Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014

In occasione dell'apertura dei giochi olimpici invernali, ecco alcuni consigli dei nostri esperti per praticare al meglio lo sci ed evitare traumi
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7 febbraio 2014

L'inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 costituisce per l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù un'occasione per sottolineare l'importanza dell'attività sportiva invernale per il benessere psico-fisico dei bambini.

Lo sci e gli altri sport invernali rappresentano momenti di divertimento grazie ai quali si entra a contatto con la natura, ma anche con la possibilità di incorrere in qualche incidente e di procurarsi qualche trauma.

Sport invernali

"È bene che i bambini inizino con il frequentare una scuola di sci, possibilmente in gruppo per favorire l'aspetto relazionale " – suggeriscono i nostri psicologi – "ma soprattutto per far loro apprendere tecniche che riducano il rischio di cadute. È comunque importante che i genitori leggano assieme ai ragazzi le norme in materia di sicurezza nella pratica dello sci".

"Lo sci presenta numerosi aspetti positivi per la crescita di un bambino: su tutti la possibilità di godere dell'aria non inquinata" – dice il dott. Attilio Turchetta dell'Unità Operativa di Medicina dello Sport – "nonché l'opportunità di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze e sensazioni. Necessaria è una corretta gestione del modo di vestirsi, attraverso una stratificazione di indumenti da aggiungere o togliere a seconda della situazione ambientale". E aggiunge: "Altro suggerimento importante è quello di ricordarsi di far bere a sufficienza i bambini, il corpo in movimento in un ambiente freddo ed a bassa umidità perde molti liquidi che vanno reintegrati".

Si tratta, tuttavia, di uno sport faticoso che necessita di una preparazione adeguata. Il prof. Vincenzo Guzzanti, responsabile dell'Unità Operativa di Traumatologia, consiglia "almeno quindici giorni di ginnastica presciistica che precedano la settimana bianca, nella quale allenate l'agilità ed attivare i meccanismi idonei al mantenimento dell'equilibrio". Tra gli altri accorgimenti utili c'è "una colazione ricca di zuccheri con cui iniziare la giornata e preparare i muscoli con 4-5 minuti di stretching prima della discesa".

"Se il bambino è affetto da asma è preferibile lo sci di fondo" – consiglia il dott. Renato Cutrera, responsabile dell'Unità Operativa di Broncopneumologia – "proprio per le sue caratteristiche di impegno di grandi masse muscolari e di cura della coordinazione tra respiro e sforzo. Lo sci alpino, che presenta sforzi di durata non prolungata, presenta un basso rischio di provocare asma da sforzo. Quest'ultima può incrementare invece con l'inalazione di aria fredda a quote superiori ai 1500 metri di altezza".

Sulle piste da sci è assolutamente necessario proteggere gli occhi dei bambini dai raggi ultravioletti. Il dott. Paolo Capozzi dell'Unità Operativa di Oculistica raccomanda l'uso di "lenti protettive da sole che siano in grado di filtrare i raggi ultravioletti UVA e UVB recanti il marchio CE, che certifica la fabbricazione dell'occhiale dettata dall'Unione Europea, diffidando da occhiali contraffatti".

Un ultimo, ma non meno importante, accorgimento riguarda l'esposizione al sole, ritenuta, dalla dott.ssa May El Hachem e dal dott. Andrea Diociaiuti nostri esperti dell'Unità Operativa di Dermatologia, "più rischiosa nei mesi invernali perché l'alta quota riesce a filtrare meno i raggi ultravioletti del sole. La presenza di nuvole non basta a fare da filtro in caso di cielo coperto, per questo è consigliata l'applicazione più volte al giorno di una crema solare con adeguato fattore di protezione (SPF), coadiuvata possibilmente da indumenti protettivi come berretti o visiere.

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