Bambini, attenti agli zuccheri già da piccolissimi

Nuova raccomandazione dagli Usa: i genitori evitino di dare cibi e bevande con carboidrati aggiunti ai piccoli con meno di due anni di età. Il parere di GIUSEPPE MORINO
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24 August 2016

I bambini sotto i due anni non dovrebbero assumere cibi e bevande con zuccheri aggiunti. La raccomandazione arriva dall'American Heart Association, l'associazione americana dei Cardiologi, che ha diramato delle linee guida per arginare l'eccessivo consumo di carboidrati in tenera età. Inoltre, secondo i medici statunitensi, nella fascia fra i 2 e i 18 anni, non bisognerebbe superare i 25 grammi al giorno di zucchero, cioè non più di 6 cucchiaini da tè scarsi.  

Una dieta particolarmente ricca di cibi e bevande di questo tipo infatti, come più volte sottolineato anche dagli esperti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, aumenta il rischio di insorgenza di obesità e patologie ad essa correlate con fegato grasso, malattie cardiache, pressione alta e diabete. 

"Sono raccomandazioni di cui tutte le famiglie dovrebbero tenere conto – spiega il dottor Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità di Educazione alimentare del Bambino Gesù –. È consigliabile che tutti i bambini sopra i 2 anni, anche quelli magri che non hanno problemi di sovrappeso, abbiano un'alimentazione variata, in cui lo zucchero aggiunto è scarso, perché il rischio di sviluppare malattie come il diabete o la steatosi epatica esistono anche per i bimbi non grassi. Bisogna stare attenti alle bevande zuccherate, consumarle con molta moderazione, ed evitarle completamente nei primi due anni di vita". 

Attenzione dunque alle bevande zuccherate, come camomille, the o tisane, a quelle gassate e ai cucchiaini di zucchero aggiunti nel latte. Anche i succhi di frutta non sono particolarmente adatti perché non sono ricchi di fibre e quindi aumentano i valori della glicemia.

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Secondo i medici d'oltreoceano l'apporto calorico di cui hanno bisogno i piccoli nei primi 24 mesi di vita è più basso rispetto agli adulti e ai ragazzi più grandi e, per questo motivo, bisognerebbe privilegiare nella loro alimentazione cibi più sani, a cominciare dall'allattamento al seno, senza aggiunte di bevande zuccherate. Evitare gli zuccheri aggiunti in questa fase può aiutare i bimbi a sviluppare anche una preferenza per gli alimenti più salutari.

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I rischi legati alle cattive abitudini alimentari nella primissima infanzia erano già stati sottolineati da uno studio condotto proprio dal Bambino Gesù nel 2014, che rilevava come le minacce per la salute derivanti da sovrappeso e obesità comincino a manifestarsi già in età prescolare. In particolare, i medici dell'ospedale pediatrico romano, hanno constatato che quasi il 40 per cento dei 219 bambini presi in esame presentava avere problemi come la pressione alta, colesterolo alto, glicemia elevata o bassi livelli di colesterolo "buono".

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