Chirurgia Plastica e Maxillo-facciale

Responsabile: Dott. Mario Zama


L‛Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Chirurgia Plastica e Maxillofacciale (CPMF) si occupa della terapia chirurgica delle malformazioni congenite dell‛estremo cefalico, come Labioschisi (LS), Palatoschisi (PS) e  labiopalatoschisi (LPS), nonché di schisi rare craniofacciali.

 

Le patologie malformative dell‛area genitale come le ipospadie, ma anche la traumatologia complessa dello scheletro facciale, e i gravi traumi in particolar modo della mano e degli arti, sono altri settori che spesso vedono la collaborazione integrata con altre specialità.

 

Nei casi di ampie neoformazioni espansive dello scheletro facciale sia ossee, che dei tessuti molli, o la patologia del basicranio, che richiedono grandi approcci demolitivi e ricostruzioni altrettanto complesse, vedono la stretta collaborazione con il centro di Oncoematologia e quello di Neurochirurgia del nostro Ospedale.

 

La cute come organo, coinvolta in varie patologie, sia neoplastiche che malformative o degenerative, viene trattata con le metodiche più avanzate in base alla malattia di base o all‛entità della perdita di superfi cie post-traumatica.

 

Viene fatto largo uso di metodiche tradizionali in chirurgia plastica come innesti, lembi, espansione cutanea, ma anche approcci più complessi con ricostruzioni microchirurgiche.

 

L‛UOC ha una delle statistiche più consistenti di ricostruzione del padiglione auricolare nei casi di otodisplasia, che prevede l‛utilizzo di cartilagine autologa opportunamente sagomata. Le anomalie vascolari chirurgiche vengono affrontate con interventi in età precoce e gestiti nel follow-up in collaborazione con l‛Ambulatorio Coordinato delle Anomalie Vascolari. Le varie metodiche ricostruttive possibili vengono modulate di volta in volta impiegando la tecnica più opportuna, in relazione alla specifica tipologia tessutale coinvolta.

 

I principi di base si applicano nelle gran parte dei casi, ma quando le condizioni cliniche del paziente sconsiglino o impediscano un trattamento chirurgico, si impiegano le più recenti conoscenze e tecniche sulla guarigione biologica guidata delle ferite, che prevedono l‛utilizzo di medicazioni avanzate e l‛impiego di VAC Therapy a letto del paziente con possibilità di continuità terapeutica protetta domiciliare.

 
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