eventuali esigenze contestuali (come raggiungere l'ospedale, i problemi di alloggio, di parcheggio, ecc.) si concordano i dettagli di un appuntamento all'ingresso dell'Ospedale.
Il Volontario accoglie il paziente al suo arrivo mettendo la famiglia a proprio agio e l'accompagna all'Unità di degenza mettendola a conoscenza dei servizi di supporto alla famiglia presenti in ospedale. Fornirà tutte le informazioni verbalmente e consegnerà degli opuscoli a supporto.
Il Volontario, fisicamente presente presso lo sportello dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico, è a disposizione e ha il compito di accogliere ma soprattutto ascoltare le famiglie laddove ci sono problemi e se necessario richiederà l'intervento del personale dell'Ospedale. Le famiglie si sentono così rassicurate, il loro arrivo è meno traumatico e il paziente affronta più serenamente l'ospedalizzazione. L'approccio iniziale con l'Ospedale è positivo e la famiglia non si sente abbandonata a se stessa, il rapporto di fiducia che si viene a creare metterà le basi per un ricovero a misura di bambino.
In particolare, la famiglie straniere possono usufruire di un'accoglienza indispensabile alla loro condizione di estraneità al luogo e alla organizzazione ospedaliera, se occorre con l'aiuto di un mediatore interculturale.
Il punto fondamentale risiede proprio nella tempistica, ovvero nel fatto che l'accoglienza comincia già da casa, dal giorno precedente il ricovero, quando il volontario chiama per offrire il proprio supporto. Sostanzialmente, i volontari, anticipando l'avvio della "relazione di aiuto" favoriscono la comunicazione e la fiducia tra l'Ospedale e famiglia.


a cura di: Silvia Ranocchiari
Accoglienza, Volontariato e Mediatori Culturali
In collaborazione con: