Disturbi del Comportamento Alimentare: quanto conta la famiglia?

Le dinamiche familiari possono svolgere un ruolo rilevante nel moderare il disturbo soprattutto se a soffrirne è un bambino o un adolescente
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I Disturbi del Comportamento Alimentare o Disturbi dell'Alimentazione sono caratterizzati da una alterazione delle abitudini alimentari e da un'eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l'adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile.

QUALI SONO LE CAUSE

La causa dei disturbi dell'alimentazione è multifattoriale e coinvolge fattori biologici e ambientali. Le caratteristiche del funzionamento familiare non sembrano rientrare tra queste. Si ritiene, piuttosto, che possano svolgere un ruolo rilevante nel moderare il disturbo soprattutto se a soffrirne è un bambino o un adolescente. La presenza di dinamiche disfunzionali all'interno delle relazioni familiari può, infatti, contribuire al mantenimento del disturbo o, al contrario, un contesto familiare accogliente e sano ne può facilitare una evoluzione positiva. Alcune modalità interattive, rigide e ripetute nel tempo, sembrano essere particolarmente disfunzionali: da una parte l'iperprotettività, la scarsa differenziazione dei confini generazionali con una confusione del ruolo genitore-figlio; dall'altra la difficoltà ad affrontare i conflitti e ad esprimere le emozioni negative con una tendenza ad evitarle.

QUANTO CONTA LA FAMIGLIA

Comunque, più il bambino è piccolo, più è importante coinvolgere la famiglia nel trattamento fin dalle prime fasi del disturbo. Osservare un bambino che non mangia sollecita nei genitori una grande risposta emotiva che spesso contribuisce a rinforzare il sintomo piuttosto che a ridurlo.

Le reazioni genitoriali possono essere diverse: accanto a comportamenti che tentano di forzare la chiusura alimentare del bambino, si possono accompagnare forme completamente opposte dove i genitori tendono ad assecondare eccessivamente i gusti e le difficoltà che emergono durante i pasti. Difficilmente i genitori possono uscire da questa empasse da soli ed è chiaro che per risolvere la problematica bisogna intraprendere un percorso indirizzato anche ad una correzione dei modelli di interazione familiare disfunzionali.

In adolescenza, chiaramente, i compiti evolutivi cambiano e il sintomo alimentare può essere espressione di una difficoltà a far fronte alle nuove richieste di emancipazione e di autonomia. Anche in questo caso, accanto ad una terapia individuale volta a rinforzare le competenze dell'adolescente, è importante sintonizzare i genitori su questa nuova fase di sviluppo e sostenere le pressioni e le provocazioni che in questa specifica età tendono ad emergere


Approfondimento estrapolato dall'uscita di gennaio 2018 di "A scuola di salute":

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