Caserta: in sovrappeso un bimbo su 3 già prima del terzo anno

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13 giugno 2014

Un bambino su 3, nella provincia di Caserta, è in sovrappeso già nei primi 3 anni di vita. A testimoniarlo, un'indagine dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù condotta su bambini di età compresa tra i 12 e 36 mesi di età, che verrà presentata nel corso del convegno "Mangiar Sano: dalla teoria alla pratica", previsto per domani (dalle 9 alle 13) presso l'Istituto Pietrasanta di Santa Maria Capua Vetere. 

Nel periodo compreso tra novembre del 2013 e maggio del 2014, oltre cento famiglie sono state invitate dall'Unità di Educazione Alimentare del Bambino Gesù a compilare un questionario valutativo, nonché un 'diario' personale sul quale sono state trascritte le abitudini osservate a tavola. I dati emersi, hanno evidenziato come nell'area del casertano si siano consolidate abitudini alimentari familiari che predispongono i piccoli al sovrappeso fino al terzo anno d'età. In pratica, un bambino su 3 è obeso o in sovrappeso. 

Nello specifico, dai dati dello studio condotto dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù risulta che il 22,6% è in sovrappeso, il 13,2% obeso, mentre il 4,7% è sottopeso. Tra le 'cattive abitudini' alimentari che contribuiscono all'aumento dell'obesità infantile, spiccano l'assunzione precoce di latte vaccino e il consumo di spuntini inadeguati (costituiti prevalentemente da snack e merendine) a discapito di frutta o yogurt. È anche emerso che i pasti principali consumati sono incompleti e 'sbilanciati', con assenza di verdura: tanto a pranzo quanto a cena.

La ricerca e il convegno di domani, rientrano nel progetto Nutribus dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e volto ad educare a una corretta alimentazione attraverso il gioco per i bambini e le giuste informazioni per i genitori. 

L'appuntamento proporrà strumenti teorici e pratici mirati rivolti a famiglie, insegnanti e medici per far osservare al piccolo una sana alimentazione già nei primi anni di vita: dallo svezzamento all'età scolare. Verranno realizzati focus sui primi mille giorni di vita e sul 'divezzamento', che rappresenta un punto critico sia per gli apporti proteici, in genere troppo elevati e correlati ad un aumento del rischio di sviluppo di obesità precoce, sia per gli aspetti educativi connessi. Verranno messe in relazione le esigenze energetiche e nutritive particolari che riguardano il piccolo fino ai 3 anni, con le carenze di ferro e vitamina D frequentemente registrate a causa di un'inadeguata gestione dell'alimentazione. 

Nell'ambito dell'evento verrà dato spazio al "Laboratorio del Gusto", un'esperienza multisensoriale inserita in un progetto di educazione alimentare, promosso dal Bambino Gesù, rivolta ai piccoli in età scolare e prescolare. «I genitori si scontrano spesso con problematiche quali selettività e neofobia, ovvero il rifiuto di assaggiare nuovi cibi – osserva Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia Clinica dell'Ospedale romano – e non è raro che tra i 2 e i 6 anni si sviluppino atteggiamenti di rifiuto verso specifiche categorie di cibi: in particolare, la frutta e la verdura. Le conseguenze di questo fenomeno si manifestano come carenze nutrizionali, soprattutto vitaminiche, scarso accrescimento, ma anche nella tendenza a sostituire questi cibi con alimenti ad alta densità calorica, in particolare alimenti zuccherini e ad elevato contenuto di grassi. In quest'ottica il 'Laboratorio del Gusto' è pensato come mezzo mediante il quale trasmettere ai bambini nuove conoscenze ed una maggiore consapevolezza riguardo il cibo ed il giusto approccio ad esso, partendo dalla pratica per arrivare alla teoria attraverso giochi ed attività ludiche». 

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