Andrà tutto bene, Giorgia

La storia della bimba colpita da sordità bilaterale dopo un trapianto di cuore
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"Andrà tutto bene, amore mio. Stai tranquilla. Andrà tutto bene".
Giorgia ha 10 mesi. È sulla barella. La portano in sala operatoria di cardiochirurgia. Sta per subire un trapianto di cuore. Il suo, affetto da ipoplasia del ventricolo sinistro, non funziona più come dovrebbe. Deve essere sostituito. Non si può più aspettare.

Valentina, la mamma di Giorgia, cammina con lei. Le tiene la mano. Lungo quel corridoio verde che profuma di disinfettante, i disegni attaccati alle pareti, il rumore delle ruote del lettino di Giorgia che girano. Le tiene la mano, Valentina, mentre le sussurra che andrà tutto bene.
L'intervento va bene. Nel petto di Giorgia batte un cuore nuovo. Ma il rumore di quel cuore, Giorgia non lo sentirà.

Le cure antirigetto e le dosi di antibiotico per via endovenosa necessarie prima e dopo il trapianto, hanno danneggiato irreversibilmente le coclee, causando una sordità bilaterale profonda. 

Giorgia non sente più. Se ne accorge la mamma, la notte di capodanno. A casa di amici, in terrazza, mentre la città festeggia l'arrivo del nuovo anno con botti e fuochi d'artificio, Giorgia non si muove. Impassibile. Non è pietrificata dalla paura. Lei non ha paura. Semplicemente, vede solo immagini. Non percepisce suoni. Alessio, il papà le chiude le orecchie con le mani, per non farla spaventare. Giorgia scansa le mani del suo papà. Lo guarda. Fa no, con la testa. Non riesce a dirlo. Non parla. Ma gli sta dicendo: "non sento niente, papà". 
Alessio prova a chiamarla. "Giorgia?". Giorgia non si gira. Mentre la città festeggia l'arrivo del nuovo anno Giorgia non si muove. È sola nel mondo ovattato dentro il quale scorrono le forme, si muovono le figure. Non sente la voce della mamma e del papà. Non sente niente.

Il sospetto viene confermato al Bambino Gesù. La sordità le viene diagnosticata dai medici dell'Unità Operativa di Audiologia e Otologia. Per permettere a Giorgia di tornare a sentire, è necessario sottoporla a impianto cocleare
Le verrà applicato un apparecchio in grado di convertire i suoni provenienti dall'esterno in stimoli elettrici. L'impianto sostituirà completamente le funzioni della sua coclea danneggiata. E restituirà a Giorgia la funzione uditiva.

Il 4 dicembre del 2013 Giorgia è dentro una stanza dell'Ospedale di Palidoro. L'intervento all'orecchio destro è andato molto bene. Devono attivarle l'impianto. Ancora non sente. Il papà e la mamma sono dietro di lei. Insieme ad alcuni medici. Giorgia è distratta da alcuni oggetti che ha in mano. Sta giocando.
Le attivano l'impianto. C'è silenzio, nella stanza. Dalle casse dello stereo parte una musica. Giorgia si ferma. Immobile. Si gira verso la mamma e il papà. Chiude gli occhi. Piange. Sente. Sente la musica. Si emoziona, si commuove. Corre incontro alla mamma e al papà, Giorgia. "Giorgia! Giorgia!", le urlano. Lei lo sente. Batte le mani, è contenta. Dopo 16 mesi di silenzio, il mondo ricomincia a parlare.

E quel cuore, che batte dentro al petto, ora Giorgia può sentirlo.