Niente paura, c'è il vaccino!

Come, cosa, quando, perché. Tutto quello che bisogna sapere sul "trucco" che insegna all'organismo a produrre anticorpi
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E' la strategia di prevenzione più economica, efficace e socialmente utile. La vaccinazione è un'arma potente che ha consentito di debellare alcune malattie, permettendo all'individuo di proteggersi attivamente contro un determinato germe, senza contrarre la malattia. I vaccini rappresentano uno straordinario successo della medicina.

Come funziona. Le malattie infettive dipendono dall'invasione dell'organismo da parte di microbi come virus, batteri, miceti o parassiti. Questi si moltiplicano, generano la malattia e si diffondono. Il nostro sistema immunitario riconosce gli "invasori" come elementi estranei e si difende producendo alcune proteine specifiche, dette anticorpi.
Questi intervengono per eliminare i microbi dall'organismo e determinano la guarigione.

Dopo la guarigione, il sistema immunitario conserva la memoria delle caratteristiche del microrganismo e, se lo incontra nuovamente, è in grado di produrre anticorpi più velocemente e in maggiore quantità. Grazie alla memoria immunitaria, le invasioni successive saranno prontamente dominate e non provocheranno la malattia. 
La vaccinazione è una sorta di "trucco": insegna all'organismo a produrre anticorpi senza passare per la malattia.

In alcuni casi è possibile mettere a contatto un microrganismo, reso innocuo, con il nostro sistema immunitario. Questo produrrà gli anticorpi corrispondenti, rendendo immune la persona, senza determinare l'insorgere della malattia. Ogni vaccino richiede delle precauzioni nella somministrazione per ottenere la migliore stimolazione possibile del sistema immunitario, riducendo al minimo i rischi.

Perché vaccinarsi. Il bambino viene vaccinato per non contrarre l'infezione se viene a contatto con il microrganismo. Se il bambino non vaccinato dovesse entrare in contatto con il microrganismo per cui non è immunizzato, probabilmente contrarrà l'infezione, in maniera più o meno grave.

La mancata vaccinazione non riguarda soltanto il singolo bambino, ma produce effetti anche sugli altri e, più in generale, su tutta la popolazione. Il bambino non vaccinato, infatti, non è soltanto esposto al rischio di ammalarsi e di andare incontro a tutte le complicazioni della malattia, ma ammalandosi, contribuisce anche alla circolazione e alla diffusione del microrganismo. In pratica, non vaccinare un bambino significa danneggiare non soltanto lui ma anche tutti gli altri bambini che, se vaccinati, si proteggono l'uno con l'altro e proteggono i bambini che non possono o non sono ancora vaccinati.

Cosa previene? Mediante le vaccinazioni possiamo evitare:

Difterite;
Tetano;
Poliomielite;
Pertosse;
Morbillo;
Rosolia;
Orecchioni (parotite virale);
Varicella;
Infezioni invasive da Haemophilus (Emofilo);
Infezioni da Pneumococco e Meningococco;
Epatite A e B;
Influenza.

Alcuni di questi vaccini si somministrano come ciclo primario nel primo anno di vita, con un vaccino unico chiamato esavalente –per difterite-tetano-pertosse acellulare, Poliomelite, Hib (Haemophilus Influenzae tipo B), Epatite- che contiene parti di tutti e sei i germi (assolutamente incapaci di produrre la malattia, ma sufficienti a stimolare le difese dell'organismo) in un'unica siringa (vaccino "combinato"). Un vaccino combinato è efficace e sicuro come i vaccini separati, ma permette di proteggere il bambino con una sola iniezione.

Il vaccino si somministra per via intramuscolare nella coscia del bambino.

Quando vaccinare. L'attuale calendario vaccinale prevede l'uso dell'esavalente con il seguente schema:

la prima dose al 3° mese di vita;
la seconda dose al 5° mese di vita;
la terza dose all'11°-13° mese di vita.

Esistono poi altri vaccini ai quali si ricorre solo in particolari occasioni come i viaggi in Paesi dove la malattia è a carattere endemico o epidemico (per esempio, la vaccinazione contro la febbre gialla va presa in particolare considerazione, perché la profilassi attiva contro questa malattia è obbligatoria in diversi Paesi). Altri ancora sono stati abbandonati in seguito alla scomparsa della malattia dovuta alla vaccinazione estesa (per esempio, vaiolo) e vengono conservati solo in laboratorio.

La maggior parte dei vaccini può essere somministrata a qualsiasi età. In alcuni casi bisogna solo ridurre il dosaggio. Se si verificano dei ritardi nella somministrazione dei vaccini, non è necessario ricominciare dall'inizio il ciclo vaccinale. Se il bambino è affetto da malattie passeggere, il medico può decidere caso per caso se rimandare la vaccinazione.
Nei casi di malattie prolungate, croniche o gravi, esistono delle regole precise per le vaccinazioni che il medico saprà indicare.

Effetti collaterali. Le vaccinazioni sono nate per difendere ogni bambino da alcune malattie e si cercano ogni giorno nuovi vaccini da usare. Tuttavia i vaccini non sono esenti da rischi. Come ogni altro farmaco possono determinare effetti collaterali generalmente di modesta entità. Potete discutere con il vostro medico delle indicazioni e dei rischi di ogni vaccino. È importante ricordare che gli inconvenienti da vaccinazione sono di gran lunga inferiori a quelli che la malattia stessa può determinare.

Richiami. Alcuni vaccini richiedono una o due somministrazioni, altri devono essere inoculati ad intervalli regolari per tutta la vita come il vaccino antitetanico. La memoria immunitaria, infatti, può attenuarsi nei confronti di alcuni microrganismi. Bisogna quindi mantenerla ben viva per avere la massima protezione possibile. Altri vaccini non determinano una produzione di anticorpi in tutti i bambini alla prima somministrazione. Quindi bisogna ripetere la vaccinazione per recuperare chi è sfuggito alla prima dose.

Infine, esistono dei vaccini, come quello antinfluenzale, che vanno ripetuti ogni anno perché il virus cambia aspetto e non viene più riconosciuto dagli anticorpi dell'anno prima.

Vaccini speciali
Vaccino antiemofilo. L'Haemophilus influenzae (in passato erroneamente considerato responsabile dell'influenza) è un germe che determina malattie anche molto gravi nei bambini, soprattutto in quelli sotto i 5 anni di vita. L'emofilo si trasmette da soggetto a soggetto attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse o lo starnuto, e, anche se la contagiosità è scarsa, in alcune situazioni come lo stretto contatto con il malato, luoghi chiusi e affollati con scarso ricircolo d'aria (ospedali, scuole, cinema ecc.), si possono sviluppare vere e proprie epidemie.

Le più importanti e gravi malattie che questo germe determina sono le meningiti, le laringiti epiglottiche, le setticemie; meno frequenti le osteoartriti e le pericarditi; inoltre, può determinare otiti, polmoniti, congiuntiviti. Le forme più frequenti sono rappresentate dalle meningiti (il 60 - 65 % di tutte le forme gravi) che si manifestano nei bambini entro i primi 5 anni di vita, con un picco di incidenza nell'età compresa tra 1 e 24 mesi.

La meningite si presenta con sintomi quali febbre, vomito, irritabilità o sopore, convulsioni, rigidità del collo, fontanella anteriore colma e pulsante nei lattanti. La vaccinazione anti-emofilo è consigliata a tutti i bambini nel corso del normale calendario vaccinale, a 3 e a 11 mesi di vitaRisultano non essere necessari ulteriori richiami, salvo nei bambini a rischio per i quali il calendario più adatto verrà indicato dal pediatra valutando, caso per caso.

Meningococco. Il meningococco (o Neisseria Menigitidis) è un germe che comprende diversi sottotipi tra i quali A, B, C, Y e W135 che sono quelli che possono causare gravi infezioni. Questo germe, che si trasmette da persona a persona tramite le goccioline di saliva emesse col respiro, con gli starnuti e con la tosse, è spesso presente in gola senza dare alcun disturbo; ma se riesce a passare nel sangue può provocare malattie molto gravi come la malattia menigococcica invasiva.

La malattia meningicoccica invasiva può determinare la setticemia (un'infezione che si sviluppa nel sangue) e la meningite (l'infiammazione della membrana che avvolge il cervello). La vaccinazione contro il meningococco è fortemente raccomandata ai bambini con deficit immunitari, più a rischio di contrarre gravi infezioni (in questo caso la vaccinazione viene effettuata gratuitamente presso il Servizio Vaccinazioni dell'ASL, presentando un certificato del medico curante attestante la malattia da cui sono affetti). E' particolarmente raccomandata nei soggetti privi di milza e in quelli con difetti congeniti del complemento.

Il vaccino contro il meningococco C è raccomandato a tutti i bambini, soprattutto se frequentano una collettività infantile (asilo nido, scuola materna, spazio gioco, ludoteca), e agli adolescenti.

Virus influenzali. I virus influenzali possono causare forme lievi o gravi di malattia I vaccini antinfluenzali sono considerati sicuri poiché vengono sottoposti a controlli di qualità predefiniti a livello internazionale. A volte, tuttavia, possono manifestarsi reazioni avverse, per lo più lievi.
Tutti corrono il rischio di contrarre il virus dell'influenza, ma alcune categorie sono più vulnerabili di altre.

I gruppi a rischio comprendono:

le persone anziane;
quelle con patologie croniche come asma grave e altre patologie respiratorie;
diabete e altre malattie endocrine;
malattie cardiovascolari;
malattie renali croniche;
malattie epatiche croniche;
tumori;
malattie metaboliche.

Un'attenzione particolare è poi richiesta a tutti i genitori che hanno i figli affetti da determinate patologie. Sono categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di particolare gravità. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile. Seguire i tipici comportamenti che i genitori conoscono bene.

Una persona infetta può trasmettere il virus molto facilmente prima ancora che appaiano i sintomi, con un semplice colpo di tosse, uno starnuto o una stretta di mano. Vaccinandosi si proteggono i familiari, i colleghi e i pazienti, specialmente quelli a maggior rischio di sviluppare le complicanze associate con l'influenza. 

La vaccinazione dovrebbe essere effettuata ogni anno, prima dell'inizio della stagione influenzale. In Italia, a partire da metà ottobre. È comunque possibile vaccinarsi anche più tardi, quando la stagione influenzale è già iniziata, ma prima ci si vaccina e meglio è.

Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e/o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate.