Dermatiti da contatto

Sono patologie infiammatorie delle cute e delle mucose. La diagnosi è prevalentemente clinica
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23 agosto 2018

CHE COSA SONO
Le dermatiti da contatto sono patologie infiammatorie delle cute e delle mucose provocate dal contatto con agenti chimici, fisici o biologici.
In base al meccanismo con cui gli agenti esterni generano le manifestazioni sulla pelle o sulle mucose, le dermatiti da contatto sono distinte in irritative e allergiche.

QUALI SONO LE CAUSE
Le dermatiti irritative da contatto (DIC) sono causate dall'effetto irritativo o tossico per le cellule esercitato direttamente sulla cute e/o sulle mucose da parte di agenti esterni, in grado di modificare il pH, il film idrolipidico o comunque la fisiologica funzione barriera della cute. Il film idrolipidico è una sorta di pellicola che ricopre e protegge la superficie della pelle, composta da una componente acquosa e da una componente lipidica che contiene soprattutto sebo e lipidi epidermici.
Le dermatiti irritative da contatto si manifestano qualche ora dopo il contatto con l'agente irritante nella regione cutanea o mucosa in cui è avvenuto il contatto.
Le dermatiti allergiche da contatto (DAC) sono generate, a differenza delle dermatiti irritative da contatto, da un meccanismo immunologico in bambini geneticamente predisposti. Questo meccanismo prevede un'iniziale fase di sensibilizzazione, nel momento in cui l'agente scatenante (allergene) entra a contatto con la pelle, e una successiva fase di scatenamento, in occasione di un secondo contatto con lo stesso agente, durante il quale compaiono le lesioni cutanee. Solitamente le manifestazioni cutanee delle dermatiti allergiche da contatto si presentano dopo circa 24-48 ore dal contatto.

COME SI MANIFESTANO
Le manifestazioni cliniche delle dermatiti irritative da contatto e delle dermatiti allergiche da contatto sono sovrapponibili: nella fase acuta si osserva arrossamento ed edema (gonfiore dovuto al ristagno di liquidi nei tessuti), seguito da formazione di microvescicole a contenuto sieroso, che rapidamente si rompono e danno luogo ad essudazione (aspetto umido della pelle) ed alterazione dell'epitelio. Dal punto di vista clinico, la dermatite irritativa da contatto si distingue dalla dermatite allergica da contatto in quanto nella prima la manifestazione rimane limitata alla zona di contatto, mentre nella dermatite allergica da contatto le lesioni si possono estendere oltre, talvolta anche su tutto l'ambito cutaneo.

COME EVOLVONO
Le zone essudanti evolvono in lesioni squamose e crostose di colorito giallastro. Quando la dermatite si cronicizza, la pelle diventa dura, ispessita, lichenificata (ispessita e indurita, secca, con solchi e quadrettature evidenti) causando sempre prurito e fissurazioni dolorose. Il costante prurito causa la comparsa di lesioni da grattamento nelle aree colpite da dermatite da contatto con potenziale rischio di sovrainfezione batterica.

COME SI FA LA DIAGNOSI
La diagnosi delle dermatiti da contatto è prevalentemente clinica. Un buon esame obiettivo dermatologico e la raccolta di una storia accurata del problema permettono di identificare correttamente la patologia e spesso anche le sue cause, sebbene le dermatiti da contatto siano simili ad altre malattie della pelle quali la dermatite atopica, la dermatite seborroica, la tinea corporis e la psoriasi. In rari casi è necessario effettuare una biopsia con esame istologico per definire la diagnosi corretta. Si tratta di un'indagine che si può eseguire in anestesia locale e che non è particolarmente invasiva.
Nelle dermatiti allergiche da contatto spesso è utile completare il percorso diagnostico con i test allergici epicutanei (prick test) o con i patch test. Il patch-test si basa sull'impiego di dischetti di cellulosa, ognuno dei quali contiene una sostanza potenzialmente allergizzante. I dischetti vengono applicati sulla parte alta del dorso, grazie a cerotti ipoallergenici di carta, di polietilene o di seta. Dopo 48 ore i dischetti vengono rimossi e viene valutato l'aspetto delle aree di pelle sottostanti. In presenza di arrossamento, di tumefazione, di vescicole o papule (piccoli rilievi arrossati) il soggetto viene considerato allergico alla sostanza contenuta nel dischetto corrispondente.

COME SI CURANO
La prescrizione del trattamento è ovviamente di pertinenza del pediatra curante o del dermatologo. Evitare o ridurre i contatti con l'agente esterno individuato come responsabile della dermatite è il primo comportamento necessario per la gestione della manifestazione clinica in atto. In base alle manifestazioni sulla pelle è quindi necessario impostare una terapia locale, prevalentemente basata sull'utilizzo di creme antinfiammatorie, steroidee e non nelle fasi acute e subacute, creme idratanti e talvolta creme cheratolitiche nelle fasi croniche e creme idratanti nella fase di mantenimento per ristrutturare la barriera cutanea e ridurre la frequenza delle recidive. Se il prurito è intenso e/o le lesioni sono estese, è utile l'associazione di un antiistaminico per via orale.
Nei casi più gravi o resistenti alle terapie topiche, situazioni eccezionali in età pediatrica, è necessario assumere oltre agli antistaminici, anche corticosteroidi per via orale.
Per alcune forme di dermatite allergica da contatto (ad esempio quelle associate al nichel) potrebbe essere utile impostare una dieta povera di cibi ad alto contenuto di nichel o una terapia desensibilizzante orale mirata.

SI POSSONO PREVENIRE LE DERMATITI DA CONTATTO?
Sebbene spesso non sia possibile evitare nella vita quotidiana contatti con agenti irritanti o sensibilizzanti, è bene che i bambini evitino l'utilizzo di sostanze note, più frequentemente, come responsabili delle dermatiti da contatto, ad esempio detergenti aggressivi, detersivi, cosmetici, profumi, coloranti, indumenti sintetici e tatuaggi.
Nei bambini atopici, o affetti da altre patologie cutanee caratterizzate da alterazioni della barriera della pelle e, quindi maggiormente suscettibili alle dermatiti da contatto, è necessario mantenere una buona idratazione cutanea.

QUAL È LA PROGNOSI
Le dermatiti da contatto possono essere trattate efficacemente mediante una corretta terapia locale o sistemica associate a norme comportamentali quotidiane focalizzate sull'allontanamento o la riduzione del contatto con le sostanze responsabili delle dermatiti.
Più difficile è la gestione delle dermatiti da contatto croniche quando l'ispessimento della cute, il prurito e a volte la scarsa adesione al trattamento, generano sconforto e sfiducia nel paziente o nei suoi genitori.
Un corretta diagnosi, una buona impostazione terapeutica, un buon rapporto medico-paziente e l'educazione terapeutica del bambino e dei suoi genitori alla corretta gestione domiciliare della patologia cutanea e della sua terapia permettono però di affrontare con successo anche i casi di dermatite da contatto più grave, lichenificata, e/o complicata da infezione. 


a cura di: Claudia Carnevale, Maya El Hachem
Unità Operativa di Dermatologia

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