Compiti delle vacanze: utili o dannosi?

Spesso le informazioni ingurgitate attraverso lo studio domestico non lasciano traccia: ecco perché il "tempo vuoto" è un'opportunità
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29 dicembre 2016

Negli ultimi anni sulla stampa nazionale c'è stato un ampio dibattito sull'utilità dei compiti delle vacanze. Gli studenti italiani svolgono compiti in misura doppia o tripla rispetto agli altri studenti europei, spesso mobilitando l'intera famiglia per terminare i compiti l'ultimo giorno utile.

Alla base dell'idea dei compiti delle vacanze c'è una tendenza della scuola a coinvolgere nel percorso di apprendimento anche la famiglia. L'insegnamento e l'apprendimento dovrebbero avvenire in presenza del docente, a scuola, mentre a casa il ragazzo dovrebbe applicarsi da solo su quello che ha sentito in classe, per confrontarsi su eventuali difficoltà da riportare poi al docente. Spesso le informazioni ingurgitate attraverso lo studio domestico dell'ultimo minuto non lasciano traccia e raramente i compiti delle vacanze vengono corretti dagli insegnanti rimandando agli studenti l'idea che non siano poi così indispensabili.

Il termine vacanza ha radici antiche, latine. Deriva da vacantia, quindi da vacans, participio presente del verbo vacare. E il vacare esiste nello spazio vuoto, vacuo, sgombro, libero. Le vacanze dovrebbero essere per definizione dedicate al riposo, alla possibilità di sperimentare un quotidiano "eccezionale" diverso dalla solita routine.
 

IL "TEMPO VUOTO" DELLE VACANZE

Non dare compiti delle vacanze non significa lasciare i ragazzi nell'ozio, ma dargli la possibilità di utilizzare il proprio tempo per assecondare i propri desideri e le proprie inclinazioni, spesso costretti durante la routine scolastica.

È necessario che le famiglie aiutino i ragazzi a capire che il "tempo vuoto" delle vacanze è un'opportunità, un tempo da riempire con attività scelte da loro. Il tempo delle vacanze può essere per un ragazzo il tempo dell'autonomia, della libertà, il tempo delle esperienze che lo aiutano a diventare adulto. Il cervello viene tenuto in allenamento non solo dai compiti scolastici, ma anche dalle esperienze di vita.

Leggi online l'uscita n°8 di A scuola di salute


Approfondimento a cura della dott.ssa Silvia Amendola tratto dal numero di novembre di "A scuola di Salute", il multimedia magazine a cura dell'Istituto Bambino Gesù per la Salute del bambino e dell'adolescente.