Il gioco

Attraverso il gioco il bambino conosce e sperimenta il mondo. Deve avere quotidianamente del tempo libero per dare spazio alla fantasia e alla creatività
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01 October 2019


CHE COS'È

Giocare è una cosa seria, ricordava anni fa Bruno Munari. Per tutta l'infanzia, e anche in adolescenza, il gioco non è solo svago e divertimento. Il gioco è l'attività principale attraverso cui conosciamo e ci sperimentiamo nel mondo. Numerosi studi mostrano che l'attività di gioco è lo stimolo migliore per lo sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini. Conoscere il valore del gioco vuol dire dunque imparare a rispettarne i tempi e i luoghi. È infatti fondamentale che ogni bambino possa avere quotidianamente un giusto tempo di gioco libero. Un gioco in cui il bambino possa sperimentarsi utilizzando la fantasia e la creatività come principale strumento di gioco. 

QUALI GIOCHI SONO PIÙ ADATTI NEL PRIMO ANNO DI VITA
Il gioco nel primo anno passa attraverso la relazione corporea con i genitori. Molte ricerche sullo sviluppo del cervello, infatti, sono d'accordo su un'idea: sia le capacità relative al movimento sia lo sviluppo delle capacità di conoscere (sviluppo cognitivo) sono favoriti dalla relazione corporea.
Nei primi mesi, tenere i bambini a contatto con il proprio corpo, magari portandoli con una fascia o con un marsupio adatto all'età, favorisce la regolazione delle funzioni vitali, la riduzione dello stress e la comunicazione tra il bambino e il genitore. Dopo i primi mesi di vita, il corpo del genitore, con l'aiuto di un materasso rigido da tenere per terra nella cameretta o in salone, può diventare la palestra su cui far giocare il bambino. Arrampicandosi, spingendosi e rotolandosi sul corpo del genitore i bambini apprenderanno progressivamente nuove capacità motorie: la posizione seduta, il gattonamento, il porsi in piedi da solo.
Oltre alle capacità motorie, anche i sensi si sviluppano progressivamente durante il primo anno. Dopo i 4-6 mesi, quindi, i giochi possono essere dedicati anche allo stimolo della sensorialità (il modo in cui le informazioni vengono colte dai sensi). Il bambino a questa età ama toccare, muovere, osservare, annusare, ascoltare, assaggiare. In questo modo il bambino impara a conoscere se stesso e il mondo. E gli oggetti più interessanti e stimolanti per lui sono proprio gli oggetti che ci circondano nella vita quotidiana. Una scelta utile in questa fase è la preparazione del cosiddetto "cesto dei tesori". Si prende un bel cesto, di stoffa o di vimini, e lo si riempie con oggetti della quotidianità domestica, scegliendo materiali, forme e colori diversi: un cucchiaio di legno da cucina, un pennello per il trucco, una bottiglietta, uno spazzolino da denti, una spazzola, un rotolo di nastro adesivo. Il bambino sarà incuriosito dagli oggetti perché sono quelli che usiamo ogni giorno. La manipolazione e il contatto con materiali diversi stimolerà lo sviluppo delle capacità motorie e della sensorialità. Quando il bambino avrà giocato ed esplorato a lungo questi oggetti, se ne può sostituire uno o due mischiando nella cesta oggetti nuovi e oggetti già conosciuti. Ovviamente, nella fase di preparazione, evitate accuratamente oggetti piccoli che possono essere pericolosamente inalati. Sempre scegliendo gli oggetti con cura, si può anche immaginare un piccolo sacchetto dei tesori da viaggio, per intrattenere il bambino mentre si è fuori casa. 

CHE COSA È IL GIOCO SIMBOLICO
A partire dal secondo anno di vita il gioco si trasforma, e i bambini cominciano a "fare finta di": è l'inizio del cosiddetto gioco simbolico. Ma il gioco simbolico non è solo un gioco. Si tratta, come abbiamo detto, di un'esperienza fondamentale per lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo di tutti i bambini. Durante il gioco simbolico, il bambino si trova in una condizione speciale: può esplorare il mondo della fantasia, può confrontarsi con un numero infinito di situazioni, e può in questo modo allargare il suo campo di azione oltre il mondo che lo circonda. Ogni giorno il bambino potrà decidere di vivere nuove avventure, nuovi incontri, nuove sfide. E tramite queste esperienze potrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con le proprie risorse. Imparerà così a conoscersi, ad esprimere le proprie potenzialità in una situazione protetta, perché nel gioco simbolico il bambino può sempre scegliere come va a finire. Il gioco diventa così una palestra di vita, ma anche un luogo speciale per la comunicazione e lo scambio affettivo tra il bambino e gli adulti che se ne prendono cura. 

COME SI SVILUPPA IL GIOCO SIMBOLICO
Questo percorso inizia con il così detto gioco imitativo: tra i 12 e i 18 mesi i bambini iniziano a imitare le azioni di accudimento e i gesti che vivono quotidianamente (cullare, dare la pappa, dormire, bere). Sono anticipazioni del vero gioco simbolico, il bambino di solito a questa età riesce a farli solo alla presenza e grazie all'aiuto dell'adulto.
Dai due anni i bambini iniziano ad allargare queste imitazioni creando delle brevi storie (cucinare la pappa e portarla alla mamma, imitare un animale che compie un azione, pulire con la scopa), l'ispirazione è data sempre dalle azioni che il bambino vede svolgere intorno a sé. Il bambino ha bisogno di oggetti reali da usare in modo simbolico (il bicchiere per far finta di bere, le pentoline per far finta di cucinare). A questa età spesso i bambini giocano alla presenza di altri bambini ma senza una reale collaborazione nel gioco. Parallelamente al gioco simbolico emerge poco alla volta il linguaggio.
Dai tre anni in poi le trame di gioco diventano sempre più articolate, i bambini amano travestirsi impersonando i protagonisti delle loro storie e successivamente utilizzano pupazzi o personaggi per mettere in scena le loro storie. Il materiale di gioco è utilizzato in modo sempre più simbolico (un pennarello può diventare un biberon, un pezzo di costruzione diventa un animale) fino a non aver bisogno quasi di nulla per poter inventare personaggi e storie. Il bambino si intrattiene per tempi sempre più lunghi nelle sue storie, riesce a giocare da solo così come con altri bambini in un vero scambio relazionale. 

LE REGOLE DEI GIOCHI SONO IMPORTANTI
Verso i 5 anni i bambini iniziano a coinvolgersi in giochi più strutturati che prevedono il rispetto di regole (il gioco dell'oca, un due tre stella, fino a giochi da tavola più complessi). Questi giochi permettono al bambino di confrontarsi con i coetanei imparando l'importanza e il valore delle regole. Il giocare diventa allora una palestra di vita per i cittadini del domani. Un'esperienza spontanea e preziosa per imparare l'importanza del rispetto dell'altro e il valore morale delle regole all'interno della società.


a cura di: Francesca Bevilacqua
Unità Operativa di Psicologia Clinica
In collaborazione con: