L'occhio: come è fatto e come funziona la vista nel bambino

L'occhio funziona come una moderna telecamera collegata a un computer
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22 October 2020

COM'È FATTO L'OCCHIO E COME FUNZIONA
Sin dalla prima infanzia, la vista si sviluppa attraverso diverse tappe che dipendono da interazioni complesse tra varie strutture dell'occhio e del cervello.
Le possiamo immaginare come le connessioni tra una fotocamera e un computer:

- Le immagini vengono catturate dall'occhio: moderna e sofisticata telecamera;
- Le immagini sono trasmesse attraverso il nervo ottico al cervello. Il nervo ottico funziona come il cavo che collega la telecamera al computer;
- Il cervello riconosce le immagini catturate dall'occhio e trasportate dal nervo ottico, esattamente come farebbe un sofisticato computer.

L'occhio - o bulbo oculare -  è costituito, come una telecamera, da diverse strutture, fondamentali per catturare un'immagine il più possibile fedele alla realtà. Queste strutture anatomiche sono:

- La cornea che è la membrana trasparente che si trova davanti all'occhio. Può essere paragonata al vetro curvo dell'obiettivo fotografico e deve essere perfettamente trasparente per far passare l'immagine senza modificarla. Insieme al cristallino, che si trova dietro l'iride, la cornea, con la sua curvatura, serve a far convergere l'immagine sulla retina;
- L'iride, la parte colorata dell'occhio, svolge la stessa funzione del diaframma della macchina fotografica: quando c'è molta luce si restringe, per evitare di essere abbagliati mentre con la penombra o il buio l'iride si dilata, per far arrivare più luce possibile;
- Il cristallino si trova dietro l'iride ed è una lente trasparente che, con la sua elasticità, ci permette di focalizzare le immagini provenienti da vicino e da lontano, come un obiettivo multifocale con autofocus.

Come viaggia l'immagine dall'occhio al cervello:
Una volta che le immagini hanno attraversato le strutture dell'occhio, raggiungono la retina attraversando il corpo vitreo, una massa gelatinosa, trasparente e incolore che riempie l'occhio.
La retina è un insieme di membrane costitute da cellule nervose, alcune delle quali in grado di catturare le immagini (coni e bastoncelli) e altre che servono a connettere tra loro tutte le altre cellule per formare l'immagine completa. Lo stesso meccanismo è alla base del funzionamento dei monitor che utilizziamo tutti i giorni per visualizzare le immagini: quanti più pixel o LED vengono attivati sullo schermo, tanto più l'immagine risulterà nitida.
Tutte le informazioni visive ricevute vengono raccolte da un unico cavo, il nervo ottico, che svolge la funzione di trasferire le immagini al cervello. Il cervello ha il compito di riconoscere le immagini (che cos'è l'oggetto che vedo? A cosa serve? Chi è la persona che vedo?). Nel loro percorso, i due nervi ottici si scambiano alcune fibre per creare il campo visivo e la visione tridimensionale.

COME SI SVILUPPA LA VISTA
Alla nascita, le cellule che vanno a costituire la retina non sono connesse tra loro. Il processo di connessione avviene grazie allo stesso stimolo visivo. Per questo, i primi mesi di vita sono fondamentali per lo sviluppo della vista.
Capire come vede il neonato e cercare di rimuovere o curare il prima possibile qualsiasi difetto o malattia che impedisce lo sviluppo della visione (opacità corneali, cataratta congenita, malformazioni dell'occhio), è estremamente importante per garantire lo sviluppo della migliore visione possibile.
Sulla base di queste premesse si possono delineare le tappe dello sviluppo della vista nei bambini:

- Da 0 4 mesi: non sono ancora stabilite completamente le connessioni tra le cellule della retina. Il neonato è in grado di percepire la visione degli oggetti, di capirne che sono in movimento, ma non vede immagini nitide. È il periodo più importante per maturare una buona vista. Per questo motivo, malattie come la cataratta congenita devono essere operate prima possibile;
- Da 5 a 8 mesi: le connessioni tra cellule della retina migliorano e si completano. Il neonato comincia a vedere buone immagini, tali da stimolare anche la coordinazione dei movimenti oculari;
- Dopo i 12 mesi: il bambino vede un'immagine nitida e ha un buon controllo della motilità oculare.

LA VISITA OCULISTICA DI CONTROLLO
I controlli dall'oculista
devono essere regolari per scoprire in tempo difetti della vista o malattie dell'occhio di cui il bambino piccolo non è in grado di riferire. Le visite oculistiche di controllo vanno effettuate:

- Alla nascita o entro i 4-6 mesi di vita;
- A 1 anno di età;
- A 3 anni di età;
- A 5-6 anni di età.

La visita oculistica è fondamentale al fine di escludere quelle malattie malformative che possono interferire con lo sviluppo della vista. Per questo la prima visita dall'oculista va effettuata alla nascita o nei primi mesi.
Durante l'età prescolare, possono essere diagnosticati specifici difetti della vista: a un anno di età, somministrando un collirio che dilata la pupilla, l'oculista è in grado di stabilire qual è il difetto visivo ed eventualmente correggerlo prescrivendo gli occhiali.
La visita a 3 anni di età permette di diagnosticare l'"occhio pigro" (ambliopia) e stabilire se il bambino necessita di occhiali o di un trattamento correttivo (bendaggio). Una differente visione tra i due occhi, infatti, può essere l'inizio e la causa di una ambliopia, vale a dire di una ridotta capacità di vedere da parte di uno dei due occhi.
Se i primi tre controlli non hanno evidenziato malattie, il bambino dovrà essere visitato prima dell'inizio della scuola elementare (5-6 anni di età). Le visite successive verranno eventualmente fissate in base ai risultati della visita oculistica.

Percorsi di Cura e Salute: l'occhio e i disturbi della vista


a cura di: Antonino Romanzo
Unità Operativa di Chirurgia Oculistica Ambulatoriale
In collaborazione con: