Assistenza psicologica al paziente che deve subire un trapianto di rene

La chiave è la consapevolezza: il contributo di Paola Tabarini, dell'Unità Operativa di Psicologia Clinica
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"Ammalarsi per un bambino è un evento imprevisto e imprevedibile che viene a invadere la vita modificando, a volte improvvisamente, il suo percorso". Lo racconta ad A scuola di salute Paola Tabarini, dell'Unità Operativa di Psicologia Clinica. In particolare, un evento come il trapianto può condizionare sia i genitori sia il piccolo paziente.
"Le reazioni emotive al trapiantospiega la specialista - variano in relazione alla storia del bambino e della famiglia, ed alla capacità (resilienza) dell'intero nucleo familiare di far fronte a un evento così complesso e traumatico che potrebbe incidere sullo sviluppo se non adeguatamente supportato".
 

LA CHIAVE? LA CONSAPEVOLEZZA

È possibile, comunque, aiutare la famiglia e piccolo paziente che deve subire un trapianto. "Favorire la consapevolezza aiuta a sentire l'evento meno spaventoso e intrusivo all'interno della propria vita, sostenendo l'aderenza e paradossalmente contribuendo all'evoluzione dello sviluppo".
"È importante quindi –
prosegue Paola Tabarini - preparare i genitori e i bambini attraverso l'informazione relativa alla patologia e al percorso clinico che si dovrà affrontare e, conseguentemente, analizzare come tutto questo risuoni nel loro mondo interno.

Nel trapianto di rene è da considerare la possibilità della donazione da vivente, aspetto che coinvolge necessariamente la relazione genitore/figlio".
 

ASSISTENZA PRIMA E DOPO IL TRAPIANTO

L'assistenza psicologica, tuttavia, non deve fermarsi ai momenti precedenti al trapianto. Deve infatti proseguire anche dopo l'operazione. "L'obiettivo è monitorare la condizione psicologica e aiutare il paziente e la sua famiglia, nell'adattamento alla nuova condizione. Il follow-up nel tempo sostiene l'evoluzione dello sviluppo".
 

L'ASSISTENZA PSICOLOGICA AL BAMBINO GESÙ

Per il trapianto di rene, come per tutta la trapiantologia nonché nel sostegno alla malattia cronica, l'Unità Operativa di Psicologia Clinica svolge assistenza psicologica ai pazienti e alle famiglie che devono effettuare terapie a volte per tutta la vita. "È attivo – conclude la specialista -, da quasi trent'anni, un modello di assistenza psicologica che prevede il sostegno al paziente e alla sua famiglia dall'insorgenza della malattia fino a tutto il decorso della stessa. L'obiettivo è salvaguardare lo sviluppo psicologico in condizione di malattia ed aiutare i bambini, gli adolescenti e i genitori, a convivere con la patologia e le cure ad essa associate, con il razionale che una sana salute mentale favorisca l'aderenza alle terapie e sostenga il processo di cura".


Leggi online lo speciale di A scuola di salute dedicato alla quarta puntata del documentario "I ragazzi del Bambino Gesù":

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