Laboratorio Esperienziale: "I gesti che parlano"

Strategie di prevenzione e gestione della violenza sul luogo di lavoro
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22 July 2017

La violenza sul luogo di lavoro è ormai universalmente riconosciuta come un importante problema di salute pubblica nel mondo (WHO, 2002). 

Il National Institute of Occupational Safety and Health definisce già nel 2002 la violenza sul luogo di lavoro come "…ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale contro persone che stanno svolgendo la propria attività lavorativa". 

Tutti i professionisti sanitari sono esposti al rischio di violenza, ma il rischio è più alto per il personale che ha maggiori contatti diretti con i pazienti in contesti critici e, in primo luogo, per gli infermieri dei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione, nello specifico nelle aree di Triage. Questi atti di violenza, oltre a provocare conseguenze negative nell'aggredito (demotivazione, burnout, abbandono del posto di lavoro), si possono ripercuotere negativamente anche sulla qualità dell'assistenza offerta ai pazienti. 

Il Ministero della Salute nella "Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari" del novembre 2007 ha definito tali atti come "eventi sentinella", che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione.  A tal fine, tra le azioni raccomandate, riveste un ruolo fondamentale la formazione del personale: "…ciascun operatore dovrebbe conoscere il concetto di "precauzioni universali della violenza", che riguarda gli episodi di violenza che possono essere evitati o mitigati mediante addestramento. Gli operatori a rischio dovrebbero poter ricevere una formazione sui rischi specifici connessi con l'attività svolta, inclusi i metodi di riconoscimento di segnali di pericolo o di situazioni che possono condurre ad aggressione, metodologie per gestire i pazienti aggressivi e violenti". 

Il Polo Didattico ha voluto ottemperare a questa raccomandazione già durante la formazione di base, attraverso un training mirato, affinché lo studente infermiere, futuro professionista, possa acquisire specifiche competenze sulla comunicazione difficile, sulla prevenzione e gestione del conflitto attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni. 

A tal fine, si è scelto di utilizzare come strategia formativa il Laboratorio Esperienziale (Experiential Learning), setting specifico per l'acquisizione di competenze e abilità relazionali e comunicative, attraverso il supporto di metodologie attive e partecipative (role-playing, drammatizzazione...) e multimediali che stimolano l'espressione delle emozioni e della creatività. 

Il 27 giugno presso la sede del Polo Didattico si è tenuto il laboratorio "I gesti che parlano" al quale hanno partecipato sedici studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Infermieristica e Infermieristica Pediatrica. Il Laboratorio è stata affidato alle counsellor professionali Carla Fosco, infermiera pediatrica (DMCCP) e Simonetta Piccari, infermiera (TIC). 

L'obiettivo di sviluppare le competenze relazionali per prevenire ed eventualmente gestire eventi aggressivi sul luogo di lavoro ha richiesto: 


l'approfondimento di concetti  e delle tecniche di base della comunicazione 
l'acquisizione di una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni, del proprio modo di comunicare e delle reazioni provocate negli altri, in particolare in paziente/famiglia violenta 
l'acquisizione di competenze specifiche per l'osservazione di segnali di aggressività (linguaggio verbale e non verbale, postura, prossemica e altro) 
l'acquisizione di strategie di comunicazione efficace per prevenire e gestire la relazione conflittuale.

I momenti fondamentali del Laboratorio sono stati: 


1. Esperienza del contatto visivo.  Secondo diverse teorie, guardarsi negli occhi per quattro minuti aumenta la conoscenza reciproca e la scoperta dell'altro più di qualsiasi altra tecnica. Gli studenti hanno così potuto sperimentare e liberare le loro emozioni più profonde in un contesto protetto

2. Role playing formativo. Tecnica simulativa che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di "attori", di rappresentare cioè alcuni ruoli in interazione tra loro, mentre altri partecipanti fungono da "osservatori" dei contenuti e dei processi che la rappresentazione manifesta. Ciò consente una successiva analisi dei vissuti, delle dinamiche interpersonali, delle modalità di esercizio di specifici ruoli e, più in generale, dei processi di comunicazione agiti nel contesto rappresentato. 

Quest'ultima tecnica ha permesso di rendere gli studenti maggiormente consapevoli dei propri atteggiamenti, sentimenti e vissuti nelle relazioni conflittuali, attraverso la simulazione di scenari scelti sulla base di episodi ai quali avevano effettivamente assistito durante il tirocinio clinico:

Atteggiamento aggressivo da parte di genitori dei bambini ricoverati in un area intensiva nei confronti dello studente infermiere, a seguito di numerosi dinieghi all'entrata motivati dalla gestione di emergenze multiple da parte del personale sanitario 
Comportamento violento e minacce verso gli infermieri da parte di utenti del triage dopo lunga attesa 
Modalità di comunicazione verbale aggressiva tra colleghi 

Gli scenari suggeriti dagli studenti sono stati opportunamente preparati e guidati dalle infermiere counsellor

Al termine di ogni simulazione è stato chiesto agli studenti di esprimere un feedback fenomenologico rispetto al comportamento/atteggiamento dello studente che rappresentava "l'aggredito".  

Attraverso tale "informazione di ritorno", gli studenti hanno potuto ampliare la presa di coscienza e la consapevolezza dei propri comportamenti di fronte a episodi violenti. 

Il laboratorio si è concluso con un debrifing di condivisione con tutto il gruppo di lavoro.

Gli studenti hanno manifestato un vivo interesse ed una attiva partecipazione all'iniziativa, dichiarando come il percorso seguito, seppur limitato ad una giornata, sia riuscito da una parte a suscitare emozioni intense attraverso gli scenari simulati, dall'altra a fornire anche i primi strumenti e le prime strategie per imparare a gestirle.