Neonato da madre diabetica

Le alterazioni della glicemia durante la gravidanza, se non controllate, possono causare problemi anche gravi al neonato
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04 December 2019

CHE COS'È
Il diabete mellito è il principale problema metabolico che si presenta nelle donne in gravidanza. Si possono osservare alterazioni nel controllo della glicemia nel 10% delle gravidanze.

QUALI SONO LE CAUSE
Ci sono due tipi di alterazioni del metabolismo degli zuccheri che si possono verificare in gravidanza:

- Diabete gestazionale: è la condizione che si sviluppa in una donna non diabetica nei primi mesi della gravidanza a causa delle alterazioni ormonali (resistenza all'insulina) determinata dagli ormoni gravidici;
- Diabete pre-gestazionale: è lo stato delle donne che hanno già un diabete insulino-dipendente prima dell'inizio della gravidanza e che non mantengono il controllo della malattia in gravidanza.

In entrambe le situazioni, la glicemia materna non controllata può determinare complicazioni per il bambino dopo la nascita. Per questo motivo è indispensabile mantenere il più possibile la glicemia sotto controllo durante la gravidanza.

COME SI PREVIENE E COME SI CURA
Il Sistema Sanitario Nazionale prevede uno screening del diabete gestazionale per prevenire le conseguenze sul neonato.
L'Istituto Superiore di Sanità prevede lo screening per il diabete gestazionale nelle donne che abbiano almeno uno dei seguenti fattori di rischio:

- Età superiore o uguale a 35 anni;
- Donne che hanno presentato diabete gestazionale in altra gravidanza;
- Donne con familiarità di primo grado per diabete di 2 tipo o provenienti da Paesi noti per un'alta frequenza di diabete di tipo 2;
- Donne sovrappeso o obese prima della gravidanza;
- Donne che hanno partorito in precedenza un bambino con peso eccessivo alla nascita (macrosoma).  

Cosa fare prima della nascita del bambino per prevenire le conseguenze del diabete gestazionale
Nella donna in gravidanza è necessario:

- Misurare sistematicamente la glicemia che deve presentare un valore inferiore o uguale a 126 mg/dl a digiuno e non superare mai i 200 mg/dl in qualunque momento della giornata. Se invece la glicemia a digiuno è superiore a 126 mg/dl o supera i 200 mg/dl in qualunque momento della giornata, occorre confermare l'anomalia dei valori con un secondo prelievo e fare diagnosi di diabete;
- Misurare il valore dell'emoglobina glicosilata (HbA1) che rappresenta una misura indiretta dei valori medi della glicemia durante gli ultimi due-tre mesi;
- Seguire un'alimentazione attenta e bilanciata con le indicazioni date dal ginecologo;
- In caso di diagnosi di diabete gestazionale, sarà necessario attenersi alle prescrizioni del diabetologo, ricorrendo anche all'utilizzo di alcuni farmaci (ipoglicemizzanti orali, insulina somministrata sottocute) in modo da controllare il più possibile la glicemia nel sangue materno;
- In caso di diabete gestazionale la donna potrà svolgere con tranquillità un'attività fisica moderata (ginnastica dolce a casa o in palestra, nuoto) che aiuterà a mantenere sotto controllo il valore della glicemia. 

Perché la donna in gravidanza può andare incontro ad alterazioni della glicemia  
Durante la gravidanza il feto è nutrito attraverso la placenta, che consente il passaggio di sostanze nutrienti e di acqua dalla madre e nello stesso tempo produce una varietà di ormoni necessari per il proseguimento della gravidanza.
Alcuni di questi ormoni (estrogeni, cortisolo e ormone lattogeno placentare) possono avere un effetto bloccante sull'azione dell'insulina. Tale effetto inizia di solito tra la 20a e la 24a settimana di gravidanza.
Quindi è proprio lo stato di gravidanza che può modificare l'utilizzo e il fabbisogno di insulina nella donna e ciò può determinare il diabete gestazionale nelle donne non diabetiche. Nelle donne con diabete, la gravidanza può determinare la necessità di aumentare il fabbisogno di insulina.

