Varicella: un'irritazione "a cielo stellato"

La Varicella è una malattia auto-limitantesi ma altamente contagiosa: meglio non esporre i più piccoli e donne in gravidanza
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La Varicella è una malattia infettiva esantematica causata dal virus Varicella Zoster, prevenibile con vaccino. Colpisce soprattutto i bambini in età scolare. È estremamente contagiosa, da 2 giorni prima dell'esantema fino alla formazione di lesioni crostose. Il contagio avviene per via aerea o per contatto con il liquido contenuto nelle vescicole. Dopo l'infezione, il virus rimane dormiente nelle radici nervose. La sua riattivazione determina il quadro dell'Herpes Zoster o Fuoco di Sant'Antonio.

MANIFESTAZIONI CLINICHE

Il periodo d'incubazione è di 10-21 giorni, seguito da 24 ore di febbre e malessere. La fase esantematica è caratterizzata da lesioni inizialmente maculo-papulari pruriginose che evolvono in vescicole, a contenuto dapprima liquido-sieroso poi torbido (pustole), fino a diventare lesioni crostose. Iniziano sul cuoio capelluto, per poi estendersi a viso, tronco, addome, genitali e arti.
Tale rash (un cambiamento del colore delle pelle dovuto a un irritazione) è anche detto "a cielo stellato" per presenza di elementi in tutti i diversi stadi evolutivi.

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La varicella raramente è grave nel bambino sano. Al contrario bambini piccoli (soprattutto neonati) o con depressione delle difese immunitarie possono avere forme gravi. La complicanza più comune è la sovrainfezione batterica delle vescicole, per cui è buona norma non toccarle; più raramente compaiono polmonite, meningo-encefalite, problemi epatici e renali. La diagnosi è clinica. Per conferma del sospetto, si può effettuare la ricerca di anticorpi specifici su sangue e del virus sulle vescicole.

La terapia è solo di supporto: antipiretici per la febbre, antistaminici per il prurito, antibiotici per eventuali complicanze batteriche. Finché ci sono le croste evitare l'esposizione al sole. Il trattamento con farmaco antivirale (aciclovir) deve essere deciso dal medico. È indicato nel bambino immunocompromesso, nei neonati, nelle forme più gravi e deve essere comunque iniziato entro le prime 24-48 ore dall'esordio dell'esantema.


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Approfondimento a cura della dott.ssa Maia De Luca tratto dall'uscita di aprile del magazine multimediale "A scuola di salute"