Il bagnetto: una guida pratica

Una necessità igienica che va trasformata in una coccola. È essenziale evitare qualunque pericolo
Stampa Pagina

11 February 2020

CHE COS'È
Il bagnetto oltre a rispondere alle necessità di igiene del bambino, può anche essere occasione di coccola e di gioco. Ecco come farlo in modo sereno per tutti. 

QUANDO È POSSIBILE FARE IL PRIMO BAGNETTO
In generale, è preferibile fare il primo bagnetto quando il moncone ombelicale è caduto. Nel frattempo si può lavare il bambino sotto l'acqua corrente o con delle spugnature con acqua a temperatura adeguata. Fate attenzione a viso, collo e genitali che devono essere ben puliti e asciutti.

A CHE ORA È MEGLIO FARE IL BAGNETTO
L'ora migliore è la sera in quanto favorisce il rilassamento del bambino, agevola il sonno notturno e può rappresentare il segnale che la giornata sta volgendo al termine. È sempre preferibile fare il bagnetto lontano dai pasti per non disturbare la digestione.

QUALI ACCORTEZZE DURANTE IL BAGNETTO
È consigliabile preparare prima sia l'ambiente sia il cambio degli abiti (pannolino, magliettina, pigiamino...). L'ambiente per il bagnetto deve essere caldo e tranquillo. Il bambino deve essere spogliato delicatamente ponendo molta attenzione alla testa e alle spalle. Immergerlo lentamente nell'acqua. Si può anche avvolgere il bambino in un telo per poi toglierlo dopo qualche minuto che è in acqua. Importante lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare il bambino.

DOVE FARE IL BAGNETTO
Il bagnetto può essere eseguito direttamente nella vaschetta di casa o, ancora meglio, in una vaschetta per bambini, mettendo sul fondo un tappetino di gomma per ridurre il rischio di scivolamento.

QUAL È LA MIGLIORE TEMPERATURA DELL'ACQUA E DELL'AMBIENTE
La temperatura ideale dell'acqua oscilla tra i 32°C e i 35°C, il controllo della temperatura può essere fatto con termometri a lettura istantanea o in alternativa immergendo il gomito. La stanza dove viene effettuato il bagnetto dovrà essere sufficientemente riscaldata.

CHE PRODOTTI USARE/NON USARE PER IL BAGNETTO E PER IL DOPO
È consigliabile usare nei primi giorni solo acqua. Dopo, si possono utilizzare prodotti naturali oleosi ed è possibile fare un massaggio se la cute è intatta.

COME PRENDERSI CURA DEL BIMBO DOPO IL BAGNETTO
Il bambino deve essere coperto e asciugato immediatamente con un asciugamano morbido e adagiato su un fasciatoio. La cute va tamponata e non sfregata e non è necessario usare creme o latte detergente. Evitare l'uso del talco per il rischio che venga inalato nelle vie respiratore. 

COME TRASFORMARE IL MOMENTO DEL BAGNETTO IN UNA COCCOLA
Durante il bagnetto è importante parlare al bambino. Per rendere il momento più piacevole si possono dare dei giochini. Se invece il bambino è irritato e a disagio (magari per schizzi, temperatura...) non bisogna prolungare il bagnetto ma riprovare dopo qualche giorno.

COME RENDERE SICURO IL BAGNETTO
Durante il bagnetto, non lasciare mai solo il bambino. Non mettere il piccolo vicino agli erogatori dell'acqua per il rischio che si ustioni o che possa sbattervi contro. Per ottenere una presa sicura, si può tenere il bambino poggiato con le spalle sull'avambraccio dell'adulto, come se lo si stesse cullando e con la mano tenere saldamente il braccio del bambino (Figura 1). In questo modo si impedirà che il bambino scivoli e l'altra mano sarà libera per insaponare, risciacquare ecc. Al momento di tirar fuori il bambino dalla vaschetta, fare attenzione a non tirarlo per le braccia. Utilizzare l'asciugacapelli dopo il bagnetto, solo a temperature moderate.

Figura 1 - Come tenere il bambino durante il bagnetto

QUANTO DEVE DURARE IL BAGNETTO E CON QUALE FREQUENZA
I primi bagnetti, una volta a casa, non devono durare più di cinque minuti. Con il passare dei giorni si potranno allungare i tempi ma mai oltre i 15 minuti. La frequenza ottimale per il bagnetto è di 1-2 volte a settimana che può aumentare d'estate con le temperature più calde. 


a cura di: Barbara Latini, Silvia Giovannini
Dipartimento di Neurologia e Neuroriabilitazione
Struttura Sviluppo Professioni Sanitarie, Formazione continua e Ricerca
Illustrazioni a cura di: Claudia Carlin
In collaborazione con: