Deficit di Lipoproteina Lipasi

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13 giugno 2018

CHE COS'È

Il Deficit di lipoproteina lipasi (nota anche come Chilomicronemia Familiare) è una condizione rara (1 : 1.000.000). Il meccanismo con cui si sviluppa questa malattia coinvolge la lipoproteina lipasi, un enzima chiave nel metabolismo dei grassi alimentari. I grassi non sono solubili, perciò una volta assorbiti dall'intestino vengono coniugati con le liporoteine e circolano così nel sangue; in particolare i chilomicroni compaiono nel sangue subito dopo un pasto, sono perciò molto ricchi di trigliceridi e normalmente vengono rimossi dalla lipoproteina lipasi in poche ore. Quando però, come accade in questa condizione, la lipoproteina lipasi è poco o per nulla efficiente, i trigliceridi si accumulano nel sangue in quantità elevatissime, tanto che il siero del sangue (ciò che rimane del sangue dopo averlo lasciato coagulare e aver eliminato globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) può assumere un aspetto tipicamente lattescente

QUALI SONO LE CAUSE 

La conoscenza dei meccanismi più fini alla base della produzione e dello smaltimento dei grassi nel nostro organismo ha permesso di identificare una serie di geni che sono responsabili di questa malattia: inizialmente è stato identificato il gene LPL (che codifica proprio l'enzima lipoproteina lipasi), in seguito alcuni altri geni coinvolti nel complesso meccanismo di digestione dei grassi (APOC2, APOA5, LMF1, GPIHBP1, GPD1). In tutti i casi si tratta di una condizione trasmessa con modalità autosomica recessiva: i genitori sono quindi portatori ciascuno di una mutazione genica che trasmettono entrambi al figlio con una probabilità di 1 su 4 ad ogni gravidanza, ma non sono affetti dalla malattia (qualche volta possono presentare valori di trigliceridi un po' più elevati rispetto alla norma). 

COME SI MANIFESTA

Il quadro clinico del deficit di lipoproteina lipasi può variare molto, in base principalmente alla funzionalità residua della lipoproteina lipasi ed al conseguente valore di trigliceridi nel sangue. In generale, le forme meno gravi possono essere scoperte occasionalmente, durante un controllo ematico effettuato per altri motivi. Le forme più gravi possono manifestarsi con dolore addominale molto grave fino a vere coliche addominali, espressione della difficoltà di circolo del sangue che diventa estremamente vischioso e può produrre aree ischemiche o emorragiche negli organi con la circolazione più ramificata, per esempio il pancreas (pancreatite). Con lo stesso meccanismo i grassi possono anche depositarsi nella pelle (xantomatosi eruttiva) o nella retina (lipemia retinalis). Nel tempo il cuore, costretto a pompare in circolo il sangue così vischioso, può risentire di questo lavoro a più alta resistenza, ma non è ancora ben chiaro se questo affaticamento contribuisca ad aumentare il rischio di malattia cardiovascolare. 

COME SI FA LA DIAGNOSI

Il deficit di lipoproteina lipasi viene invariabilmente diagnosticato in età pediatrica, e si basa sul dosaggio dei trigliceridi su un campione di sangue prelevato a digiuno. Se il valore supera il migliaio, i grassi si depositano spesso in maniera visibile sul fondo della provetta. 

La presenza di ulteriori segni clinici (pancreatite, xantomatosi cutanea, lipemia retinalis…) e la ricerca delle mutazioni specifiche confermano il sospetto diagnostico. 

COME SI CURA 

La prima terapia da attuare, appena si riscontra una ipertrigliceridemia, è ridurre drasticamente la quota di grassi introdotta con la dieta fino a quantità definite in base all'età e al sesso. Esistono latti di formula con quantitativi controllati di grassi che possono essere utilizzati nei neonati e nei lattanti, e farmaci che abbassano i livelli di trigliceridi nel sangue (fibrati, acidi grassi saturi…) da considerare nei bambini più grandi. Le forme più gravi sono a rischio di complicanze anche fatali e pertanto vanno trattate con urgenza, e può essere indicato il lavaggio immediato del sangue (aferesi). Sono in studio nuovi farmaci mirati ad interferire direttamente con i meccanismi molecolari che causano la ipertrigliceridemia. 

COME SI PREVIENE

Le complicanze metaboliche possono essere prevenute riducendo i valori di trigliceridemia nel sangue, e mantenendo livelli adeguati nel tempo. 

QUAL' È LA PROGNOSI 

La prognosi dipende direttamente dalla capacità di mantenere nel tempo livelli adeguati di trigliceridemia. Il rischio di pancreatite è concreto per valori di trigliceridemia che superano il migliaio, pertanto va sempre ricercata in questi bambini, in caso di dolore addominale significativo. In età adolescenziale l'adesione alla dieta può essere incostante e va controllata con attenzione. 


 
a cura di: Dott.ssa Paola Sabrina Buonuomo  
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute