Francesco e la sua sfida

Imparare a stare in piedi mentre è impegnato nelle attività di gioco e relazione. L'esoscheletro che può aiutare Francesco a vincere questa sfida
Stampa Pagina

05 November 2014

Francesco non si tiene in piedi. Ha avuto una sofferenza alla nascita e non riesce a stare in posizione eretta. Quando si prova ad aiutarlo, spinge con le gambe a terra, in modo discontinuo. Se lo si sostiene per le anche, si piega in avanti.
Francesco non sa come fare, per stare in piedi. Non ha molte risorse per muoversi, e ha avuto poche occasioni per esercitarsi. Quando si usano i tutori e il terapista lo sostiene tenendo il bacino, cade spesso in avanti. Deve intervenire un secondo terapista per aiutarlo a tirarsi su. Non riesce a giocare con la macchinina sul tavolo. Il terapista deve impegnarlo nel gioco.
Questo significa che Francesco può esercitarsi una o due ore, solo quando il personale è disponibile.

Come si può contrastare una simile avversità con interventi sporadici? Come si può realizzare un'esercitazione intensiva? Un sostegno rigido può tenerlo in piedi eretto, ma non gli consentirà mai di apprendere. Il bilanciamento ha regole dinamiche. Un esoscheletro robotico di anca e bacino controllato dinamicamente diviene indispensabile per permettergli un'esercitazione continua durante tutta la giornata.

Solo così Francesco potrà vincere una grande sfida: produrre movimenti e aggiustamenti posturali, conseguenza del corretto stare in piedi, mentre è impegnato nelle attività finalizzate a soddisfare i suoi bisogni motori e le sue attività di relazione.