I Vaccini. Storia, resistenze, pericoli.

I vantaggi per la vita, il rischio del ritorno delle malattie
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Lo strumento medico che ha salvato più vite umane
Dopo la potabilizzazione dell'acqua, che non è stato un intervento di carattere medico, possiamo affermare con certezza che il vaccino è stato lo strumento medico che ha salvato il maggior numero di vite umane. Le vaccinazioni hanno salvato centinaia di milioni di vite, al punto che, a tutt'oggi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che ammontano a 2-3 milioni le vite di bambini che vengono salvate ogni anno, per il solo fatto di prevenire queste quattro malattie: difterite, pertosse, morbillo, tetano.
Si stima che se non avessimo sconfitto il vaiolo con la vaccinazione, ogni anno morirebbero 5 milioni di persone tra bambini e adulti. 

E' evidente quanto l'impatto delle vaccinazioni sulla popolazione mondiale sia straordinario. Se calcoliamo che nella prima metà del ‘900 la mortalità infantile si aggirava tra il 20 e il 30%, ed oggi si trova poco sopra il 3 per mille, non si hanno dubbi sulla rivoluzione in termini di sopravvivenza che il vaccino ha introdotto. Il crollo della mortalità è dovuto al crollo delle malattie infettive, in parte a quelle prevenute con le vaccinazioni.

Ostilità e resistenze nella storia
Nonostante questi dati sconvolgenti, dalla fine del ‘700 - dall'introduzione del vaccino contro il vaiolo da parte di Edward Jenner- l'introduzione di questi preparati ha riscontrato forti resistenze, che nelle epoche hanno assunto significati diversi e sono state argomentate diversamente.
All'epoca di Jenner erano due le argomentazioni di coloro che si rifiutavano di accogliere positivamente le vaccinazioni:

si riteneva, sostanzialmente, che fosse innaturale e folle iniettare del materiale animale nell'uomo. La vaccinazione jenneriana consisteva nel prendere il materiale del vaiolo bovino e di iniettarlo nell'uomo;
per i fondamentalisti non era giusto che l'uomo curasse le malattie, perché in qualche modo si opponeva alla divina provvidenza.

In seguito, nell'800, ci si rese conto che il vaccino antivaiolo aveva un'efficacia straordinaria, tanto che alcuni stati lo resero obbligatorio per legge. Anche qui, ci fu una violenta reazione di tipo liberale, argomentata dalla volotnà di proteggere la libertà dell'individuo dall'intromissione dello stato nelle scelte personali dell'uomo e della sua vita. Forti obiezioni si scatenarono un po' ovunque, in particolare in Inghilterra, in Olanda, e in Svezia. A Stoccolma la vaccinazione venne abbandonata del tutto  fino al 1870, quando una forte epidemia di vaiolo causò la morte del 25% della popolazioneAllora, semplicemente, si decise per il ripristino della vaccinazione.

Per quasi tutto il ‘900, poi, non si registrarono grandi obiezioni, per tanti motivi:
per le ostilità che avevano incontrato nel secolo scorso, immeritate;
l'esplosione della poliomelite, per via del baby boom, nell'immediato dopoguerra, che ha fatto sì che le vaccinazioni venissero viste in maniera positiva.

Negli anni ‘80 è nato un nuovo movimento anti-vaccinale, alimentato da ideali diversi: il movimento, che corrisponde a quello attuale, si basa sulla sfiducia nella scienza, nella medicina, nella classe medica in generale. Si basa su un relativismo culturale o etico, che è la filosofia dominante, purtroppo, nella civiltà occidentale di oggi.

Contro il vaccino, a favore delle malattie
Inizialmente si è pensato che informare di più, rendere più consapevoli i genitori, appellarsi alla loro ragione, fosse il modo migliore per convincere i genitori dell'importanza delle vaccinazioni, come strumento indispensabile per proteggere i loro figli da alcune malattie. I fatti invece hanno dimostrato che informare troppo diminuisce l'accettazione delle vaccinazioni, paradossalmente.
Questo in linea con l'atteggiamento generale della società post-moderna e della medicina post-moderna. Non esiste più il vero o il falso. La comunità scientifica va rifiutata. Per questo l'appello alla ragione diventa difficile.

Gli esperti di vaccinazioni pensano che l'appello migliore sia l'appello all'irrazionalità, al sentimento, alle sensazioni, ricorrendo ai meccanismi cui fa leva il movimento anti vaccinale, che fa vedere bambini o adulti con malattie gravi che attribuiscono –spesso senza ragione- alle vaccinazioni.
Bisognerebbe far vedere loro tutti quei bambini che purtroppo noi vediamo spesso nel nostro Ospedale, che hanno gravi complicanze o muoiono per un morbillo o per le altre malattie che si possono prevenire con le vaccinazioni.

Si registra, purtroppo sempre più di frequente, il ritorno di malattie che pensavamo di aver sconfitto. Il morbillo, per esempio, è il caso di ritorno più inquietante. Quasi scomparso nel primo decennio di questo secolo, ormai è tornato. E non stupisce questo ritorno, perché i dati di copertura –ovvero di bambini vaccinati- hanno registrato un 3-4% di diminuzione in un decennio.
In Emilia Romagna è raddoppiato il numero di obiettori alla vaccinazione, mentre nella provincia autonoma di Trento questo numero è cresciuto addirittura di 3 volte e mezzo rispetto a dieci anni fa.

È evidente che c'è una forte riluttanza dei genitori a vaccinare i propri figli, e questa avversione si traduce nel ritorno delle malattie soprattutto, in questo momento, di morbillo e pertosse.

I Vaccini. Storia, resistenze, pericoli.

Il Prof. Alberto Ugazio, direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica OPBG, parla a 360 gradi della vaccinazione, dalle origini fino ai giorni nostri.

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