Giornata Mondiale del diabete

L'Ospedale Bambino Gesù informa le famiglie su cosa fare e come comportarsi quando la malattia caratterizzata da iperglicemia riguarda i piccoli e le mamme in attesa.
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14 November 2016

Sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sulla corretta prevenzione del diabete e la gestione quotidiana della malattia. In occasione della Giornata Mondiale del Diabete istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, i medici dell'Ospedale Bambino Gesù informano le famiglie con un approfondimento su cosa fare e come comportarsi quando la malattia cronica caratterizzata da iperglicemia - ovvero un aumento dello zucchero (glucosio) nel sangue – riguarda i bambini.

In Italia sono oltre 18 mila i bambini e i ragazzi che necessitano di una continuità terapeutica tra ambiente domestico e scolastico. La forma di diabete più frequente nei piccoli è costituita dal diabete mellito di tipo I, in cui vi è una carenza assoluta di insulina, un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento del normale livello di glicemia. Il diabete mellito di tipo I ha un'incidenza media, nell'Italia non insulare, di 8.1 su 100.000 bambini ogni anno. Si presenta con maggior frequenza nelle femmine – con un rapporto di 1 a 5 - e nell'isola di Sardegna ha un'incidenza annua 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse.

Esistono altre forme di diabete che, in misura minore, possono interessare l'età pediatrica:
il diabete mellito di tipo II, tipico dell'età adulta, ma che presenta un'incidenza in aumento anche nei bambini;
il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), forma genetica – familiare;
il diabete secondario ad altre patologie (fibrosi cistica, malattie endocrinologiche,  etc.) o legato all'assunzione di terapia cortisonica cronica.

Leggi l'approfondimento sul diabete in età pediatrica >> 

Il Diabete correlato alla Fibrosi Cistica (CFRD) costituisce una complicanza relativamente frequente della Fibrosi Cistica.
Esso rappresenta una entità clinica distinta, con caratteristiche comuni sia al diabete tipo 2 (resistenza insulinica da infiammazione cronica e riesacerbazioni infettive) che al diabete tipo 1 (insulinopenia progressiva da sostituzione fibro-adiposa delle insulae pancreatiche).
L'esordio può essere insidioso e la malattia può a lungo tempo rimanere misconosciuta; la glicemia a digiuno rimane infatti per lungo tempo normale, mentre sono presenti iperglicemie anche notevoli (>200 mg/dl) nel periodo post prandiale.
La prevalenza del CFRD (valutata mediante OGTT - Oral Glucose Tolerance Test) aumenta con l'età:
9% tra i 5 e i 9 anni;
26% tra i 10 e i 19 anni;
35% tra i 20 e i 30 anni;
43% dopo i 30 anni.

Leggi l'approfondimento sul diabete nei pazienti con fibrosi cistica >>

Il Diabete Gestazionale è una forma di diabete mellito che si manifesta in gravidanza con l'aumento dei valori della glicemia, senza che la donna ne sia mai stata affetta prima. Circa 4 donne su 100 al momento della gravidanza mostrano un aumento dei loro livelli di glucosio nel sangue mai registrati in precedenza. In questo caso si parla di diabete gestazionale, patologia che tende solitamente a scomparire dopo il parto, ma che costituisce un fattore di rischio per un'eventuale insorgenza di diabete di tipo 1 o 2 in futuro.
La comparsa del diabete gestazionale è legata al fatto che, durante il periodo della gravidanza, la placenta secerne diversi tipi di ormoni che contrastano l'effetto dell'insulina, comportando un aumento dei valori della glicemia nel sangue. 

Leggi l'approfondimento sul diabete gestazionale >>