Bimbi in pista!

Privilegiare le lezioni di gruppo, evitare di impegnare il piccolo per troppe ore, non forzarlo, rispettare le sue paure. Ecco come alimentare in modo sano la passione dei bambini per lo sport invernale più praticato.
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Gli sport invernali rappresentano un momento di divertimento, di svago, anche di liberazione. Grazie alla pratica delle attività legate alla montagna si entra in contatto con la natura, vista da un'altra prospettiva rispetto a quella in cui siamo soliti imbatterci durante le vacanze estive, a cui più difficilmente rinunciamo.
Il mare fa bene ai bambini, ma anche la montagna, d'inverno come d'estate.
Se da un lato la pratica delle attività invernali rappresenta un momento importante per lo sviluppo psicofisico dei piccoli, dall'altro è importante conoscere alcune regole per impedire che gli sport sulla neve possano essere causa di incidenti e di traumi.

Quando e come approcciarsi allo sci
Per quanto riguarda l'età consigliata per iniziare la pratica degli sport invernali, si consiglia di aspettare i 4 anni di età, -ottimale per la discesa sugli sci- gli 8 anni per lo snowboard e i 10-12 anni per il fondo, che generalmente non suscita interesse nei bambini molto piccoli, perché più faticoso e meno "socializzante".
In linea generale è preferibile rendere i bambini adeguati al tipo di sport in funzione della loro crescita e del loro sviluppo motorio; se i 4 anni vanno bene per imparare a sciare su pendii non eccessivi, per lo snowboard è necessaria più coordinazione ed è quindi meglio attendere uno sviluppo più avanzato.
E' sempre meglio far frequentare al bambino una scuola di sci, possibilmente in gruppo, per favorire l'aspetto relazionale legato all'attività. E' invece sconsigliato il genitore che si improvvisa maestro: i maestri sono preparati e sanno adeguarsi alla fascia d'età del bambino, preoccupandosi dell'apprendimento della tecnica e del suo benessere psicologico.
Iniziare vuol dire apprendere tecniche che riducono il rischio di cadute traumatiche per le conseguenze fisiche e psicologiche.
È inoltre importante che i genitori condividano con i piccoli il momento dell'apprendimento, così da aiutarli a interiorizzare tutte quelle norme in materia di sicurezza nella pratica dello sci.

Visite mediche
A differenza della pratica agonistica, che richiede gli accertamenti previsti dalla legge da parte di uno specialista in Medicina dello Sport, andare in settimana bianca non comporta nessuna visita medica preventivaE' opportuno quindi che prima di iniziare tale attività, il pediatra curante si accerti della buona salute generale del bambino e certifichi che possa svolgerla senza alcun rischio ulteriore rispetto a quelli connessi all'attività sciistica di per sé. 

Vantaggi dello sci
Lo sci presenta numerosi aspetti positivi per la crescita di un bambino, primo su tutti la possibilità di godere dell'aria non inquinata, nonché l'opportunità di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze e sensazioni. E' necessario un abbigliamento indicato, una stratificazione di indumenti da aggiungere o togliere a seconda delle condizioni ambientali. 
E' inoltre importante far bere spesso i bambini, perché un corpo in movimento in un ambiente freddo e a bassa umidità fa perdere molti liquidi che vanno continuamente reintegrati.

Preparazione all'attività
La pratica dello sci richiede una preparazione atletica e muscolare tecnica e personalizzata, oltre che una concentrazione intensa. Lo sci alpino è uno sport faticoso, che necessita di una preparazione adeguata. Non sempre si scende in piste ampie, appena battute, con un'inclinazione minima, e spesso le condizioni di visibilità non sono ideali.
Senza alcuna distinzione per adulti e bambini, è quindi opportuno far precedere la vacanza da almeno quindici giorni di ginnastica presciistica. È necessario, infatti, allenarsi per esaltare l'agilità, per raggiungere una coordinazione nei movimenti, per attivare meccanismi idonei al mantenimento dell'equilibrio, migliorare l'elasticità articolare e aumentare la capacità di resistenza con la corsa, lo step, la cyclette.
L'allenamento di forza non è invece indicato ai ragazzi durante il periodo dell'accrescimento.
La preparazione deve essere mirata ad affrontare piste con neve farinosa (e faticosa) , con tratti ghiacciati, dove la forza delle ginocchia, la capacità di coordinazione nei movimenti, l'equilibrio e l'elasticità articolare sono determinanti per uscire da situazioni di difficoltà. 
Prima di indossare gli sci è importante:
- Fare una colazione ricca di zuccheri;
- Preparare i muscoli attraverso un'attività di riscaldamento e di stretching di 4 o 5 minuti, ripetendo gli esercizi dopo le pause lunghe di riposo, in particolare, dopo pranzo.

I traumi più frequenti e come evitarli
Negli sciatori si registra un numero più elevato di traumi degli arti inferiori, mentre negli snowboarders prevalgono i traumi degli arti superiori. Entrambe le tipologie di trauma -distorsioni, fratture- hanno la stessa gravità media.
Per prevenirli, è importante adottare un abbigliamento idoneo, dotarsi degli accessori tecnici per la sicurezza, come il casco protettivo, e non lanciarsi su piste sproporzionate al grado di preparazione ed alla esperienza maturata.
Alla base di tutto, per lo sci come per gli altri sport, la prudenza.

