Febbre nel neonato

Può essere il sintomo di un'infezione, o talvolta dipendere solo da un abbigliamento o da un ambiente troppo caldi
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09 August 2019

Il sistema immunitario del neonato è ancora in via di formazione e le sue difese immunitarie derivano principalmente dagli anticorpi che la madre gli trasmette attraverso la placenta durante la gravidanza e, a seguire, con l'allattamento. Il neonato può contrarre infezioni nel primo periodo di vita e la febbre può rappresentare il sintomo dell'infezione. Se compare nei primissimi giorni di vita è possibile che sia legata a infezioni cosiddette verticali, ovvero alla trasmissione dell'agente infettivo (virus, batteri etc.) dalla madre al feto durante la gravidanza. Quando invece compare a distanza di qualche giorno o settimana dal parto è più probabilmente legata ad infezioni cosiddette orizzontali, ovvero derivanti dall'ambiente circostante.

CHE COS'È
Per febbre si intende un innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei valori normali. I neonati presentano temperature medie leggermente più elevate rispetto ai bambini più grandi o agli adulti. La temperatura è più elevata per via della accelerata attività metabolica che caratterizza l'organismo in rapida crescita del neonato. Si parla di febbre se la temperatura cutanea è superiore a 38°C o se quella rettale è superiore a 38.5°C. La temperatura corporea può essere misurata in corrispondenza dell'ascella oppure (in ambiente ospedaliero) a livello del retto. In caso di febbre in un neonato si deve al più presto contattare il pediatra curante per una visita.

QUALI SONO LE CAUSE
Talvolta la febbre è solo transitoria e dipende dal fatto che il neonato è eccessivamente coperto o viene tenuto in un ambiente troppo caldo. Pertanto non ha un'origine infettiva. In caso di febbre persistente si raccomanda, invece, di condurre il neonato in pronto soccorso, in quanto potrebbe rappresentare il sintomo di una malattia, spesso infettiva, che deve essere rapidamente identificata e curata. 

QUALI SONO I SINTOMI
Possibili sintomi che possono accompagnare lo stato febbrile sono
: marezzatura, pallore, rash o colorazione bluastra (cianosi) della cute, occhi alonati, mucose pallide, fontanella anteriore tesa o marcatamente depressa, scarsa vivacità spontanea o scarsa reattività agli stimoli, sonnolenza, tono muscolare ridotto, affaticamento respiratorio, pianto flebile, inappetenza, vomiti ripetuti, scarsa emissione di urine. 

COME SI FA LA DIAGNOSI
In base al quadro clinico potrebbero essere necessari, se la febbre viene confermata, esami di approfondimento diagnostico quali esami del sangue, esame delle urine, esami microbiologici, esami di imaging (ecografia, radiografia etc.). Inoltre, considerata l'età del paziente, in caso di febbre persistente è opportuno eseguire tali esami in ricovero ospedaliero, al fine di garantire un adeguato controllo dei parametri vitali e degli indici di infiammazione e la somministrazione delle terapie necessarie.

COME SI CURA
Quando un neonato presenta febbre, mentre lo si conduce in pronto soccorso è consigliabile non coprirlo eccessivamente ed eventualmente – se la febbre è elevata - utilizzare borse di acqua tiepida su fronte, sui polsi e sulle caviglie per far scendere la temperatura. Il farmaco antifebbrile solitamente utilizzato in epoca neonatale è il Paracetamolo, in grado di attivare un meccanismo biochimico che favorisce la dispersione del calore e di esercitare un effetto antinfiammatorio ed antidolorifico. La sua somministrazione è raccomandata per temperature superiori a 38.5°C, in quanto di per sé la febbre rappresenta un meccanismo di difesa in quanto rende l'organismo un ambiente sfavorevole per la sopravvivenza e per la moltiplicazione di eventuali germi. A seconda del quadro clinico potrebbe inoltre essere necessaria la somministrazione di una terapia antibiotica in ambiente ospedaliero. Se il neonato è allattato al seno, è importante che l'allattamento venga proseguito con costanza, poiché il latte materno conferisce un'importante protezione immunitaria. È inoltre fondamentale garantire un'accurata igiene delle mani di tutti coloro che hanno contatto con il neonato per evitare la diffusione dei germi.


a cura di Iliana Bersani
Dipartimento Neonatale Medico e Chirurgico
In collaborazione con: