Disturbo post traumatico da stress

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11 aprile 2018

CHE COS'E'

Il disturbo post traumatico da stress si può verificare in seguito all'esposizione ad atti o minacce di morte, gravi lesioni o violenza sessuale, aggressioni personali, disastri, guerre e combattimenti, rapimenti, torture, incidenti, malattie gravi. Si può avere esperienza diretta dell'evento traumatico oppure essere testimone dell'evento subito da altre persone. La risposta della persona colpita dal disturbo comprende paura intensa, sentimenti di impotenza o di orrore

QUALI SONO LE CAUSE

La ricerca ha dimostrato che il trauma produce cambiamenti neurobiologici. Avviene una vera e propria "ritaratura" del sistema di allarme del nostro cervello (sistema limbico e dall'amigdala) che funziona come una sorta di "segnale di fumo" che continua a essere attivato e a segnalare al cervello: "pericolo, fuga ". Questa  attivazione eccessiva produce anche una disattivazione di altri sistemi cerebrali che funzionano normalmente da "torre di controllo" (cioè l'elaborazione cognitiva delle informazioni) con perdita della capacità di regolazione emozionale, autoconsapevolezza, empatia e sintonizzazione verso gli altri.

Chi è colpito da un disturbo post traumatico da stress rivive l'evento traumatico nel presente con ricordi intrusivi di paura o orrore, flashback o incubi; la persona si sforza di evitare pensieri o ricordi e attività o situazioni che gli ricordano l'evento traumatico; percepisce un eccessivo senso di minaccia ricorrente e si trova in uno stato di ipervigilanza con risposte esagerate di allarme. Si associano spesso problemi di concentrazione e difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, incubi, irritabilità o scoppi di collera

COME SI FA LA DIAGNOSI

Un genitore che individui nel proprio bambino i sintomi del disturbo post traumatico da stress, deve rivolgersi al proprio pediatra di famiglia oppure direttamente a un centro specializzato di Neuropsichiatria Infantile. La diagnosi si basa su criteri e strumenti diagnostici standardizzati.

COME SI CURA

E' bene che Il piano di cura sia stabilito da una équipe specializzata sulla base del profilo psicologico del bambino e delle risorse della famiglia. Tra una serie di interventi indicati dalle linee guida internazionali:
- Interventi di psicoterapia per il bambino (terapie "trauma focused" e cognitivo comportamentali). Queste terapie mirano ad aumentare la capacità da parte del bambino di gestire lo stress e la sofferenza in maniera più efficace, senza mettere in atto gli abituali comportamenti disfunzionali.
- EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing – Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso Movimenti Oculari). L'approccio consiste nel far focalizzare la persona sul ricordo traumatico ed effettuare contemporaneamente una stimolazione bilaterale sensoriale (oculare, tattile e uditiva). L'EMDR attiva le reti cerebrali in maniera fisiologica e facilita la rielaborazione dell'informazione relativa all'intensa esperienza traumatica.
- Mindfulness (letteralmente: consapevolezza), tecnica finalizzata ad aumentare il livello di consapevolezza e della concentrazione sul presente.
- Interventi di supporto alla famiglia. Gli obiettivi sono aiutare i genitori a:
1.Affrontare lo stato di allarme del bambino: ovverosia aiutarlo a rimanere in uno stato di rilassatezza fisica ed emotiva anche mentre  si ripresentano ricordi dolorosi e spaventosi; 
2.Ricostruire i legami di sicurezza e protezione verso il bambino attraverso l'attivazione di comportamenti genitoriali rassicuranti ed accudenti.
- Utilizzo di farmaci quando il clinico ravvede una condizione di sofferenza personale e intensa associata alla sintomatologia post traumatica.
Si raccomanda di far praticare ai bambini attività ludiche in grado di sviluppare le abilità sociali e di gruppo.

a cura di: Dott.ssa Paola De Rose, Dott.ssa Flavia Cirillo
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute