La chirurgia mini-invasiva per il trattamento delle patologie cerebrali e midollari

La Neurochirurgia, una delle branche più "moderne" della medicina, ancora più all'avanguardia grazie all'implementazione della chirurgia mini-invasiva
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Nonostante affondi le sue radici in tempi assai remoti, è solo tra gli anni '60 e '70 che la neurochirurgia raggiunge la sua attuale identità medica e scientifica e si discosta definitivamente dalla chirurgia generale. L'inserimento negli anni '80 del microscopio operatorio ha aperto una nuova visione dell'anatomia del sistema nervoso centrale, permettendo di arrivare a conoscere strutture prima invisibili.

Con l'ausilio delle moderne tecnologie neuroradiologiche è stato possibile definire con precisione non solo la causa della malattia nervosa, ma anche lo stato e i rapporti che questa aveva con le aree cerebrali specifiche per lo svolgimento di funzioni complesse.
 

LE TECNICHE CHIRURGICHE MINI-INVASIVE: COSA SONO

Questa realtà ha favorito l'implementazione delle tecniche chirurgiche mini-invasive. In questo modo è stato possibile ridurre la mortalità e il rischio di comparsa di deficit neurologico postoperatorio, specie nei bambini; le metodiche endoscopiche, le tecniche di neuroimaging avanzato, insieme al monitoraggio neurofisiologico e alla tecnologia robotica, hanno permesso il raggiungimento di un ulteriore contenimento del rischio chirurgico.

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LA CHIRURGIA MINI-INVASIVA IN OPBG

Presso il Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione è disponibile un complesso percorso terapeutico che ha come prima fase la pianificazione del trattamento chirurgico di patologie dei tumori, delle epilessie e delle malformazioni. Attraverso la disponibilità di una specifica piattaforma virtuale, è possibile ottenere, oltre alla fedele ricostruzione anatomica delle aree cerebrali, la visualizzazione in 3D della corteccia cerebrale, delle strutture vascolari e una mappa delle funzioni della regione d'interesse del paziente.

Gli strumenti disponibili in OPBG per la realizzazione di procedure mini-invasive sono numerosi. L'assistenza di sistemi di neuronavigazione ottica, elettromagnetica o robot-assistita permette di evidenziare specifiche funzioni del cervello. Il tipo di navigazione viene scelto in base all'età del paziente e alla posizione della lesione, e permette di compiere movimenti di precisione in assoluta sicurezza. Gli endoscopi disponibili garantiscono interventi su patologie dei ventricoli cerebrali (cavità all'interno del cervello); il laser e l'aspiratore ad ultrasuoni consentono di rimuovere tumori e curare chirurgicamente alcune epilessie.

Oggi è possibile svolgere interventi che, grazie a strumenti di monitoraggio neurofisiologico (IOM), permettono una costante valutazione delle funzioni nervose in corso di intervento chirurgico. Grazie alle tecniche mini-invasive è inoltre possibile, su pazienti selezionati, il posizionamento di elettrodi cerebrali per la ricerca di aree epilettogene non delimitabili con l'elettroencefalografia tradizionale. Dopo l'impianto degli elettrodi il paziente potrà essere sottoposto alla registrazione in area di degenza per un periodo di tempo di circa 7-10 giorni.
Presso il DNN nel corso degli ultimi 5 anni sono state svolte circa 700 procedure mini-invasive con ottimi risultati.

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Focus On

Grazie alle più recenti implementazioni tecniche e tecnologiche, oggi è possibile eseguire interventi chirurgici anche di una certa complessità con l'ausilio di tecniche chirurgiche mini-invasive. Grazie a queste metodiche, interventi che prima sembravano irrealizzabili possono essere oggi effettuati con una procedura chirurgica più breve, con minore perdita ematica e conseguente riduzione dei tempi di degenza e probabilità di ricorso alla terapia neuroriabilitativa.


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