L'altitudine, il freddo, il caldo: i rischi per la salute

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9 giugno 2014

Vademecum del viaggiatore - Parte terza

 

L'alta quota.

La permanenza a elevate altitudini e a temperature molto basse può comportare diversi problemi. Andranno escluse ovviamente prima della partenza tutte quelle patologie che controindicano le passeggiate ad alta quota (in particolare cardiopatie e patologie respiratorie gravi).

La prima regola è quella di non raggiungere alte quote troppo rapidamente. Il mal di testa, l'insonnia, la spossatezza, la perdita di appetito e la nausea sono segnali evidenti di scarso adattamento all'altitudine. Se insorgono questi disturbi, generalmente entro 4 - 8  ore dall'arrivo in alta quota, l'ascensione va immediatamente interrotta. Se i sintomi persistono, malgrado la sosta, è necessario riscendere a valle.

L'altitudine e la neve potenziano l'effetto delle radiazioni solari. E' necessario pertanto proteggere le parti della pelle esposte con un filtro solare e utilizzare occhiali da sole per evitare dolore ed arrossamento agli occhi da fotofobia.

Le calzature che si indossano devono essere leggere e flessibili, devono coprire le caviglie e devono essere ben allacciate. 

Il cibo e le bevande devono essere adattate al fabbisogno energetico e alla perdita di liquidi legati all'aumento dell'attività fisica. La colazione è il pasto a cui dedicare più attenzione.

Il caldo e i colpi di calore.

Il nostro organismo deve mantenere costante la temperatura corporea, indipendentemente dalla temperatura esterna. La sudorazione, disperdendo il calore, permette di mantenere costante la temperatura. Se non si realizza questo meccanismo di compensazione si può avere un colpo di calore. Sono tre i fattori che possono intervenire, potenziandosi a vicenda: l'aumento della temperatura, l'aumento dell'umidità e l'assenza di ventilazione. È possibile quindi avere malesseri, anche per temperature non molto elevate, se vi è alta umidità e assente ventilazione.

Il colpo di sole può essere considerato come un particolare colpo di calore dove, per l'esposizione diretta ai raggi solari, si manifestano anche eritemi o ustioni.

È molto importante riconoscere i primi segni del colpo di calore, per poter intervenire precocemente: senso di malessere con mancamento (sincope), nausea, vomito, febbre, mal di testa, respirazione frequente, crampi muscolari e, più raramente, disturbi neurologici quali delirio o convulsioni.

Particolare attenzione va riservata per i bambini con malattie croniche che più facilmente possono andare incontro a  un colpo di calore. 

Come prevenire il colpo di  calore:
- restare in casa nelle ore più calde  della giornata; 
- indossare abiti leggeri e di colore chiaro, con tessuti che facilitano la traspirazione; 
- utilizzare un ventilatore o l'aria condizionata (non meno di 23°) con la funzione di deumidificazione;
- somministrare una maggiore quantità di liquidi e privilegiare gli alimenti contenenti più acqua (frutta e verdura);
- non bere bevande troppo fredde;
- rinfrescarsi frequentemente con un bagno al mare o una doccia;
- non lasciare mai il bambino, neanche per breve tempo, in un veicolo parcheggiato all'aperto;
- non effettuare attività fisica nelle ore calde.

Cosa fare in caso di colpo di calore:
- sdraiare il bambino a terra con le gambe sollevate; 
- portarlo in un ambiente ombreggiato e fresco, meglio se provvisto di condizionatore o ventilatore;
- spruzzarlo con acqua sul corpo o utilizzare un asciugamano bagnato;
- se cosciente fargli bere acqua, non fredda, a piccoli sorsi;
- Chiamare il 118, se i sintomi sono gravi o il bambino non si riprende.