Come aiutare Adele?

Un oggetto piccolo, leggero, indossabile, per aiutare i bambini a trovare il passo giusto
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06 November 2014

Adele è una bimba minuta, sempre sorridente. Una riservatezza che poi diventa espansività, non appena prende confidenza. Cammina con qualche difficoltà. Ha avuto una sofferenza cerebrale alla nascita e ha imparato a camminare con un poco di ritardo rispetto ai suoi coetanei, perché le risorse che ha a disposizione sono ridotte. Il bacino è ruotato in avanti e la colonna curvata indietro. Per tenere il busto dritto, i piedi sono un po' ruotati all'interno. 
Non riesce a comandare tutti i suoi muscoli in maniera selettiva e il suo modo di camminare ne è una conseguenza. La sua forma di cammino è il risultato dei metodi di cura attualmente conosciuti.

Ma si può aiutarla ancora? Si può ancora migliorare? Per rispondere alla domanda dobbiamo comprendere cosa di quel cammino dipende dalla malattia, e quanto dalle esercitazioni che ha condotto. Ovvero, Adele camminerebbe così, indipendentemente dalle cure proposte, perché la conseguenze della malattia lo impone? O il suo modo di camminare può essere modificato da un differente allenamento? 

Dobbiamo permettere ai bambini come Adele di esercitarsi correttamente, a partire dai primi passi. Offrire possibilità di cure e terapie indicati al loro recupero. Abbiamo bisogno di un oggetto leggero, piccolo, indossabile. Capace di indirizzare i movimenti verso la direzione giusta, perche forma, struttura corporea e funzione, nei sistemi viventi, evolvono insieme. E' necessario reindirizzare le strade del recupero. Offrire ai nostri bimbi un percorso di sviluppo diverso.

Solo così potremmo fare davvero qualcosa per loro.