Ansia "normale" e ansia patologica

L'ansia è un'emozione normale che, però, può diventare patologica: ecco quando e come comportarsi
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12 June 2018

L'ansia è un'emozione di per sé normale e prevedibile in determinati momenti dello sviluppo del bambino. Per esempio, paure come quella del buio o di allontanarsi dalle figure genitoriali sono abbastanza comuni durante l'infanzia e non devono preoccupare i genitori.

In alcuni casi, però, le paure possono diventare patologiche perché si manifestano in maniera intensa, durano a lungo, sono molto frequenti e, soprattutto, compromettono l'adattamento familiare, scolastico e sociale del ragazzo. Ad esempio, un bambino o un adolescente ansioso può avvertire, all'improvviso, un'accelerazione del proprio battito cardiaco e pensare che si tratti del chiaro segnale di una malattia grave o, addirittura, della sua morte imminente. Può, perciò, evitare una serie di situazioni (es. partite di calcio con amici, oratorio, luoghi affollati) nelle quali teme di sperimentare la stessa sensazione, limitando fortemente la propria vita sociale.

QUALI SONO I SEGNI DELL'ANSIA NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI?

Nell'infanzia sono presenti spesso somatizzazioni come, ad esempio, mal di pancia, mal di stomaco, mal di testa.

Possono poi manifestarsi forti preoccupazioni circa la propria sicurezza o quella dei genitori, la richiesta di dormire con i genitori, frequenti incubi notturni, difficoltà di concentrazione sia a scuola che nello sport e una costante richiesta di rassicurazione da parte dei genitori.

In adolescenza, invece, può manifestarsi un forte rifiuto di andare a scuola, frequenti somatizzazioni, difficoltà nel parlare e di incontrare persone nuove, bisogno eccessivo di rassicurazioni e difficoltà di rilassarsi o nel dormire.

COSA PUÒ FARE IL GENITORE?

Per prima cosa rassicurate vostro figlio! Il modo come voi vivrete la sua "ansia" farà comunque la differenza.

Consultate poi il vostro pediatra che valuterà l'opportunità di una eventuale visita neuropsichiatrica. In questo caso non abbiate paura: nella maggior parte dei casi, con la cura giusta, il problema si risolve. Ad oggi, il trattamento più efficace resta la psicoterapia e, in particolare, la psicoterapia cognitivo-comportamentale.


Approfondimento estrapolato dall'uscita di maggio 2018 di "A scuola di salute":

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