Quale tipo di parto consigliare ad una donna con diabete gestazionale 
Se il diabete gestazionale materno è ben controllato con la sola dieta e la crescita fetale è regolare, la gravidanza può procedere fino al termine. Invece, se la crescita fetale è eccessiva (macrosomia), potrà essere necessaria l'induzione del travaglio di parto 1-2 settimane prima del termine della gravidanza. La neo-mamma che ha presentato diabete gestazionale può tranquillamente allattare il neonato al seno senza alcuna limitazione.

Quali sono le conseguenze sul feto 
Una quantità eccessiva di glucosio nel sangue materno viene trasferita al feto e può determinare diverse conseguenze che si manifestano nel neonato, subito dopo la nascita.
Tra le più frequenti che colpiscono il neonato di madre diabetica ricordiamo:

- Macrosomia, vale a dire peso alla nascita superiore ai 4 Kg. Colpisce il 15-45% dei nati;
- Ittero del neonato o iperbilirubinemia che colpisce  il 10-13% dei nati;
- Ipoglicemia, vale a dire bassi livelli di glucosio nel sangue (interessa il 3-5% dei nati);
- Distress respiratorio o insufficienza respiratoria acuta che colpisce l'1.5-4% dei neonati;
- Distocia di spalla che si verifica quando, nel corso del parto, dopo la fuoruscita della testa l'espulsione del feto non avviene perché rimangono bloccate una o entrambe le spalle; si verifica nell'1.6-10% dei neonati;
- Ipoglicemia alla nascita: bassi livelli di glucosio nel sangue del bambino subito dopo il parto. Questo problema si verifica se i livelli di glucosio nel sangue della madre sono stati costantemente elevati, stimolando il feto a produrre molta insulina. Dopo il parto, il bambino continua ad avere un livello elevato di insulina che può provocare l'ipoglicemia;
- Macrosomia o IUGR (dall'inglese In Utero Growth Retardation): si riferisce a un bambino che è notevolmente più grande dei suoi pari per età gestazionale (peso superiore al 95° percentile) o molto più piccolo (peso inferiore al 3° centile). Il feto riceve tutte le sostanze nutritive direttamente dal sangue materno. Se il sangue materno trasferisce al feto troppo glucosio, il pancreas produce più insulina nel tentativo di utilizzare questo glucosio. Il feto converte il glucosio in eccesso in grassi e si verifica un aumento delle dimensioni degli organi;
- Traumi da parto: a causa delle grandi dimensioni del neonato si possono presentare difficoltà meccaniche al momento del parto con traumatismi di cui il più comune è lo stiramento del plesso brachiale, reversibile nella maggior parte dei casi;
- Difficoltà respiratoria: l'eccessiva produzione di insulina nel feto può ritardare la produzione di surfattante, sostanza necessaria per la maturazione del polmone. Questa carenza può determinare nel neonato una transitoria difficoltà respiratoria dopo la nascita;
- Alterazioni metaboliche: alterazioni transitorie possono riguardare i livelli di calcio, magnesio e bilirubina nel sangue;
- Cardiopatia ipertrofica: l'aumento di dimensioni del cuore può non provocare sintomi o presentarsi con distress respiratorio e scompenso cardiaco. Presenta una ottima prognosi e la sintomatologia regredisce in genere in 2 settimane, mentre l'ipertrofia regredisce in circa 4 mesi dalla nascita.

Come si cura il neonato
La necessità di un trattamento del neonato dipende da quanto il diabete materno è stato tenuto sotto controllo nell'ultima parte della gravidanza e durante il travaglio al momento del parto.
Sarà necessario:

- Controllare i livelli di glucosio nel sangue del neonato;
- Alimentare precocemente il neonato o somministrare glucosio endovena se i valori di glucosio riscontrati dopo la nascita sono bassi (ipoglicemia);
- Controllare gli esami del sangue per valutare i livelli del glucosio, del calcio, del magnesio e della bilirubina;
- Avviare alcune indagini strumentali come la radiografia del torace e l'ecocardiogramma.

Il neonato di madre diabetica dovrà essere seguito dopo la nascita dal pediatra di famiglia in accordo con i controlli programmati in post- dimissione, in ambulatorio o in Day Hospital.


a cura di: Alessandra Di Pede, Annabella Braguglia
Unità Operativa di Semi Intensiva Medica Neonatale e Follow-up
In collaborazione con: