Anemia Falciforme

Particolarmente diffusa in Africa sub-sahariana, India e Medio Oriente, questa malattia è caratterizzata da globuli rossi dalla tipica forma a falce. E si presenta con anemia, ittero, dolori alle articolazioni e alle ossa
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15 marzo 2019

CHE COS'E'
L'anemia falciforme o drepanocitosi è una malattia genetica del sangue, più precisamente dei globuli rossi, caratterizzata dalla produzione di emoglobine anomale, tra cui la più comune è l'emoglobina HbS.

Il nome di questa malattia deriva dal fatto che, per le sue caratteristiche, l'emoglobina S, soprattutto in determinate condizion, tende a precipitare e quindi a trasmettere al globulo rosso una tipica forma a falce

Normalmente, i globuli rossi hanno una forma arrotondata a ciambella, hanno una superficie liscia e sono morbidi. Queste caratteristiche consentono loro di attraversare i capillari più sottili e di portare così l'ossigeno a tutti gli organi e tessuti. A causa dell'emoglobina anomala, i globuli rossi dell'anemia falciforme diventano rigidi, la superficie è irregolare e assumono facilmente la forma di una falce. Per questa ragione i globuli rossi possono facilmente ostruire i vasi più piccoli causando così dolore e danneggiando organi e tessuti. Per via della loro forma a falce (forma a mezzaluna), attraversano con difficoltà i piccoli vasi sanguigni e vengono distrutti rapidamente dalla milza: invece di vivere come di norma per circa 120 giorni, sopravvivono soltanto per 10-20 giorni. Si ha quindi anemia

Questa malattia colpisce quasi esclusivamente i soggetti di origine africana, in particolare dell'Africa sub-sahariana, delle regioni tribali dell'India e del Medio Oriente. Le consistenti migrazioni in paese a bassa prevalenza come l'Europa, hanno determinato un aumento dei casi negli ultimi decenni

Nel corso della evoluzione dell'Homo sapiens, l'anemia falciforme si è diffusa nelle zone dove la malaria è stata o è ancora oggi un problema, in quanto i portatori sani dell'alterazione genica che causa l'anemia falciforme resistono meglio degli altri ai plasmodi che causano la malaria

QUALI SONO LE CAUSE
L'anemia falciforme si verifica quando un individuo eredita due copie anormali del gene dell'emoglobina, una da ciascun genitore, mentre chi ne possiede solo una, di solito non presenta sintomi e si definisce "portatore" o che ha un "tratto falcemico". Si tratta quindi di una malattia genetica ad ereditarietà autosomico recessiva. In questo tipo di malattie genetiche entrambi i geni, sia quello di origine materna sia quello di origine paterna, sono alterati. I genitori sono quindi portatori di un solo gene alterato, non sono affetti dalla malattia – sono portatori sani - ma rischiano ad ogni gravidanza, con un 25% di probabilità, di avere un figlio affetto da anemia falciforme.

COME SI MANIFESTA
I sintomi possono essere di diversa entità. Alcuni soggetti presentano una sintomatologia sfumata, altri invece hanno sintomi gravi e ricorrenti.

Le manifestazioni più comuni della anemia falciforme sono:

- Crisi dolorose che rappresentano il sintomo più frequente dell'anemia falciforme. Il dolore può verificarsi a livello delle articolazioni, dell'addome, del torace o di particolari organi; ha un andamento variabile: in alcuni soggetti è presente quasi costantemente mentre in altri si presenta saltuariamente. Il dolore può essere moderato o grave fino al punto da richiedere l'ospedalizzazione per permettere la somministrazione di farmaci antidolorifici endovena;

- Anemia che può provocare pallore, facile affaticamento, sfumatura giallastra della pelle e degli occhi (ittero);

- Il cosiddetto "sequestro splenico" (sequestro nella milza). Un gran numero di globuli rossi viene sequestrato nella milza che si ingrandisce di dimensioni e diventa dolente, mentre il paziente avverte un'improvvisa stanchezza e diventa pallido. Il "sequestro splenico" rappresenta un'emergenza: il bambino va subito condotto al più vicino pronto soccorso;

- La maggiore suscettibilità alle infezioni è provocata dai danni cui è andata incontro la milza che è diventata così incapace di rimuovere i microbi dal sangue. Sono frequenti le infezioni del sangue (setticemie), le polmoniti, le meningiti e le infezioni delle ossa (osteomieliti).  

 A volte si possono verificare complicanze aggiuntive come:

- Crisi aplastica, ad esempio in corso di un'infezione virale, che determina un momentaneo blocco della produzione di globuli rossi con conseguente, grave anemia;

- Sindrome toracica acuta, più comune nei bambini e determinata dal blocco dei globuli rossi a forma di falce nei capillari polmonari; è caratterizzata da dolore toracico grave e difficoltà respiratoria. Episodi ricorrenti possono portare ad un quadro di ipertensione polmonare;

- Sequestro dei globuli rossi nel fegato che aumenta di dimensioni (epatomegalia). 

Negli adolescenti e nei giovani adulti si possono manifestare:

- Ulcere alle gambe, per la difettosa circolazione a livello della pelle (soprattutto alle caviglie);

- Danni oculari;

- Ictus o colpo apoplettico da occlusione dei vasi sanguigni con danni a carico del sistema nervoso centrale.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La diagnosi di anemia falciforme può essere sospettata quando, soprattutto in un bambino di origine africana, si presentano sintomi come dolori alle articolazioni e alle ossa, ittero (vedi sopra) e gli esami del sangue evidenziano anemia.

I test indicati per la diagnosi sono:

- Esami ematochimici per dimostrare un'anemia con incremento del numero di reticolociti e aumento degli indici di distruzione dei globuli rossi (emolisi) come elevati livelli di bilirubina e di lattato deidrogenasi (LDH) nel sangue;

- Striscio del sangue venoso periferico, che spesso permette di arrivare direttamente alla diagnosi dimostrando la presenza dei caratteristici globuli rossi a forma di falce;

- Elettroforesi dell'emoglobina che permette di svelare l'emoglobina patologica, HbS;

- Diagnosi genetica che ci permette di identificare lo specifico difetto molecolare (mutazione genetica), utile per confermare la diagnosi e per la consulenza genetica.

COME SI CURA
Il trattamento dell'anemia falciforme è mirato a:

- Prevenire le crisi: nei soggetti affetti, tutte le condizioni che possono indurre una crisi vanno prontamente trattate. Alcuni farmaci facilitano il controllo dei sintomi dell'anemia falciforme stimolando la produzione di emoglobina fetale (HbF): riducono i livelli di HbS, l'anemia e la frequenza degli episodi dolorosi. Il più usato è l'idrossiurea (Oncocarbide);

- Controllare l'anemia: per il controllo dell'anemia i pazienti devono assumere regolarmente acido folico, in modo da favorire la produzione di nuovi globuli rossi. In alcuni casi, quando l'anemia è grave, si rendono necessarie trasfusioni di globuli rossi;

- Alleviare i sintomi: in caso di crisi vaso-occlusive si può rendere necessario il ricovero ospedaliero per l'infusione endovena di terapia antidolorifica (a volte fino agli oppiacei), idratazione, trasfusioni di sangue, terapia antibiotica (soprattutto quando è presente febbre e/o sindrome toracica acuta) e supplementazione di ossigeno.

Importante è anche lo stile di vita di questi pazienti. In considerazione della loro maggior predisposizione alle infezioni, è necessaria la vaccinazione contro le infezioni da pneumococco, meningococco, influenza ed Haemophilus influenzae di tipo b. I bambini assumono solitamente anche penicillina per prevenire le infezioni.

Per ottenere la guarigione dalla malattia, gli strumenti disponibili sono:

- Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche da un familiare non affetto HLA-compatibile. E' stato praticato con percentuali di successo che superano il 90%. Il trapianto può venir eseguito con ottime prospettive di successo anche da donatori HLA-compatibili ma non imparentati; tuttavia, la difficoltà di reperire donatori compatibili e il rischio di complicanze nel trapianto da donatori non imparentati ha fin qui limitato l'impiego su larga scala di questo strumento terapeutico;  

- La terapia genica, con la quale una copia normale del gene viene inserita nelle cellule progenitrici, rappresenta sicuramente una nuova ed entusiasmante frontiera terapeutica; ancor più se diventeranno praticabili le tecniche che permettono di correggere la mutazione che ha causato la malattia ("gene editing").


a cura di: Katia Girardi
Unità Operativa di Oncoematologia
In collaborazione con: