Editoriale: Ambiente e continuità assistenziale

Il dialogo con l'esterno per favorire la continuità delle cure. Il rientro a casa uno stimolo per i ragazzi ad affrontare la malattia e recuperare la salute
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Il rientro a casa, come mostrato nell'ultima puntata, costituisce per i nostri ragazzi sempre un forte stimolo nell'affrontare la malattia e nel recuperare nel modo migliore la salute, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Tale processo  viene attivamente  facilitato dalla presenza degli amici e dal positivo contesto familiare.

E' sorprendente vedere come, alla dimissione, i ragazzi vengano accompagnati, insieme alle loro famiglie, nel passaggio dall'ospedale al domicilio. La casa è il luogo dove possono recuperare l'autosufficienza , ritrovare le abitudini del quotidiano, ricercare obiettivi e motivazioni.

Superata la fase acuta della malattia, come vedremo nella prossima puntata, l'Ospedale favorisce la continuità assistenziale attraverso un dialogo con l'ambiente esterno che prevede il coinvolgimento degli amici che spesso fanno da fanno da trait d'union tra l'ospedale e il proprio ambiente di vita.

Il coinvolgimento degli amici e dei parenti può concorrere a una riduzione dei tempi di ospedalizzazione. L'ospedale deve quindi rispondere alle esigenze di ogni ragazzo attraverso l'attivazione di setting personalizzati che consentano di affrontare e gestire la malattia in un'ottica di continuità delle cure, dove i ragazzi e il loro mondo possano divenire protagonisti della propria continuità assistenziale.

 

Leggi online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato alla nona puntata:

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