Idrocefalo

È la dilatazione dei ventricoli cerebrali. Il trattamento è chirurgico e prevede due possibili interventi: l'impianto di una cannula flessibile e quello mediante tecniche endoscopiche
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08 May 2017

CHE COS'È
L'idrocefalo è la dilatazione dei ventricoli cerebrali causata da un eccessivo accumulo di liquido cefalo-rachidiano (liquor) che determina un aumento della pressione all'interno del cranio. Il liquor si accumula perché incontra ostacoli al deflusso (idrocefalo ostruttivo) oppure perché sono alterati i normali meccanismi di riassorbimento.

COME SI FA LA DIAGNOSI 
I sintomi che portano alla diagnosi di idrocefalo sono differenti in base alla fascia d'età dei pazienti.
Nel neonato la maggiore e più evidente sintomatologia è data dall'incremento della circonferenza cranica con fontanella anteriore tesa e pulsante, maggiore evidenza del reticolo venoso epicranico, comparsa di letargia o irritabilità, occhi "a sole calante" (gli occhi sembrano guardare sempre verso il basso, incapaci di guardare in alto).
Nel bambino dopo il primo anno d'età la sintomatologia è caratterizzata da cefalea insistente, vomito ripetuto non direttamente connesso con l'alimentazione, sonnolenza, disturbi visivi, in alcuni casi crisi epilettiche, comparsa degli occhi "a sole calante".
La conferma di idrocefalo viene effettuata mediante ecografia cerebrale (attraverso la fontanella anteriore) nel neonato/lattante, mentre per il bambino dopo l'anno d'età (che ha quindi la fontanella anteriore chiusa) si procede alla esecuzione di TC encefalo.
La diagnosi di idrocefalo può anche essere posta durante la gravidanza mediante la ecografia morfologica con evidenza di dilatazione del sistema ventricolare. Dopo la nascita il paziente viene sottoposto a ecografia attraverso la fontanella anteriore (transfontanellare) e successiva risonanza magnetica dell'encefalo che permette di meglio individuarne la causa (lesioni espansive sottostanti: cisti aracnoidee intra/extraventricolari).

COME SI CURA
Il trattamento dell'idrocefalo è chirurgico e differenziato secondo la fascia d'età e la causa d'insorgenza. 
Nel caso di idrocefalo ostruttivo, che nella maggior parte delle volte è provocato da una emorragia all'interno dei ventricoli cerebrali con conseguente rallentamento/ostacolo della circolazione liquorale, il trattamento chirurgico consente di risolvere la problematica idrocefalica. Vi sono due possibilità di intervento:

- L'impianto di una cannula flessibile che mette in comunicazione i ventricoli con il peritoneo (shunt ventricolo-peritoneale) permettendo il passaggio del liquor in eccesso dai ventricoli al peritoneo dove viene riassorbito. Il flusso di liquor è controllato mediante uso di valvole magnetiche regolabile dall'esterno o mediante l'uso di valvole a pressione fissa- bassa, media, alta;
- Intervento mediante tecniche endoscopiche che, creando una comunicazione diretta tra il pavimento del terzo ventricolo e le cisterne liquorali della base cranica, permette al liquor di riprendere la normale circolazione intorno al cervello (ventricolo-cisternostomia). 

Mentre la prima tipologia di intervento è applicabile con successo in qualunque fascia d'età, la seconda (ventricolo-cisternostomia) ha un maggiore possibilità di riuscita in bambini con una età superiore all'anno di vita. Questo perché la presenza di maggiore elasticità/adattabilità del cranio nel neonato/lattante, non garantisce pressioni intracraniche stabili con conseguente maggiore probabilità di chiusura della apertura (stomia) ventricolo-cisternale.


a cura di: Marras Carlo Efisio
Unità operativa di Neurochirurgia
In collaborazione con: