Giornata Mondiale del Rene

Stampa Pagina

12 March 2015

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Rene, che mira a sensibilizzare tutti sull'importanza della prevenzione per combattere in modo efficace le malattie legate a un non corretto funzionamento di questo organo. La Giornata Mondiale del Rene si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di Regioni, Province e Comuni.

Trapianto da donatore vivente: i vantaggi della procedura


Pochi giorni fa all'Ospedale Bambino Gesù è stato realizzato il 298° trapianto di rene. L'Ospedale della Santa Sede è impegnato dal 1993 nell'attività di trapianto renale, sia da donatore deceduto –che rappresenta la modalità standard di reperimento degli organi- che da vivente.

Un'importante limitazione al trapianto renale è la scarsa disponibilità degli organi. Nel corso degli anni, per sopperire alla carenza cronica di organi, è stato adottato, quando possibile, il prelievo da donatore vivente. Nel Nord-America, si è passati dal 43%, nell'anno 1987, di trapianti renali pediatrici da donatore vivente al 60% nell'anno 2000; con una sopravvivenza a 1 anno dell'organo del 94% nel 1996/2000 (sovrapponibile a quella da donatore cadavere).
La realtà italiana è ben diversa; in tutta Italia sono stati eseguiti 421 trapianti pediatrici di singolo rene nel periodo 2000-2006 e soltanto nel 4% dei casi è stato utilizzato un donatore vivente. Nella casistica generale OBG il trapianto da donatore vivente era pari, fino al 2009, al 3,9 % (8 casi su 204 trapianti).
Nell'anno 2009 è stato varato un programma finalizzato ad incrementare la donazione da vivente che ha permesso di raggiungere percentuali del 30% negli ultimi 5 anni (26 su 87 trapianti eseguiti dal 2010 al 2014).

L'utilizzo del donatore vivente presenta importanti vantaggi come:
* la pronta disponibilità dell'organo;
* la migliore compatibilità immunologica;
* la riduzione dei tempi di attesa e del numero dei pazienti in attesa di trapianto;
* la possibilità di eseguire un preemptive transplantation, cioè di eseguire il trapianto prima che il pazienti inizi la dialisi e quindi subisca i danni a seguito di tale procedura (nel Nord-America è stato eseguito un preemptive transplantation nel 33% dei casi di trapianti da donatore vivente e solo nel 13% dei casi di trapianti da donatore cadavere).

Tecniche innovative nel trapianto di rene da donatore vivente: meno invasività, più qualità


Il prelievo del rene da un donatore vivente può essere eseguito mediante incisione chirurgica classica -tecnica open- oppure mediante tecniche mininvasive come la laparoscopia/retroperitoneoscopia standard e la hand-assisted laparoscopia.
L'invasività chirurgica ha sempre rappresentato un fattore condizionante negativo nella decisione di donare un rene; le tecniche mininvasive di prelievo hanno consentito un ampliamento sia in senso numerico che qualitativo del programma dei trapianti di rene presso il nostro ospedale, proponendo un'offerta più gradita ai potenziali donatori.

La tecnica laparoscopica classica consiste nell'introduzione di un'ottica attraverso l'ombelico e successivamente di altri trocar operativi in addome. Una volta che si prepara e si isola il rene, si procede alla sua estrazione, solitamente mediante un'incisione sovra-pubica. Questa stessa procedura può essere eseguita per via retroperitoneoscopica mediante l'introduzione dell'ottica e dei trocar operativi in regione lombare e successiva estrazione del rene mediante incisione lombotomica. La tecnica laparoscopica, ormai ampiamente standardizzata, è utilizzata in maniera diffusa poiché caratterizzata da un migliore risultato estetico e da minor dolore postoperatorio rispetto alla tecnica "open".

La tecnica "hand assisted" laparoscopica consiste nell'introduzione di un trocar a livello della cresta iliaca e nell'eseguire una minincisione sovra-pubica attraverso cui è introdotta la mano del chirurgo. L'operatore, per via retroperitoneoscopica, utilizzando la sua mano, esegue la liberazione del rene sotto visione, mediante l'ottica inserita nel trocar. Successivamente il chirurgo seziona il peduncolo vascolare, identificato con la sua mano, mediante una suturatrice introdotta attraverso il trocar dopo aver rimosso l'ottica. Infine il rene viene estratto attraverso l'incisione sovra-pubica. Tale tecnica, introdotta di recente, ha trovato un buon consenso poiché anche questa presenta il vantaggio di un miglior risultato estetico e di una riduzione della degenza postoperatoria rispetto alla tecnica open. Inoltre è sicura ed eseguibile in pazienti obesi e con una complessa anatomia vascolare renale.