Malattie infettive in gravidanza: rosolia, quinta e sesta malattia, scarlattina, morbillo e varicella

Per le future mamme è importante sapere quali sono le malattie esantematiche pericolose in gravidanza
Stampa Pagina

24 May 2018

CHE COSA SONO
Durante la gestazione, più frequentemente quando il bimbo atteso è il secondo figlio, la futura mamma può entrare in contatto con virus e batteri responsabili delle malattie infettive più comuni negli anni dell'infanzia.
Se la mamma non ha contratto queste malattie da bambina o non è stata vaccinata, c'è il rischio che l'infezione si sviluppi proprio nel corso dei nove mesi di gravidanza. Tra le malattie infettive più a rischio in gravidanza, la prima fra tutte è la rosolia
La rosolia è una malattia virale ma in genere innocua, tuttavia, se contratta nelle prime 16 settimane di gestazione può essere molto pericolosa per il feto.
Quinta malattia, sesta malattia, varicella ecc, sono malattie che possono interferire, anche seriamente, con il benessere del bebè che sta crescendo nella pancia.
Quali infezioni sono più pericolose per la futura mamma? Come prevenire e/o gestire la situazione in caso di contagio?

LA QUINTA E LA SESTA MALATTIA
Febbre, eritema o arrossamenti della cute sono i primi e più frequenti segnali di una malattia esantematica in corso.
"Il megaloeritema infettivo", noto come quinta malattia, è causato da un virus molto piccolo, il parvovirus B19. Nel bambino grandicello la quinta malattia si manifesta con un intenso rossore sulle guance (come se il bimbo fosse accaldato, avesse preso il sole o fosse stato schiaffeggiato), un esantema reticolare sugli arti, generalmente accompagnato da febbricola o addirittura in assenza di febbre.
Questa malattia, si trasmette tramite le vie aeree e le secrezioni naso-faringee e la diagnosi non è sempre immediata data l'assenza di episodi febbrili conclamati e dato che l'eritema non è marcato e non sempre è riconoscibile, come accade invece per la maggior parte delle altre malattie esantematiche. Il megaloeritema non è molto contagioso, ma se la futura mamma contrae il parvovirus B19 c'è il rischio che nel 2-3% dei casi, il feto possa andare incontro a una forma di anemia molto grave (questo virus si replica, infatti, nei globuli rossi), che provoca anemia fetale, scompenso cardiaco e idrope fetale, ovvero un edema dovuto a un accumulo di liquidi al di fuori del sistema circolatorio, rilevabile con l'ecografia.
Un'altra malattia comune nei primi tre anni di vita è l'esantema critico, Exantema subitum o sesta malattia. La sesta malattia è causata da un virus che fa parte degli Herpes virus, l'Herpes virus di tipo 6, che è il virus più ubiquitario di tutti gli Herpes virus che infettano l'uomo. Si calcola che il 90% dei bambini contragga questa malattia entro il primo anno di vita.
La sesta malattia si manifesta nel bambino grandicello con febbre elevata (38,5-39,5°) e un esantema che compare quando il rialzo febbrile si risolve. Se contratto in gravidanza da una mamma suscettibile, è possibile che il virus attraversi la placenta e raggiunga il feto infettandolo. Questa possibilità non è frequente, si calcola che avvenga nell'1% dei casi, dato che la malattia viene contratta dalla maggior parte della popolazione durante l'infanzia e quindi esiste una diffusa protezione anticorpale. Quando si verifica l'infezione congenita il virus può provocare nel neonato febbre alta (la cui origine non è di semplice identificazione) che spesso rende necessario un ricovero in ospedale, ma si risolve in genere senza conseguenze per la salute del bambino.

LA SCARLATTINA
Malattia di origine batterica, la scarlattina è causata dallo Streptococco beta emolitico di gruppo A, che può presentarsi più di una volta negli anni dell'infanzia e si riconosce per i sintomi caratteristici, ovvero la "lingua a fragola" (coperta di una patina bianca e cosparsa di puntini rossi), il mal di gola, l'esantema, la febbre molto alta.
Quando la Scarlattina viene contratta nei nove mesi di gravidanza solitamente non mette a rischio direttamente la salute del nascituro, ma il rialzo febbrile dovuto all'infezione può causare, anche se non frequentemente, un parto pretermine. Quindi, se il primogenito si ammala è opportuno che mamma e figlio eseguano un tampone faringeo.
Se l'esito del test mostra la presenza dello stesso ceppo di Streptococco, alla futura mamma potrà essere prescritto un antibiotico compatibile con la gravidanza, per risolvere rapidamente la situazione e prevenire eventuali complicanze.

IL MORBILLO E LA VARICELLA
In Italia si sta verificando un incremento dei casi di morbillo tra gli adulti, e il fenomeno interessa quindi anche quelle future mamme che sono recettive. Il morbillo è causato da un virus, il Paramyxovirus ed è sempre una malattia impegnativa, sia durante l'infanzia che in età adulta, con complicanze piuttosto frequenti e anche molto gravi.
Pertanto nessuno dovrebbe avere dubbi sulla opportunità e sui benefici della vaccinazione.
Quando contratto in gravidanza, il Morbillo non è associato a malformazioni del feto, ma può complicarsi in polmonite, causando un disagio importante alla futura mamma e, se la malattia si manifesta in prossimità del parto, c'è il rischio che il piccolo neonato si ammali. 
Il Morbillo congenito del neonato è una condizione molto grave (è a rischio la vita del bambino). Quando non siano presenti sintomi di malattia acuta, viene trattato subito dopo la nascita con un'infusione endovenosa di immunoglobuline, che va effettuata in ospedale, sotto attento controllo clinico. In caso di sintomatologia manifesta, il neonato va ricoverato per le terapie opportune.
Anche la varicella, malattia virale causata da un Herpes virus, il virus Varicella Zoster, se trasmessa al bimbo che cresce nel pancione, può avere conseguenze importanti per la sua salute. Il rischio è maggiore se la futura mamma si ammala tra la 13esima e la 20esima settimana di gestazione. Infatti in due casi su mille possono verificarsi delle complicanze, quali deformità degli arti (uno o più arti accorciati), malformazioni oculari, ritardo mentale, vesciche e cicatrici sulla cute.
Se la Varicella viene contratta in prossimità del parto (tra 5-6 giorni prima e 2 giorni dopo la nascita) c'è il rischio significativo (all'incirca in 8 casi su 100) che il bimbo si ammali di varicella neonatale. In questo caso il neonato va ospedalizzato e sottoposto a terapia antivirale per via endovenosa. Tuttavia, come per il morbillo, il buon esito della cura non è certo.

COME PREVENIRE IL CONTAGIO
Alcune delle malattie comuni nell'infanzia possono quindi rappresentare un serio pericolo per la salute del nascituro. Come regolarsi per evitare il contagio, soprattutto quando si è già mamme e il proprio bimbo frequenta l'asilo nido o la scuola dell'infanzia e può quindi "portare a casa" virus e batteri?
Prima di tutto dobbiamo sottolineare che la gravidanza è una condizione fisiologica da vivere con serenità senza eccessive ansie e timori. Nel momento in cui dall'asilo dovesse arrivare la comunicazione di una malattia in corso, allora è importante mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti per limitare il rischio di contagio, ad esempio non assaggiare la pappa del bambino, non usare le sue posate, non bere dal suo bicchiere, lavare accuratamente le mani dopo averlo aiutato a soffiare il naso.
Questo per quanto riguarda la Quinta e la Sesta malattia, e la Scarlattina. Diverso è il discorso per il Morbillo e la Varicella.
L'arma per proteggersi da queste malattie sono i vaccini ed il suggerimento per tutte le donne che desiderano un figlio è quindi di eseguire un esame del sangue per verificare se sono 'coperte', perché hanno già contratto queste malattie nell'infanzia o perché sono state vaccinate e, se necessario, sottoporsi alle vaccinazioni sei-dodici mesi prima dell'inizio della gravidanza.

COSA FARE SE IL PRIMOGENITO SI AMMALA
Se il primogenito mostra i sintomi di una malattia infettiva, la futura mamma dovrà subito contattare il proprio ginecologo per comunicargli la situazione. A seconda della patologia e dell'epoca di gravidanza il medico prescriverà gli accertamenti necessari per tenere sotto controllo la situazione e, se necessario, intervenire tempestivamente per proteggere la salute del nascituro.

UN SERVIZIO PENSATO PER LE MAMME IN ATTESA
Presso il nostro Ospedale è attivo un Servizio di Medicina Perinatale al quale le mamme possono sempre rivolgersi per chiarimenti e diagnosi multi-specialistiche, relativamente alle malattie infettive contratte in gravidanza. Le visite sono svolte da uno o più specialisti: ostetrico, neonatologo, infettivologo e psicologo, che intervengono in relazione alle problematiche della mamma e del bambino in grembo.
Le mamme interessate possono scrivere una mail alla Segreteria dell'Unità Operativa di Chirurgia Neonatale, Medicina e Chirurgia Fetale e Perinatale, Progetto Nascita, spiegando brevemente il problema.
Alla mail seguirà una risposta in cui si spiegano le modalità amministrative per effettuare la visita (è sufficiente una richiesta redatta su ricetta del Sistema Sanitario Nazionale dal medico di famiglia), e organizzare l'appuntamento per un'ecografia o semplicemente per un colloquio, in relazione alle esigenze della futura mamma.

Il recapito è il seguente:
Mail: medicinafetale@opbg.net 


a cura di: Cinzia Auriti
Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale
In collaborazione con: