«Sono un inventore di ricette. Sentirete parlare di me». Al Refettorio Ambrosiano di Milano live cooking con ragazzi e ragazze con disabilità

Menù di 6 portate, 90 ospiti e 20 giovani tra chef e personale di sala per "Disabiliteat" evento conclusivo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con la Caritas Ambrosiana a Expo 2015
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15 October 2015

«Sono un inventore di ricette, sentirete parlare di me». «Lavorare è importante, ma è ancora più importante metterci il cuore». Emanuele, giovane cuoco della Locanda dei girasoli di Roma e Guido cameriere del ristorante La pecora nera di Lucca, tra fornelli e tavoli da preparare raccontano la loro esperienza di persone con abilità differenti che hanno trovato spazio nel mondo del lavoro. L'occasione è "Disabiliteat: l'empowerment delle persone con disabilità", appuntamento conclusivo del ciclo promosso dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con la Caritas Ambrosiana della Diocesi di Milano nell'ambito delle iniziative della Santa Sede a Expo 2015.

Il Refettorio Ambrosiano di Milano oggi è stato animato da una grande attività: 20 ragazzi e ragazze con disabilità (intellettiva o con sindrome di Down) esperti nel campo della ristorazione, provenienti da diversi ristoranti italiani, hanno indossato grembiuli da cuoco e toque blanche (tradizionale cappello da chef) per occuparsi della preparazione di un menù di 6 portate, dall'antipasto al dolce, e del servizio in sala per 90 ospiti. 

Mentre fervevano i preparativi nella grande e moderna cucina a vista del Refettorio e tra i tavoli della sala, la giornata si è aperta con il saluto del presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc: «Promuovere l'integrazione dei ragazzi con disabilità non è assistenzialismo. Il Compito dell'Ospedale è fare ricerca e fornire cure, compito della società è fare inclusione» e del direttore scientifico dell'Ospedale della Santa Sede, Bruno Dallapiccola: «Educazione. Competenza. Eguaglianza. Esperienza. Coinvolgimento. Sono le chiavi per l'integrazione sociale dei pazienti con diverse abilità».

I ristoranti coinvolti nell'iniziativa (La pecora nera di Lucca, Trattoria de ‘Gli amici' di Roma, Ristorante Fantàsia di Venezia, La locanda dei girasoli di Roma e I Ragazzi di Sipario di Firenze) hanno tutti una lunga esperienza nell'inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità. Hanno promosso progetti di inclusione sociale che consentono a tanti ragazzi di sviluppare nuove competenze e abilità, di sentirsi realizzati, più autonomi e sicuri.

Il luogo scelto per approfondire il tema della disabilità nella ristorazione, non i padiglioni di Expo ma il Refettorio Ambrosiano di Milano, un ex teatro degli anni '30, fino a poco tempo fa spazio urbano abbandonato e oggi trasformato in refettorio. Un luogo solidale completamente ristrutturato da grandi artisti e designer italiani dove le persone in difficoltà possono trovare un pasto e soprattutto accoglienza.

Disabiliteat chiude il ciclo di convegni scientifici ed eventi promossi dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nell'ambito delle iniziative dalla Santa Sede a Expo Milano 2015 e del progetto "Nutrire la vita", pensato per raccontare "Il pasto che educa e che cura, dalla parte dei bambini".

La partecipazione del Bambino Gesù all'esposizione universale si è concretizzata anche attraverso   la realizzazione di un portale web dedicato (www.nutrirelavita.it) dove vengono trattati e approfonditi tutti i temi che ruotano intorno al rapporto salute/alimentazione.

All'evento hanno partecipato con un video messaggio, Maurizio Sacconi presidente della Commissione Lavoro del Senato e Mario Melazzini, assessore alle Attività produttive della Regione Lombardia.

 

LE STORIE DEI RAGAZZI

La pecora nera di Lucca – GUIDO, cameriere con il cuore
Guido ha 37 anni. E' un ragazzo con disabilità intellettiva che vive con la famiglia. E' riconosciuto da tutti come protagonista de "La pecora nera". Il nome del ristorante l'ha scelto proprio lui. Ci lavora dal 2007, anno dell'apertura. Il suo ruolo principale è quello di cameriere, ma partecipa con grande passione - mettendo il cuore in tutto quello che fa - anche all'organizzazione del ristorante occupandosi personalmente di vari compiti da "dietro le quinte" come il servizio di lavanderia e l'approvvigionamento di materiali vari come tovagliette, tovaglioli e quant'altro. Nel suo ruolo di cameriere è davvero superlativo: gentile, simpatico, affabile e sempre preciso e rigoroso. Padrone del mestiere si autodefinisce "capo-cameriere" e, tra i colleghi, è l'unico uomo. Estremamente socievole, disinvolto e loquace, tiene molto al suo ruolo di 'galletto del pollaio'. E' fidanzato e conosce diverse lingue straniere.

Trattoria de ‘Gli amici' di Roma – MAURIZIO, il sommelier astemio
Ha 52 anni, vive con la mamma in un quartiere periferico di Roma. Ha frequentato l'istituto professionale ed è affetto da disabilità intellettiva. Grazie all'aiuto di tante persone ha vinto la sua battaglia contro la discriminazione. Dal suo certificato di invalidità è stata infatti stralciata la dicitura "pericoloso per sé e per gli altri", non rispondente alla realtà dei fatti e che gli precludeva ogni possibilità di impiego. È uno dei soci fondatori della cooperativa (1991). Ha cominciato come commìs di sala e col tempo è diventato un esperto sommelier. Ha studiato le etichette di moltissimi vini imparando a conoscere gli abbinamenti migliori con le varie pietanze. Consiglia vini con competenza e simpatia, ricordando i gusti di molti clienti, ma è astemio. «Tutti i disabili hanno diritto di lavorare, anche quelli come me. Siamo abili. Idonei. Capaci. Amici!»

La locanda dei girasoli di Roma – EMANUELE, l'inventore di ricette
Emanuele è un ragazzo romano di 36 anni affetto da sindrome di Down. Vive insieme ai genitori e al fratello in un quartiere periferico della capitale. E' un ragazzo socievole, molto attivo, adora la musica, il mare ed ha una vera e propria passione per "i fornelli". Ha frequentato l'Istituto alberghiero e, prima di approdare alla Locanda dei Girasoli, ha effettuato diversi tirocini formativi per diventare aiuto-cuoco presso alberghi e ristoranti. Dolce, educato, affettuoso, Emanuele mostra sempre grande entusiasmo, impegno, volontà di fare e di imparare cose nuove. Dopo aver frequentato il Progetto OPEN nel dicembre del 2013 (percorso di formazione e work experience presso La Locanda dei Girasoli) è stato assunto a tempo indeterminato, coronando il suo sogno professionale. Svolge la mansione di aiuto-cuoco, ma è sempre pronto a rimboccarsi le maniche se ai colleghi serve aiuto in sala. Oggi, tra un turno di lavoro e un'uscita romantica insieme alla fidanzata, Emanuele continua a perseguire i suoi obiettivi, sicuro che domani si sentirà ancora parlare di lui grazie alle ricette che inventerà.

Disabilità in cucina

20 ragazzi e ragazze con disabilità esperti nel campo della ristorazione, provenienti da 5 diversi ristoranti italiani, sono i protagonisti di "Disabiliteat"

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