L'occhio e la vista: funzioni, sviluppo e controlli

Com'è fatto l'occhio, come funziona, come si sviluppa e quando fare i controlli
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17 December 2019

COM'È FATTO L'OCCHIO E COME FUNZIONA
Per poter parlare delle tappe dello sviluppo della capacità visiva, bisogna ricordare l'anatomia delle strutture coinvolte nella visione:

- Le immagini vengono catturate dall'occhio, che può essere paragonato a una moderna e sofisticata telecamera;
- Le immagini catturate sono trasmesse attraverso il nervo ottico al cervello. Il nervo ottico funziona come il cavo che collega la telecamera al computer;
- Il cervello riconosce le immagini catturate dall'occhio e trasportate dal nervo ottico, esattamente come farebbe un computer.

Il bulbo oculare, come una telecamera, è costituito da diverse strutture, fondamentali per catturare un'immagine il più possibile fedele alla realtà.
La cornea è la membrana trasparente che si trova davanti all'occhio. Può essere paragonata al vetro curvo dell'obiettivo fotografico e deve essere perfettamente trasparente per far passare l'immagine senza modificarla. Insieme al cristallino, che è posto dietro l'iride, la cornea, con la sua curvatura serve a far convergere l'immagine sulla retina.
L'iride, la parte colorata dell'occhio, svolge la stessa funzione del diaframma della macchina fotografica: quando c'è molta luce si restringe, per evitare di essere abbagliati mentre con la penombra o il buio l'iride si dilata, per far arrivare più luce possibile.
Il cristallino si trova dietro l'iride ed è una lente trasparente che, con la sua elasticità, ci permette di focalizzare le immagini provenienti da vicino e da lontano, come un obiettivo multifocale con autofocus.
Una volta che le immagini hanno attraversato queste strutture, devono raggiungere la retina attraversando il corpo vitreo, una massa gelatinosa, trasparente e incolore che riempie l'occhio.
La retina è un insieme di membrane costitute da cellule nervose, alcune delle quali in grado di catturare le immagini (coni e bastoncelli) e altre che servono a connettere tra loro tutte le altre cellule per formare l'immagine completa. Lo stesso meccanismo è alla base del funzionamento dei monitor che utilizziamo tutti i giorni per visualizzare le immagini: quanti più pixel o LED vengono arruolati dallo schermo, tanto più l'immagine risulterà nitida.
Tutte le informazioni visive ricevute vengono raccolte da un unico cavo, ovvero il nervo ottico, che svolge la funzione di trasferire le immagini al cervello. Il cervello ha il compito di riconoscere le immagini (che cos'è l'oggetto che vedo? A cosa serve? Chi è la persona che vedo?). Nel loro percorso, i due nervi ottici si scambiano alcune fibre per creare il campo visivo e la visione tridimensionale.
Alla nascita, le cellule che vanno a costituire la retina non sono connesse tra loro. Il processo di connessione avviene grazie allo stesso stimolo visivo. Se ne deduce che i primi mesi di vita sono fondamentali per lo sviluppo della capacità visiva. Cercare di rimuovere o curare il prima possibile qualsiasi imperfezione o malattia che impedisce lo sviluppo della visione (opacità corneali, cataratta congenita, malformazioni), diventa una priorità assoluta per garantire lo sviluppo della migliore visione possibile.

COME SI SVILUPPA LA VISTA
Sulla base di queste premesse è possibile stendere un calendario teorico della capacità visiva:

- 0-4 mesi: non sono ancora stabilite completamente le connessioni tra le cellule della retina. Il neonato è in grado di percepire la visione degli oggetti, di capirne il movimento, ma non ha delle immagini nitide. È il periodo più importante per maturare una buona vista. Per questo motivo, malattie come la cataratta congenita devono essere operate il prima possibile;
- 5-8 mesi: le connessioni tra cellule della retina migliorano e si completano, per cui il neonato comincia ad avere buone immagini, tali da stimolare anche una coordinazione dei movimenti oculari;
- Dopo i 12 mesi: il bambino comincia ad avere un'immagine nitida e un buon controllo della motilità oculare.

LA VISITA OCULISTICA
La visita oculistica, effettuata alla nascita e a un anno di età, è fondamentale al fine di escludere quelle malattie malformative che possono interferire con lo sviluppo della vista.
Una differente visione tra i due occhi può essere l'inizio e la causa di una ambliopia (o occhio pigro). Non è vero che non è possibile valutare un difetto visivo in età pre-scolare. Ad un anno di età, somministrando un collirio che dilata la pupilla, l'oculista è in grado di stabilire qual è il difetto visivo ed eventualmente migliorare la visione, prescrivendo un occhiale.
La visita a 3 anni di età permette di stabilire se il bambino necessita di occhiali o di un trattamento anti-ambliopico (bendaggio).
Se i primi tre controlli non hanno evidenziato malattie, il bambino dovrà essere visitato prima dell'inizio della scuola elementare.
Calendario consigliato delle visite oculistiche:

- Alla nascita o entro i 4-6 mesi di vita;
- A 1 anno di età;
- A 3 anni di età;
- A 5-6 anni di età.

Le visite successive verranno eventualmente fissate in base ai risultati della visita oculistica.

Percorsi di Cura e Salute: l'occhio e i disturbi della vista


a cura di: Antonino Romanzo
Unità Operativa di Chirurgia Oculistica Ambulatoriale
In collaborazione con: