Le 4 cose da sapere sulle mielodisplasie

Sono sindromi preleucemiche che solo in alcuni casi si trasformano in tumori
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COSA SONO LE MIELODISPLASIE?

Le mielodisplasie sono malattie del sangue causate dal danneggiamento delle cellule staminali presenti nel midollo osseo. Le cellule staminali danneggiate non riescono a produrre un'adeguata quantità delle cellule del sangue e questo porta a un deficit di globuli rossi, globuli bianchi e/o piastrine.

Questo causa un impoverimento del sangue. Le mielodisplasie sono sindromi preleucemiche che in una certa percentuale di casi si trasformano in leucemia mieloide acuta, un tumore aggressivo delle cellule del sangue.
 

QUALI SONO I SINTOMI?

Spesso i pazienti si accorgono della malattia in maniera accidentale, facendo esami del sangue per altri motivi. Altri, invece, avvertono sintomi dovuti alla carenza di uno o più gruppi di cellule.

Spesso è presente anemia e dunque una riduzione dei globuli rossi che può causare debolezza e difficoltà nella respirazione. Altre volte è la carenza di globuli bianchi a farsi sentire con infezioni batteriche ripetute o prolungate. Lividi, ematomi, macchie sulla pelle o perdita di sangue dal naso, dalle gengive o dall'apparato gastro-intestinale sono provocati dalla carenza di piastrine. Alcuni dei pazienti lamentano un ingrossamento del fegato, della milza o dei linfonodi. Se non si interviene i sintomi peggiorano e la malattia può evolvere in leucemia mieloide acuta.
 

QUAL È L'INCIDENZA DELLA MALATTIA? 

Le Mielodisplasie rappresentano il 3% di tutti i tumori del sangue che si sviluppano in età pediatrica. La classificazione delle Mielodisplasie in età pediatrica è complicata dal fatto che alcuni bambini le sviluppano insieme a patologie congenite come Neurofibromatosi di tipo I, Anemia di Fanconi, Neutropenia Congenita Grave, Sindrome di Down o Sindrome di Noonan.

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QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

Le cause non sono ancora note tuttavia l'esposizione a radiazioni e sostanze tossiche (come solventi, pesticidi, farmaci chemioterapici) può aumentare il rischio di sviluppare una sindrome mielodisplastica.

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QUALE TERAPIE ESISTE?

Il trattamento delle mielodisplasie nei bambini, ma anche negli adulti, non è ancora ben definito. Prima dell'evoluzione in leucemia, il paziente è sottoposto a una chemioterapia blanda e soprattutto a una terapia sostitutiva con fattori di crescita che aiutano le cellule del sangue sane a moltiplicarsi.

Il trapianto di midollo osseo, da un familiare o da un donatore iscritto nel registro dei donatori, è una delle alternative da prendere in considerazione. Oltre a questo ci si può sottoporre a terapie di supporto, come trasfusioni frequenti, che non curano la malattia ma ne alleviano i sintomi.

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