Autismo, cosa prevedono i nuovi Lea

L'intervista a Stefano Vicari, responsabile dell'Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù
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09 agosto 2017

Per la prima volta l'autismo e le prestazioni legate al trattamento di questa patologia vengono inserite nei Lea. Il decreto che ha aggiornato i livelli essenziali di assistenza, infatti, assicura alle persone affette da questa malattie una serie di prestazioni gratuite volte alla diagnosi e al trattamento di chi soffre di questo disturbo. Abbiamo parlato di questo argomento con Stefano Vicari, responsabile dell'Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù.  

Professor Vicari, come giudica le novità introdotte dai nuovi Lea per quel che riguarda l'autismo, quali sono quelle più rilevanti?

Aver introdotto l'autismo nei Lea è di straordinaria importanza. Ricordiamo che stiamo parlando di un disturbo molto frequente (In Italia si stima che ci siano almeno 500.000 persone autistiche e che, quindi, siano circa due milioni le persone coinvolte dal fenomeno). Fino ad oggi le famiglie erano lasciate sole nel sostenere il carico dell'assistenza e persino del trattamento. Si tratta di interventi molto costosi, spesso non sostenuti dal Servizio sanitario nazionale soprattutto quelli basati sull'evidenza. Il punto ora sarà verificare che le singole Regioni riescano ad individuare i fondi necessari per garantire il diritto sancito dalla recente norma.

C'è qualche aspetto rilevante per chi soffre di questa malattia che non viene affrontato nei nuovi Lea?

Almeno in linea teorica, no. La criticità è legata ai costi elevati e, ripeto, alla possibilità che le Regioni attuino quanto disposto dal Ministero. Resta poi da chiarire la necessità di controllare la qualità degli interventi erogati: ancora troppo spesso si tratta di trattamenti non basati sull'evidenza (psicoterapia analitica, diete, pet therapy, …) mentre ormai la letteratura scientifica indica chiaramente nei trattamenti comportamentali intensivi la direzione da seguire.

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Per quanto riguarda l'ospedale, quanto tempo sarà necessario e di che cosa ci sarà bisogno per attuare le novità introdotte dai Lea sull'autismo?

Lo scorso anno la UOC di Neuropsichiatria Infantile ha realizzato 750 diagnosi di Autismo, poco meno di 3 al giorno, con una richiesta in continuo aumento. Se si considera che il percorso diagnostico richiede circa 9 ore di valutazione condotta da più specialisti (medico, psicologo, logopedista) si può ben capire l'impegno del nostro Ospedale a sostegno delle famiglie. Inoltre, è facile immaginare che anche alla luce dei nuovi Lea la richiesta crescerà ulteriormente con la necessità di ulteriore personale dedicato e spazi adeguati alle esigenze così particolari di questi pazienti.