Disturbo aspecifico dell'apprendimento

I bambini con questo disturbo presentano difficoltà di lettura, scrittura e calcolo e possono essere aiutati con terapia di linguaggio e didattica personalizzata
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29 aprile 2020

CHE COS'È
Il Disturbo Aspecifico (o non Specifico) di Apprendimento riguarda difficoltà di apprendimento collegate a capacità cognitive al di sotto della media e/o a malattie di vario tipo:

- Sensoriali (come sordità o forti difficoltà visive);
- Neurologiche (come l'epilessia);
- Genetiche (come la sindrome di Down o di Williams);
- Organiche in genere (come l'ipotiroidismo);
- Psicologiche (come disturbi psicopatologici primari).

In queste situazioni le difficoltà del bambino sono spesso generalizzate, quindi non solo nelle competenze "di base" cioè nella lettura, nella scrittura e nella matematica, ma anche nei processi logici.
Spesso le capacità cognitive del bambino sono inferiori alla media prevista per la sua età, anche se non necessariamente collocabili nella cosiddetta "fascia inferiore" della media o "ai limiti" del ritardo cognitivo.
Anche nel ritardo cognitivo sono presenti difficoltà di apprendimento: sono però più conseguenti al ritardo stesso, anche se vi è una grande variabiltà tra una situazione e l'altra, con differenti profili neuropsicologici.

QUALI SONO LE CAUSE
Il Disturbo Aspecifico di Apprendimento può comparire in seguito a malattie di vario tipo (sensoriali, neurologiche, etc).
Può anche essere relativo ad una scarsa stimolazione socio-ambientale.

QUALI DIFFICOLTÀ PRESENTA
Per quanto riguarda la lettura, le difficoltà nella "decodifica" del testo sono spesso minori o comunque coesistono con difficoltà nella comprensione del testo, perché il bambino spesso non è sufficientemente sostenuto, in questo compito, dalle sue capacità cognitive.
La scrittura di questi bambini è caratterizzata da errori di tipo non fonologico, in cui sono presenti errori ortografici ma viene rispettato il rapporto tra ciò che si pronuncia (fonema) e ciò che viene scritto (grafema):

- H ("o mangiato" per "ho mangiato");
- Scambio grafema omofono ("squola" per "scuola");
- Fusione-separazione illegale ("l'aradio" per "la radio", "una rancia" per "un'arancia");
- Accenti, doppie, oltre ad una coesione ideativa non buona.

Nella matematica le difficoltà possono riguardare prevalentemente aspetti numerici, in particolare la cosiddetta "codifica semantica", cioè identificare la grandezza dei numeri, metterli correttamente in relazione ad altri secondo la grandezza piuttosto che aspetti di calcolo, soprattutto quelli che richiedono automatizzazione, come le tabelline e il calcolo mentale rapido.
Anche la soluzione dei problemi è comunque spesso alterata, per la debolezza dei processi logici.

COME AIUTARE IL BAMBINO
Le indicazioni terapeutiche anche per questi Disturbi possono prevedere, a seconda del caso:

- Una terapia di linguaggio, orientata però anche in senso cognitivo, cioè sui processi logici;
- Un intervento di tipo pedagogico, orientato sulle strategie di studio e sulle autonomie personali, per i ragazzi più grandi;
- Un adattamento della didattica, che deve essere modulata sulle difficoltà del bambino;
- Un intervento di tipo psicologico/psicoterapeutico.


a cura di: Stefano Vicari, Cristiana Varuzza
Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
In collaborazione con: