Malattie metaboliche, le ultime novità su screening e terapie

L'allargamento dei test per queste patologie ai neonati di tutte le regioni italiane ha introdotto importanti modifiche nel panorama sanitario nazionale. L'intervista a Carlo Dionisi Vici
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05 September 2016

La legge sull'obbligatorietà dello screening neonatale per le malattie metaboliche in tutte le regioni italiane, recentemente approvata, ha introdotto importanti novità per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento di queste malattie, che nel nostro paese, colpisce circa 300 nuovi nati ogni anno. Per approfondire questi temi abbiamo parlato con Carlo Dionisi Vici, responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Patologia Metabolica del Bambino Gesù (l'Unità di Patologia Metabolica dell'ospedale è riconosciuta dal 1998 come Centro di Riferimento e Coordinamento Regionale per i difetti congeniti del metabolismo) e presidente della Società Italiana per lo studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale (SIMMESN).

Cosa sono le malattie metaboliche conosciute? 
All'origine di una malattia metabolica vi è sempre un difetto genetico, dovuto a mutazioni nel DNA. Parliamo di malattie ereditarie che si trasmettono con differenti modalità, la più comune delle quali, chiamata "autosomica recessiva", è quella in cui due genitori portatori sani hanno una probabilità del 25% di far nascere un bambino malato. Il difetto genetico altera il metabolismo a livello cellulare, compromettendo la funzione di numerosi organi – frequente è l'interessamento neurologico – mettendo il paziente a rischio di handicap, disabilità o, nei casi più severi, di morte. Il quadro clinico, che varia in funzione dei differenti difetti metabolici, è dovuto alla tossicità di composti accumulati, alla mancata sintesi da parte delle cellule di un prodotto necessario alle loro funzioni vitali o a un difetto nei processi energetici.

Quante sono quelle conosciute?  
Le malattie metaboliche sono oltre 600 e, quando considerate nel loro insieme, costituiscono circa il 10% delle malattie rare. Il loro numero negli ultimi anni è andato aumentando per il crescente interesse manifestato dalla comunità medica e scientifica. Ed è proprio grazie alle innovazioni nel campo della ricerca, che è oggi possibile individuare con lo screening neonatale esteso oltre 40 differenti Malattie Metaboliche.

Quanti sono le persone in Italia colpite da una malattia metabolica?  
Non esistono ancora dati certi sul numero di malati colpiti da Malattie Metaboliche. In base a una ricerca multicentrica, finanziata dal Ministero della Salute e da noi coordinata, erano oltre 2000 i pazienti pediatrici italiani. L'arrivo dello screening esteso ha sicuramente incrementato il numero dei casi diagnosticabili e, sulla base dei dati raccolti dalla SIMMESN oggi possiamo prevedere circa 1 caso ogni 1500 nati, un dato che rapportato alla nostra popolazione neonatale potrebbe corrispondere a almeno 300 nuovi pazienti metabolici per anno. I futuri programmi, coordinati a livello europeo, sulle reti per la diagnosi e la cura delle malattie rare potranno sicuramente fornire risposte più precise a questo tipo di quesiti.     

Come si fa la diagnosi per capire se un paziente è affetto da una malattia metabolica? 
La diagnosi di Malattia Metabolica si basa su una attenta valutazione clinica e su complesse indagini di laboratorio di tipo biochimico, che permettono di individuare nei prelievi di sangue o di urine dei pazienti le caratteristiche alterazioni di ciascuna malattia. Una volta definita la presenza dei "biomarcarcatori" caratteristici, la diagnosi deve essere confermata con ulteriori esami di tipo enzimatico e genetico.

Quali sono attualmente le strategie che hanno dato i migliori risultati nella lotta alle malattie metaboliche?
Certamente lo screening neonatale rappresenta una delle strategie più efficace per migliorare la prognosi di queste malattie: poter individuare precocemente un malato permette di iniziare immediatamente una terapia specifica prima che si manifesti la sintomatologia con esiti anche permanenti.  

Proprio a proposito dello screening metabolico neonatale, quali sono le novità introdotte con la nuova legge? 
Con l'attuazione di questa legge tutti i neonati potranno usufruire di questo importante programma di prevenzione. Fino ad oggi in Italia meno della metà dei nati ha avuto accesso allo screening ed era quindi indispensabile superare questa disparità territoriale che di fatto discrimina i neonati in base alla regione o, in alcuni casi, all'ospedale in cui nascono. Altro aspetto molto importante della legge è quello di avere previsto una copertura adeguata per i costi legati all'esecuzione dello screening.     

Quante malattie (e quali tipologie di malattie) potranno essere individuate mediante lo screening neonatale?
Lo screening permette di individuare oltre 40 differenti malattie metaboliche: acidemie organiche, difetti di ossidazione degli acidi grassi, aminoacidopatie e alcuni difetti del ciclo dell'urea. Si tratta di malattie genetiche rare in cui la diagnosi precoce e il tempestivo trattamento possono evitare l'insorgenza di sintomi spesso gravemente invalidanti e, nei casi più gravi, anche la morte. 

Come viene eseguito il test? 
Lo screening si esegue entro le prime 48-72 ore di vita e consiste nel prelievo di poche gocce di sangue dal tallone del neonato sulle quali viene effettuato il test di laboratorio capace di evidenziare le alterazioni caratteristiche delle varie malattie. Il test si basa su una sofisticata metodica che misura nel sangue i livelli degli aminoacidi e delle acilcarnitine, permettendo di identificare il profilo metabolico caratteristico di ciascuna malattia. 

Cosa succede in caso di positività allo screening?
La positività allo screening rappresenta l'inizio di un percorso ed è per questo che oggi già si parla di "sistema" screening: un programma a lungo termine che mette il paziente al centro di una rete che comprende il Laboratorio che effettua il test di Screening, il Centro Clinico di Riferimento e la medicina di base sul territorio. Lo screening individua un neonato "a rischio" e quindi la prima tappa è quella della conferma diagnostica: il bambino viene rapidamente richiamato e sottoposto a specifici esami che permettono di porre con certezza la diagnosi. Una volta confermata la diagnosi vengono immediatamente iniziate le cure che fondamentalmente si basano su modifiche nella dieta e sull'impiego di farmaci e, in alcuni casi, di vitamine. La terapia è specifica per ciascuna malattia e deve essere proseguita a vita, sottoponendo i pazienti a periodici controlli in Centri Clinici di Riferimento specializzati nella cura delle Malattie Metaboliche. Oltre alle cure standard, in alcune malattie individuate attraverso lo screening neonatale il trapianto di fegato si è dimostrato un intervento terapeutico particolarmente efficace. 

Quali benefici si spera che porti questa nuova legge per la popolazione? 
Poter individuare precocemente una malattia metabolica permette di iniziare immediatamente la terapia. Questo significa evitare – o comunque limitare – le conseguenze di malattie che possono provocare disturbi neurologici permanenti o disabilità gravi, ma anche salvare la vita stessa del bambino.  Ogni anno nascono in Italia circa 500.000 bambini e, in base all'esperienza già maturata in alcune parti del nostro paese, possiamo aspettarci di individuare attraverso lo screening circa 300 nuovi casi.

Si ipotizzano risparmi a lungo termine per il Servizio Sanitario Nazionale?
L'impatto dello screening non solo migliorerà la prognosi di questi bambini ma, riducendo il rischio di disabilità e handicap, ridurrà sicuramente il costo delle cure e della loro assistenza e il costo "sociale" sostenuto dalle famiglie. Per rendere il "sistema" screening efficace, efficiente, sostenibile e equo è comunque indispensabile individuare le risorse necessarie alla "presa in carico" dei pazienti da parte dei Centri Clinici di Riferimento.