Cheratocongiuntivite primaverile

Malattia infiammatoria dell'occhio che interessa due strutture chiamate congiuntiva e cornea
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22 April 2020

CHE COS'È
La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una malattia infiammatoria cronica della congiuntiva e della cornea. Si presenta in tutti e due gli occhi (bilaterale) ed è stagionale.
La
 causa è ignota. Il termine "Vernal" indica solo la stagione nella quale più comunemente compaiono i primi sintomi.
Anche se la cheratocongiuntivite primaverile è presente in tutto il mondo è più comune nelle zone calde e temperate.
Considerata dapprima una malattia rara (dallo 0,1% allo 0,5% dei pazienti che presentano problemi oculari) sembra ora essere in aumento. La maggiore prevalenza nelle regioni più calde potrebbe essere dovuta a un più elevato livello atmosferico dei pollini.
Le variazioni stagionali della cheratocongiuntivite primaverile, la sua associazione con l'allergia e la sua scomparsa (regressione) sono anche meno comuni in queste regioni. Nel Nord Europa, la cheratocongiuntivite primaverile colpisce in modo particolare la popolazione che proviene dalle zone calde e temperate.
C'è una certa familiarità, ma in Italia non più dell'8% dei pazienti ha un familiare con la malattia.

QUALI SONO I SINTOMI
La cheratocongiuntivite primaverile è una malattia principalmente dell'infanzia, che dura fino all'adolescenza. L'età media di inzio è tra i 6 e i 7 anni, ma parecchi pazienti hanno tra gli 11 ed i 20 anni di età. Colpisce più i ragazzi rispetto alle ragazze, con un rapporto da 4:1 a 2:1 fino alla pubertà.
I sintomi, con intensità variabile, sono:

- Prurito agli occhi;
- Lacrimazione;
- Bruciore;
- Dolore;
- Sensazione di corpo estraneo;
- Fotofobia (fastidio provocato dalla luce);
- Arrossamento;
- Pseudo-ptosi palpebrale (diminuzione dell'apertura della palpebra in senso verticale, determinata da abbassamento della palpebra superiore stessa);
- Secrezione di muco spessa e filamentosa.

I bambini con cheratocongiuntivite primaverile possono presentare una maggior lunghezza delle ciglia della palpebra superiorie rispetto a quella dei bambini sani, che si modificano durante la cura.
All'inizio, i disturbi possono essere di breve durata, da pochi giorni a qualche settimana, soprattutto nella stagione primaverile o estiva. Dopo una o due stagioni i primi sintomi cominciano all'inizio della primavera o alla fine dell'inverno e peggiorano nel periodo estivo, tendendo a migliorare in autunno.
La difficoltà di adattamento alla luce, specie all'esterno, ma anche al risveglio nei casi più gravi, è un sintomo importante che tende a peggiorare in presenza di vento e polvere. I bambini con cheratocongiuntivite Vernal a differenza degli altri accettano di buon grado o addirittura ricercano gli occhiali da sole. Quando la fotofobia è molto intensa è necessario escludere una lesione della cornea.
I principali segni oculari che possono far pensare a una cheratocongiuntivite primaverile, sono:

Interessamento bilaterale, generalmente con maggiore coinvolgimento di un occhio;
- Intensa iperemia congiuntivale che parte non dalla zona attorno all'iride, ma dall'esterno dell'occhio;
Papille nella congiuntiva della palpebra inferiore, che si affollano a crere una immagine "a ciottolato";
Congiuntivite anche nella palpebra superiore;
- Nelle forme complicate, ulcere corneali.

QUALI SONO LE CAUSE
I pollini c'entrano, ma non sono la causa principale. La cheratocongiuntivite primaverile ha origine da molteplici fattori con il coinvolgimento di numerosi fenomeni infiammatori e allergici.
C'entrano sia le tipiche risposte allergiche IgE-mediate che quelle cellulo-mediate di tipo T. (Leggi anche: Sistema Immunitario)
Si crea una infiammazione che porta alla formazione di papille sotto le palpebre con rimaneggiamento del tessuto e alla fine con fibrosi dei tessuti coinvolti. L'infiammazione può creare un'ulcera corneale.

COME SI FA LA DIAGNOSI
È la storia clinica del bambino è essenziale per fare la diagnosi. Elementi importanti sono:

- L'età di inizio (3-8 anni nel 70-80% dei casi);
- L'andamento tipicamente primaverile-estivo e soprattutto il perdurare e l'aggravarsi dei sintomi in estate, a differenza della congiuntivite stagionale allergica da pollini, che invece svanisce alla fine della primavera;
- L'impossibilità di farla regredire cambiando ambiente, come avviene invece nella forma da pollini;
- L'inefficacia dei comuni trattamenti antiallergici, specie degli antistaminici, per via oculare, ma soprattutto per via generale;
- La dipendenza dai cortisonici, unici farmaci in grado di controllare la malattia efficacemente.

La certezza della diagnosi deriva dalla collaborazione tra allergologo e oculista che consente, sommando i vari dati clinici, di portare alla diagnosi e quindi alla corretta terapia.

COME SI CURA
Nelle forme lievi o moderate può essere sufficiente la cura con colliri antistaminici prima del previsto inizio dei sintomi, associata a brevi cicli di corticosteroidi. Oltre agli antistaminici, sono stati utilizzati anche inibitori della degranulazione mastocitaria (disodiocromoglicato, nedocromile) e antinfiammatori non-steroidei.
I colliri cortisonici sono da utilizzare per cicli brevi, per i loro gli effetti collaterali, 7-15 giorni ripetibili 3-4 volte l'anno. I cortisonici locali sono utili in associazione con la ciclosporina topica, in caso di lesioni corneali acute, in cui è necessario evitare i rischi di cicatrici (leucomi) permanenti.
Poiché la fase acuta della cheratocongiuntivite primaverile si svolge generalmente nell'arco di 5-6 mesi l'anno la cura con soli cortisonici topici è improponibile, se non correndo il rischio di gravi effetti collaterali (cheratite erpetica sovrapposta, sovrainfezioni batteriche, ipertensione oculare, glaucoma, cataratta).

POSSONO ESSERCI COMPLICANZE
Le principali complicanze a lungo termine della cheratocongiuntivite primaverile sono:

- Le cicatrici corneali centrali, esito di pregresse ulcere, descritte nel 6-12% dei casi;
- Altri esiti permanenti quali cheratocono, astigmatismo, esiti cicatriziali da infezioni sovrapposte;
- L'impiego prolungato di corticosteroidi può determinare effetti collaterali importanti quali aumento della pressione oculare, glaucoma, cataratta.


 

Percorsi di Cura e Salute: Allergia

a cura di: Alessandro Giovanni Fiocchi, Maria Cristina Artesani
Unità Operativa di Allergologia
In collaborazione con: