Diabete in età pediatrica

Una malattia che va tenuta sotto controllo. Come convivere con il diabete che colpisce i piccoli per migliorare la loro vita
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09 gennaio 2020

CHE COS'È
È una malattia cronica caratterizzata dall'aumento dello zucchero, il glucosio, nel sangue (iperglicemia). L'aumento del glucosio a sua volta è causato da una carenza, assoluta o relativa, di insulina nell'organismo.
L'insulina è un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas che svolge un ruolo fondamentale nel mantenere normale il livello di glicemia, la concentrazione di zucchero nel sangue.
Più frequente nei bambini è la forma di diabete mellito di tipo I, in cui vi è una carenza totale di insulina.
In Italia, il diabete mellito di tipo I si verifica ogni anno in 8.1 bambini su 100.000. Si presenta con maggior frequenza nelle femmine, con un rapporto di 1 a 5. In Sardegna ha un'incidenza annua 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse.
Esistono altre forme di diabete che, in misura minore, possono interessare i bambini:

- Il diabete mellito di tipo II, tipico dell'età adulta, ma che ha una frequenza in aumento anche nei bambini;
- Il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), forma genetica–familiare;
- Il diabete secondario ad altre malattie (fibrosi cistica, malattie endocrinologiche, etc.) o legato all'assunzione cronica di terapia cortisonica. 

QUALI SONO LE CAUSE
La causa del diabete di tipo I non è ancora nota. Esistono ipotesi su cause genetiche (per via della tendenza all'ereditarietà) e ambientali.
È invece noto il meccanismo che porta alla carenza di insulina: si tratta di un processo di autodistruzione delle cellule del pancreas che producono insulina. In particolare, alcune cellule del sistema immunitario (i linfociti) iniziano ad aggredire le cellule del pancreas che producono insulina, fino a distruggerle completamente. Questo si verifica attraverso lo stesso meccanismo con cui i linfociti attaccano i virus e i batteri.
Di conseguenza l'organismo produce e riversa nel sangue alcuni anticorpi diretti contro i propri stessi organi e tessuti: gli autoanticorpi. Alcuni di questi autoanticorpi sono importanti indicatori di malattia o pre-malattia. Per tali motivi il diabete mellito di tipo I viene classificato tra le malattie autoimmuni.

QUALI SONO I SINTOMI
La carenza assoluta di insulina è incompatibile con la vita. E' quindi importante fare una diagnosi precoce e attuare un tempestivo trattamento con insulina.
I sintomi principali di allarme che necessitano di una consultazione medica sono:

- Poliuria: aumento della quantità di urine e della frequenza delle minzioni;
- Polidipsia: sete eccessiva con aumento dell'assunzione di liquidi;
- Polifagia: fame eccessiva con aumento dell'assunzione di cibo;
- Dimagrimento;
- Dolori addominali non riconducibili ad altre malattie.

Nei casi più gravi, possono essere presenti:

- Stato confusionale;
- Alterazione di alcune funzioni mentali;
- Coma (coma chetoacidosico).

I sintomi dipendono dallo stadio a cui è arrivata la malattia e dal tipo di diabete mellito di cui si soffre.

OCCORRONO CONTROLLI
Un genitore che individui nel proprio bambino questi sintomi, deve rivolgersi al proprio pediatra di famiglia oppure direttamente a un centro specializzato di diabetologia o endocrinologia pediatrica. Nei casi più gravi, è bene rivolgersi direttamente a un Dipartimento di Emergenza e Accettazione o Pronto Soccorso Pediatrico. La diagnosi è semplice, essendo inizialmente sufficiente la valutazione della glicemia.
Per confermare e approfondire la diagnosi, possono essere utili altri esami più specialistici (autoimmunità pancreatica, Peptide C, Emogasanalisi, etc.).

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE
Superata la fase critica e acuta dell'inizio della malattia, è importante impostare una corretta terapia con insulina. Il bambino con diabete di tipo I potrà continuare senza problemi tutte le attività tipiche della sua età, senza alcuna particolare limitazione, fatta eccezione per l'assunzione smisurata di dolci o di alimenti che contengono zucchero.
È necessario mantenere buoni livelli di glicemia. Una glicemia alta per lungo tempo, dovuta a un diabete mal controllato, può causare danni dei piccoli vasi sanguigni che, a seconda dei casi, possono essere curabili o meno. I danni possono interessare in particolare la retina, il rene e il sistema nervoso. Vengono così a determinarsi le complicanze microvascolari del diabete di tipo I, malattie che danneggiano l'occhio (retinopatia diabetica), il rene (nefropatia diabetica) e il sistema nervoso (neuropatia diabetica).
Queste complicanze possono essere prevenute, o comunque rallentate, mantenendo un buon controllo della glicemia. Occorre quindi aiutare i piccoli pazienti e le loro famiglie a gestire autonomamente la malattia.

COME SI CURA
È assolutamente necessario effettuare la terapia il piú tempestivamente e correttamente possibile.
Il farmaco indispensabile per curare il diabete di tipo I è l'insulina, che deve essere somministrata più volte al giorno (4 o più volte) mediante un'iniezione sottocutanea. Attualmente i più utilizzati sono i dispositivi iniettori a penna, molto pratici e semplici da usare. Esiste anche un'altra modalità di somministrazione dell'insulina, mediante una pompa di infusione continua, microinfusore, che infonde nel tessuto sottocutaneo insulina 24 ore su 24.
La quantità di insulina da somministrare varia in base all'età e alle attività del bambino.
Sono disponibili diversi tipi di insulina - ultrarapida, rapida, intermedia, lenta - da somministrare in diversi momenti della giornata. Ad oggi, non esistono ancora per questo tipo di diabete altre terapie oltre a quella insulinica.
Altri strumenti fondamentali della terapia sono:

- L'educazione alla gestione autonoma della malattia e all'autocontrollo della glicemia a domicilio;
- L'esercizio fisico, attraverso un'attività regolare;
- Un'alimentazione equilibrata.

Mentre la terapia insulinica ha come obiettivo primario quello di ristabilire un soddisfacente equilibrio glicemico, l'educazione alla gestione autonoma del diabete da parte delle famiglie dei bambini malati si pone, invece, l'obiettivo principale di migliorare sensibilmente la qualità di vita.


Sfoglia online la 'guida al diabete dei bambini' a cura del Centro di Diabetologia Pediatrica dell'Ospedale:


a cura di: Stefano Cianfarani
Unità Operativa di Diabetologia e Patologia dell'Accrescimento
In collaborazione con: