Cosa c'è da sapere sul trapianto di rene

Stampa Pagina

Il trapianto è un intervento chirurgico che sostituisce un rene malato con uno sano. Si rende necessario quando il rene perde completamente la capacità di eliminare le scorie che l'organismo produce normalmente.
 

COME SI FA IL TRAPIANTO DI RENE?

Nell'addome del bambino viene inserito un organo sano prelevato da un donatore compatibile. Il paziente è sottoposto a una cura che deprime la forza del suo sistema immunitario per evitare che il nuovo organo venga rigettato perché percepito come un corpo estraneo.
 

CHI SONO I DONATORI?

Il rene sano può arrivare da un donatore vivente o da un donatore cadavere.

Donatore vivente. Molto spesso è uno dei due genitori, quello con il profilo più compatibile, a donare l'organo. Più raramente il donatore sarà un familiare prossimo ma mai un fratello o una sorella minorenne. Il prelievo può essere effettuato con tecniche poco invasive che permettono un rapido recupero da parte del donatore.

Donatore cadavere. Il Centro Nazionale Trapianti gestisce gli organi che si rendono disponibili grazie alla donazione, un gesto d'amore verso il prossimo da parte di chi ha perso una persona cara. Il Centro individua il ricevente più compatibile e predispone il trapianto. I tempi di attesa, un anno circa, sono pressoché uniformi su tutto il territorio nazionale.
 

QUANDO CI SI PUÒ ISCRIVERE IN LISTA D'ATTESA?

Il piccolo paziente può essere iscritto nella lista d'attesa per il trapianto al peggioramento delle condizioni di salute del suo organo. Non è necessario che abbia iniziato la dialisi ma è sufficiente che sia in procinto di iniziarla. Di solito entro un anno dall'iscrizione si rende disponibile un organo compatibile.
In ogni caso non esiste il diritto di prelazione ma si trapianta l'organo al ricevente più compatibile.
 

QUALI SONO LE POSSIBILI COMPLICANZE?

Le possibili complicanze sono diverse, le più gravi sono il rigetto acuto e il rigetto cronico. Oltre a queste bisogna ricordare che un paziente trapiantato è immunodepresso, ciò significa che è più esposto al rischio di contrarre infezioni da germi o batteri. Per questa ragione prima dell'intervento viene sottoposto a numerose vaccinazioni.

Rigetto acuto. È più frequente nei primi tempi dopo il trapianto ma può presentarsi anche a distanza di tempo. Si manifesta con un brusco peggioramento della funzionalità dei reni, aumento di pressione sanguigna e riduzione della diuresi. Nella maggior parte dei casi si può procedere con un trattamento farmacologico.
Se ben controllato, il rigetto non compromette in maniera permanente la funzionalità dell'organo trapiantato.

Rigetto cronico. È il problema più grave. Si verifica a distanza dal trapianto e si manifesta con un progressivo peggioramento della funzionalità renale. Al momento non esistono terapie.

LEGGI ANCHE: Il trapianto di rene
 

COM'È LA QUALITÀ DI VITA DI UN BAMBINO TRAPIANTATO?

Il bambino trapiantato recupera una vita normale. Frequenta la scuola, fa sport e una volta cresciuto, se lo desidera, può costruirsi una famiglia. Più del 90% dei trapianti effettuati in età pediatrica è funzionante a distanza di 1 anno dall'intervento e oltre l'80% a distanza di 10 anni. Particolare attenzione va posta durante il periodo dell'adolescenza quando il ragazzino, magari per affermare sé stesso, si rifiuta di seguire la terapia farmacologica necessaria. È realistico sperare che i piccoli trapiantati negli ultimi anni, se seguono le prescrizioni mediche, possano mantenere il loro nuovo rene funzionante molto a lungo. Sono diventate normalità le gravidanze di pazienti trapiantate che partoriscono figli sani.


Leggi online lo speciale di A scuola di salute dedicato alla quarta puntata del documentario "I ragazzi del Bambino Gesù":

Scarica lo speciale in pdf