Quante ore si possono dedicare allo sci?
Dipende dalla fascia di età. Alla lezione di sci, quando il bambino avrà acquisito la sicurezza e la competenza necessarie, si potranno aggiungere le discese con mamma e papà per condividere il divertimento di uno sport che in genere appassiona i bambini.
Anche se le capacità di resistenza di un bambino sono notevoli, fare attenzione che non sia particolarmente stanco. Un bambino stanco può più facilmente avere difficoltà nel controllo degli sci, cadere, farsi del male, fare male agli altri.

Se il bambino ha paura o è spericolato
E' importante non forzare il bambino, ma motivarlo, con molta pazienza, per avvicinarlo allo sport.
A volte basta aspettare che cresca; intanto avrà altri modi per divertirsi sui campi di neve e familiarizzare con l'ambiente.
Se il bambino frequenta una buona scuola di sci, apprenderà regole e comportamenti adeguati che devono essere rinforzati dal buon esempio dei genitori.

Attenzione agli occhi
Sulle piste da sci è assolutamente necessario proteggere gli occhi dei bambini dai raggi ultravioletti A e B. È raccomandabile quindi l'uso degli occhiali da sole con filtri protettivi per raggi UVA e UVB
Si raccomanda l'acquisto di occhiali da sole sicuri, progettati nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza stabiliti dalla direttiva comunitaria 89/686/CEE, che salvaguardino gli occhi dall'azione lesiva dei raggi solari. Pertanto è preferibile acquistare gli occhiali e le mascherine da sci da un ottico, o da un rivenditore autorizzato.
Obbligatorio l'uso degli occhiali soprattutto per i bambini con congiuntivite allergica, che sono più sensibili ai raggi.

Non trascurare la pelle
L'esposizione al sole è più rischiosa nei mesi invernali che in quelli estivi, perché l'alta quota riesce a filtrare meno i raggi ultravioletti del sole. E' sempre consigliata l'applicazione, più volte al giorno, di una crema solare con adeguato fattore di protezione (SPF), a seconda del fototipo della pelle e anche dell'età del bambino. E' sempre preferibile un alto fattore di protezione, o protezione totale, sui punti più delicati del viso –intorno agli occhi, sul naso, sulle labbra- anche attraverso l'applicazione di creme in stick.
Si consigliano sempre anche indumenti protettivi come berretti o visiere
La presenza di nuvole non basta a fare da filtro: in caso di cielo coperto è comunque opportuno mantenere tutte le misure di protezione previste per le giornate serene. 

Altri accorgimenti utili
- non eccedere nella velocità;
- sciare nelle ore in cui le piste sono più libere e ancora ben battute, senza sopravvalutare le proprie capacità e tenendo conto delle difficoltà della pista;
- mantenere alto il livello di attenzione nelle prime ore del pomeriggio, in quanto sembra che siano le più rischiose per incidenti e traumi. Non conviene concentrare il massimo sforzo nelle ore del mattino per non arrivare esausti alle prime ore del pomeriggio;
- indossare sempre il casco, adulti e bambini. Purtroppo sono numerosi i gravi incidenti causati della mancanza del casco, specialmente per la velocità degli attuali sci e a causa dell'alto numero di sciatori sulle piste;
- non incoraggiare il bambino ad andare veloce, spingendolo ad andare al di sopra delle proprie capacità con un sensibile aumento delle situazioni di rischio.

È bene comunque, insieme ai ragazzi, leggere le Norme in materia di sicurezza nella pratica dello sci, proposto dalla Federazione Internazionale sci e discuterne insieme, spiegando perché lo sci, come qualsiasi sport, richiede disciplina, prudenza, rispetto per la montagna e per tutti coloro che la frequentano.

Dopo lo sci
Al momento del ritorno in città, non vanificare la settimana trascorsa in un clima tonificante e stimolante, ma cogliere ogni occasione per praticare attività fisica all' aperto, come la corsa nei parchi, le passeggiate in bicicletta, le partite di tennis, di calcetto e tutti quegli sport che prevedano l'esercizio in spazi esterni.

In caso di asma
Se il bambino è affetto da asma è preferibile lo sci di fondo per le sue caratteristiche di impegno di grandi masse muscolari e di cura della coordinazione tra respiro e sforzo. 
Lo sci alpino, che presenta sforzi di durata non prolungata, presenta un basso rischio di provocare asma da sforzo. Quest'ultima può incrementare invece con l'inalazione di aria fredda a quote superiori ai 1500 metri di altezza.
E' necessario, una volta che l'asma da sforzo sia stata correttamente diagnosticata, che se ne limitino preventivamente i sintomi. Dopo un adeguato addestramento a bambini e genitori sulle tecniche di inalazione, i piccoli potranno ricorrere all'utilizzo di spray adatti -contenenti salbutamolo- mezz'ora prima dell'inizio dell'attività, perché sia resa possibile la pratica dello sci senza l'insorgenza dei sintomi dell'asma.