Post partum, dal baby blues alla depressione

Quando alla maternità si accompagnano i disturbi psico-fisici della neo-mamma. I sintomi, le cause, come intervenire. Risponde la psicologa Francesca Bevilacqua
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11 July 2017

La maternità, un evento molto particolare nella vita di una donna. Cosa può accadere subito dopo il parto?

La nascita di un bambino rappresenta un evento molto importante e delicato, soprattutto nella vita di una donna, e implica profonde trasformazioni da un punto di vista fisico, psicologico e relazionale. La madre, che nasce insieme al suo bambino, ha bisogno di costruirsi una nuova identità personale.
A questo cambiamento possono essere associati dei riadattamenti psicologici ed emotivi che potrebbero risolversi spontaneamente o che, invece, potrebbero richiedere un tempo più lungo e una maggiore attenzione. 


Nel caso in cui i malesseri psico-fisici dovessero risolversi spontaneamente, saremmo in presenza di quale tipo di disturbo? 

Quando il malessere di una mamma è passeggero si parla di Baby Blues. Il termine "Baby blues" è stato coniato dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott per definire i sintomi leggeri di depressione che spesso vive la donna nei primi giorni dopo il parto. Generalmente tende a risolversi spontaneamente entro circa due settimane. Questo stato di malessere passeggero è caratterizzato da umore instabile, crisi di pianto, stanchezza e tristezza, che tuttavia non alterano la capacità della donna di prendersi cura del proprio bambino. E' uno stato fisiologico che non deve spaventare e che è legato ai rapidi processi di adattamento ormonale e psichico che la donna sperimenta nelle prime settimane dopo il parto. Come descrive lo psichiatra e psicoanalista Daniel Stern, la nascita di un figlio è associata alla nascita psicologica della madre che deve trovare uno spazio mentale non solo per il bambino, ma anche per una nuova identità personale. Questo cambiamento identitario, così come i cambiamenti ormonali, confondono e spaventano la donna che spesso sperimenta sensazioni di perdita di sé e dei propri riferimenti. 


Quale atteggiamento deve assumere la neo-mamma e le persone che le sono accanto? Che tipo di aiuto possono prestarle? 

Nel caso del Baby Blues, trattandosi come detto di uno stato di malessere fisiologico e passeggero, non serve rivolgersi a uno specialista. Il sostegno e il supporto alla mamma da parte del partner e delle persone a lei vicine aiutano la donna, in questi giorni, a sentirsi meno sola e a ritrovare uno stato di benessere. Inoltre affrontare il parto in maniera serena e consapevole, scegliendo con attenzione il personale e la struttura in cui ci si sente più sereni, aiuta la coppia a provare meno ansia. L'allattamento e gli ormoni in esso coinvolti sono inoltre antidepressivi fisiologici e possono aiutare la donna in questo periodo di adattamento. 


Quando invece lo stato psico-fisico della mamma presenta una maggiore complessità, siamo in presenza di un disturbo più serio. Di cosa si tratta? 

A volte queste sensazioni diventano un vuoto (vuoto del figlio che si è partorito, vuoto di se stesse) che si riempie di solitudine e angoscia slatentizzando fragilità psichiche e strutturandosi in una depressione post-partum (Breen D 1992). La depressione post-partum è un disturbo più duraturo che si manifesta 4-6 settimane dopo il parto e che merita attenzione e aiuto da parte di specialisti. La donna sperimenta umore depresso, perdita di interesse e piacere, ridotte energie, perdita di fiducia e autostima, sensi di colpa eccessivi, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e dell'appetito. Questo malessere profondo porta spesso a un distacco affettivo della mamma dal suo bambino e alla dolorosa incapacità di interpretare i suoi segnali e prendersi cura di lui. Le ricadute che questo ha sullo sviluppo della relazione madre-bambino e sullo stile di attaccamento influenza la crescita psico-affettiva del bambino.


Che cosa è importante fare in questo caso? Con che tempistiche?

E' fondamentale rivolgersi quanto prima a specialisti qualificati (psicoterapeuta e psichiatra) riconoscendone precocemente i segnali. Anche in questo caso il supporto del partner e la rete di supporto sociale sono elementi fondamentali per accompagnare la donna in questo percorso sostenendola e facilitandone la richiesta di aiuto. A questo proposito è importante sapere che fattori di rischio rispetto allo svilupparsi di una depressione post-partum sono una storia di depressione maggiore così come di disturbo bipolare, ma anche difficoltà relazionali con il partner, mancanza di supporto, condizioni socioeconomiche sfavorevoli, eventi stressanti o avversi durante la gravidanza o durante il parto.