Dente del giudizio, estrazione

Questi denti sono gli ultimi molari a uscire e solitamente questo avviene tra i 18 e i 25 anni
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16 gennaio 2019

CHE COSA SONO
I denti del giudizio chiamati anche ottavi o terzi molari sono gli ultimi molari che si formano nell'arcata dentaria. Normalmente tendono ad erompere tra i 18 ed i 25 anni.
Visto che le arcate dentarie sono mediamente troppo piccole per accogliere questi denti, spesso accade che uno o più denti del giudizio non erompano nel cavo orale, rimanendo totalmente o parzialmente bloccati nell'osso mandibolare o mascellare; in altri casi, invece, riescono a farsi strada erompendo in posizioni anomale che possono creare problemi ai denti adiacenti, alle gengive o alla parte interna delle guance.

QUANDO È NECESSARIO ESTRARLI
In presenza dei seguenti segni e sintomi, il dentista può ritenere preferibile estrarre i denti del giudizio:

- Dolore;
- Infezione e/o ascessi;
- Gonfiore al viso;
- Gonfiore nella parte posteriore della bocca;
- Difficoltà ad aprire la bocca;
- Lesioni alle mucose della bocca;
- Malposizione dentaria del secondo o terzo molare.

QUALI SONO I PROBLEMI PIÙ FREQUENTI 
I denti del giudizio quando restano inclusi parzialmente o totalmente determinano di frequente:

- Accumulo di placca;
- Sviluppo di ascessi, granulomi o cisti;
- Gengiviti;
- Tasche gengivali o parodontali;
- Carie o riassorbimento radicolare a carico del dente adiacente.

COSA COMPORTA L'ESTRAZIONE DEL DENTE DEL GIUDIZIO
L'estrazione del dente del giudizio è da considerarsi un intervento chirurgico.
Una volta effettuata la visita specialistica dal dentista e valutata la necessità dell'estrazione, l'Odontoiatra provvederà ad indicare tutte le possibili complicanze post-intervento e prescriverà la terapia che riterrà necessaria.
Prima di sottoporsi ad un intervento d'estrazione del dente del giudizio, si consiglia sempre di effettuare una seduta d'igiene orale, per eliminare dal cavo orale il maggior numero di batteri presenti e ridurre il rischio d'infezione.
Inoltre, per valutare i rapporti del dente con alcune strutture anatomiche importanti e per visualizzare possibili anomalie delle radici che i denti del giudizio possono presentare, il dentista potrà richiedere prima d'intervenire:

- Una ortopantomografia o panoramica dentale che permette di ottenere un'immagine globale dei denti e delle ossa in cui i denti si inseriscono;
- Una radiografia tridimensionale come la tomografia computerizzata o la Cone-beam TC una tecnica che consente di ottenere ricostruzioni tridimensionali molto precise dei denti e delle ossa delle arcate dentarie.  

L'estrazione è effettuata solitamente in regime ambulatoriale sotto anestesia locale, ma, se necessario, può essere richiesta la sedazione cosciente o anche quella profonda a seconda dei casi.

COMPLICANZE POST-INTERVENTO
Tra le frequenti complicanze dell'intervento chirurgico rientra la comparsa di dolore, gonfiore e di un'ematoma nella zona interessata e la difficoltà nell'apertura della bocca per qualche giorno.
Uno dei maggiori rischi dell'estrazione del dente del giudizio inferiore è la perdita di sensibilità (detta parestesia) che si può avere in caso di lesione del nervo alveolare inferiore. La parestesia può essere parziale, se il danno interessa solo alcune fibre del nervo, e scomparire dopo un tempo variabile da 3 settimane a 3 mesi; mentre è totale, invece, quando il nervo è totalmente reciso e, in questo caso, la perdita di sensibilità è permanente 

QUALI SONO I VANTAGGI CLINICI
I vantaggi principali sono la scomparsa di dolore, gonfiore e infiammazione, ove presenti. In assenza di sintomi conclamati, invece, la rimozione preventiva del dente del giudizio assicura l'assenza danni ai denti adiacenti.

  Infiammazione gengivale per dente del giudizio parzialmente erotto (Pericoronarite).

  Dente del giudizio inferiore totalmente incluso nell'osso.

  Corrosione della radice del dente adiacente al dente del giudizio.


a cura di: Angela Galeotti, Fabio Magliarditi
Unità Operativa di Odontostomatologia
In collaborazione con: