METHOTREXATE

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23 March 2020

NOME DEL FARMACO/PRINCIPIO ATTIVO
Methotrexate 

NOMI COMMERCIALI
Methotrexate, Metotressato TEVA, Metotrexato ACC, Metotrexato DOC, Metotrexato PFI, Reumaflex.

A COSA SERVE
Il Methotrexate è un farmaco che contrasta la sintesi dell'acido folico e che appartiene alla classe di farmaci chiamati antimetaboliti. A dosi elevate contrasta la crescita e la proliferazione delle cellule ed è utilizzato per il trattamento di alcuni tumori (in particolare delle leucemie). A dosi molto più basse (50-100 volte più basse) ha un effetto antinfiammatorio e viene utilizzato per il trattamento di molte malattie reumatologiche tra cui, ma non solo, l'artrite idiopatica giovanile e l'artrite psoriasica. 

IN CHE FORMA E' DISPONIBILE
Il Methotrexate (MTX) è disponibile sotto forma di:

- Compresse da 2,5 mg per uso orale;
- Siringhe pre-riempite monouso da 7.5, 10, 12.5, 15, 17.5, 20, 25 mg per uso sottocutaneo;
- Soluzione iniettabile da 25 mg, 50 mg, 100 mg, 500 mg, 1 g, 5 g.

QUANTO DEVE PRENDERNE
Spetta al medico stabilire di quanto farmaco ha bisogno il bambino. Per far sì che il medicinale abbia l'effetto voluto, è importantissimo seguire scrupolosamente la prescrizione del medico

QUANTE VOLTE DEVE PRENDERLO
Deve essere somministrato una volta alla settimana, sempre lo stesso giorno. Per ridurre drasticamente alcuni effetti collaterali (vedi sotto) il giorno successivo deve essere somministrata una dose opportuna di acido folico. 

COME DEVE PRENDERLO
L'assorbimento del Methotrexate assunto per via orale è ridotto da alcuni alimenti, in particolare da cibi contenenti latte e derivati, per cui ne è consigliabile l'assunzione lontano dai pasti.
La somministrazione sottocutanea garantisce un migliore assorbimento del farmaco nell'organismo e di conseguenza una maggiore efficacia.
La formulazione sottocutanea può essere somministrata in qualsiasi momento della giornata. Per la somministrazione sottocute si utilizza la parte antero-superiore della coscia. Dopo accurata disinfezione, bisogna pizzicare delicatamente l'area scelta per formare una plica della cute che deve essere mantenuta per tutta la durata dell'iniezione, inserire completamente l'ago nella cute con un angolo di 90°, spingere lentamente lo stantuffo e iniettare il liquido, estraendo infine la siringa mantenendo l'inclinazione dell'ago a 90°.

QUANTO CI VUOLE PER FARE EFFETTO
Nel trattamento delle malattie reumatologiche, nelle quali il Methotrexate è utilizzato per lunghi periodi come farmaco di fondo, il farmaco inizia ad agire dopo alcune settimane. Utilizzato invece a dosi elevate, come nelle malattie oncoematologiche, l'azione terapeutica è più immediata, potendosi ottenere sin dai primi giorni di trattamento. 

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI PIU' IMPORTANTI
L'effetto collaterale più comune è rappresentato da una sensazione di malessere accompagnata da inappetenza, e alcune volte da nausea e vomito, che possono essere ridotti somministrando il farmaco in serata. Questo effetto collaterale è piuttosto comune, può essere anche molto fastidioso, ma non è in alcun modo pericoloso. Alcuni soggetti presentano anche nausea anticipatoria, correlata alle modalità stesse di preparazione del farmaco (odore del disinfettante, colore del farmaco). Possono essere utilizzati farmaci contro il vomito (antiemetici) come l'Ondansetron o il Granisetron, da somministrare per bocca un'ora prima del Methotrexate ed eventualmente ripetibili a distanza di 8-12 ore.
Un altro effetto collaterale è l'ipertransaminasemia, cioè l'aumento degli enzimi del fegato (transaminasi ALT e AST). Questa condizione solitamente non causa alcun sintomo nel bambino e per questo è necessario controllarla effettuando prelievi durante il trattamento ogni 2-3 mesi circa. In caso di ipertransaminasemia è sufficiente sospendere il Methotrexate per 1-2 settimane, per poi riprenderlo dopo aver verificato la normalizzazione degli enzimi. Non sono mai stati riportati casi di danno epatico permanente.
Riduzione del numero di globuli bianchi, dell'emoglobina e delle piastrine, cefalea e polmonite interstiziale sono effetti collaterali straordinariamente rari in reumatologia.
Il farmaco può causare malformazioni del feto, per cui è necessario informare le pazienti adolescenti, in età fertile, e verificare che non siano in stato di gravidanza prima di iniziare il trattamento. 

CHE COSA SUCCEDE SE NE PRENDE TROPPO
I casi di sovradosaggio sono solitamente causati da un'errata assunzione giornaliera della dose settimanale. I sintomi sono sovrapponibili a quelli descritti per le dosi farmacologiche, in particolare effetti gastrointestinali e sulle cellule del sangue.
L'antidoto specifico per neutralizzare gli effetti tossici indesiderati del Methotrexate è il folinato di calcio, somministrato entro un'ora dalla somministrazione della dose in eccesso. 

PUO' PRENDERE ALTRI MEDICINALI
In corso di terapia con Methotrexate è controindicata l'assunzione di alcuni farmaci che possono aumentarne la tossicità (alcuni antibiotici come penicilline, Ciprofloxacina, Trimetoprim/Sulfametossazolo) o ridurne l'efficacia terapeutica (preparazioni vitaminiche o altri prodotti che contengono acido folico o derivati). 

CHE COSA SUCCEDE SE SALTA UNA DOSE
La terapia domiciliare con Methotrexate (per bocca o per via sottocutanea) può essere ripresa nel momento stesso in cui ci si rende conto di aver saltato una dose, quindi anche somministrando il farmaco in un giorno della settimana diverso da quello utilizzato in precedenza, continuando poi a rispettare l'intervallo minimo tra le somministrazioni. 

ALLATTAMENTO
Il Methotrexate passa nel latte materno. L'allattamento al seno è sconsigliato alle madri in cura con Methotrexate ad alte dosi, come chemioterapico antitumorale. Più incerta è la situazione per le madri in trattamento con una dose settimanale di Methotrexate. Alcuni suggeriscono di sospendere l'allattamento per 24 ore dopo la somministrazione di Methotrexate e quindi di riprenderlo. Altri ritengono che questa pratica sia comunque rischiosa e consigliano di sospendere del tutto l'allattamento. 

COS'ALTRO POSSO SAPERE SU QUESTA MEDICINA
Durante la terapia non vanno eseguite vaccinazioni con virus vivi/attenuati, come quella contro morbillo, parotite, rosolia, varicella. Si possono invece praticare le vaccinazioni con vaccini uccisi o tossoidi come il vaccino esavalente, la vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse, la vaccinazione contro il papillomavirus e molte altre ancora.
In corso di febbre è consigliabile sospendere la terapia, che potrà essere ripresa dopo almeno 48 ore di assenza di febbre. Il farmaco può quindi essere ricominciato anche in un giorno differente rispetto a quello utilizzato in precedenza, sempre rispettando l'intervallo minimo tra le somministrazioni: una volta a settimana.
Le compresse di Methotrexate contengono lattosio, per cui sono controindicate in pazienti con deficit di lattasi o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. 

COME DEVO CONSERVARE QUESTA MEDICINA
Le diverse formulazioni di Methotrexate devono essere conservate nella confezione originale, a temperatura non superiore a 25°C, protette dalla luce e dall'umidità. Le fiale per uso sottocutaneo non devono essere congelate. 


a cura di: Giulia Marucci
Unità Operativa di Reumatologia
In collaborazione con: